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Nem Summit, la strada europea ai new media

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Nem Summit, la strada europea ai new media

18 Mar 2009

di Giampiero Carli Ballola

Nasce in Bretagna il primo evento dedicato alle tecnologie per i nuovi mezzi di diffusione e gestione dei contenuti digitali. Per porre le basi di una piattaforma tecnologica comune che dia alle industrie europee un ruolo preminente in un business che, dai servizi interattivi broadcast alla nuova Internet, lascia intravedere enormi sviluppi.

SAINT-MALO – Qualche mese fa si è svolto a Saint-Malo, città bretone d’importanza storica nelle esplorazioni e commerci d’oltremare, il Nem Summit 2008. Trattandosi della prima edizione di un evento unico nel suo genere e destinato ad avere una rilevanza europea nello sviluppo delle tecnologie per i cosiddetti ‘new media’, è importante spiegare come è nato e su quale terreno si è potuto sviluppare.
Nem sta per Networked & Electronic Media, ed è la prima metà di un acronimo che prosegue con Etp, European Technology Platform. La sigla Nem Etp definisce un’iniziativa, guidata da un pool d’industrie del settore e sostenuta dal progetto 4NEM dalla Commissione Europea, volta a stimolare la convergenza tra le tecnologie delle reti Tlc e broadcasting e dell’elettronica di consumo al fine di sviluppare il mercato dei nuovi media e dei contenuti digitali. L’iniziativa raccoglie ad oggi, tra grandi e piccole, circa 650 realtà europee facenti parte di tutti i settori di attività che confluiscono nell’area dei new media. Ossia: content provider, emittenti Tv, fornitori di dispositivi di rete, operatori di network, service provider, enti di standardizzazione, Università ed istituti governativi. Tutti questi attori collaborano nel produrre un’agenda di ricerca strategica che acceleri lo sviluppo del settore in modo da portare l’industria europea in primo piano nelle tecnologie (e nel business) dello sviluppo e distribuzione dei contenuti digitali.
Perché questa iniziativa europea, ed il relativo Summit, abbiano trovato pratica attuazione in Bretagna è presto detto. Il governo francese ha sempre avuto molta attenzione per le infrastutture di Tlc (ricordate il Minitel?) e per lo sviluppo delle tecnologie correlate. Ha quindi spinto sin dagli anni ’70 l’aggregarsi in Bretagna, dove si trovavano i laboratori del Cnet (centro nazionale studi per le Tlc) e di altri enti governativi, di centri di produzione e soprattutto di ricerca e sviluppo di società pubbliche e private. Oggi il parco Rennes Atalante Technopole, a poca distanza da Saint-Malo, raccoglie centri R&S di oltre 260 imprese. Nomi come Orange Labs (il gruppo R&D di France Télecom), Thomson, Alcatel, Canon, AT&T Bell, Mitsubishi, Philips, Motorola e altri, più decine di spin-off, per la nascita delle quali il parco fa da ‘business incubator’ specializzate in campi dell’Ict-Tlc, ma anche delle biotecnologie e di altri settori hi-tech. Quanto al Summit in sé, va detto che sebbene vi fosse uno spazio espositivo e l’agenda prevedesse un paio di sessioni generali, lo scopo dichiarato era di fornire una occasione di incontro e dialogo su temi specifici. Gli oltre 320 convenuti si sono quindi distribuiti in 14 sessioni parallele che nei tre giorni dell’evento hanno discusso soprattutto di tecnologie legate al broadcasting, ma anche della ‘nuova Internet’. “Dobbiamo trovare – ha detto Joao Da Silva, direttore della Commissione Europea per la convergenza di reti e servizi – le tecnologie che permettano di passare da una rete di informazioni a una rete di contenuti e di ‘cose’ che spetta in larga parte a noi scoprire e definire”.
Va notato infine che la presenza al Summit è stata veramente internazionale. I francesi erano ovviamente la maggioranza, ma vi erano convenuti di tutti i paesi europei, anche non comunitari, come Turchia, Ucraina e Ungheria; nonché partecipanti provenienti da Cina, Giappone, Sud Corea e Israele. Numericamente modesta ma qualificata la presenza italiana. Guidata da Telecom Italia (il cui rappresentante, Gianpaolo Balboni, era chairman dell’importante sessione dedicata ai servizi interattivi), la nostra pattuglia comprendeva una dozzina di persone provenienti da Create Net, Didagroup, Engineering Ingegneria Informatica, ST Microelectronics, TXT e-solutions e dalle Università di Perugia, Siena e Roma ‘La Sapienza’.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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