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La telefonia mobile in un mondo che cambia

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La telefonia mobile in un mondo che cambia

02 Mag 2005

di Giancarlo Capitani e Riccardo Zanchi

Alla guerra dei prezzi tra carrier di telefonia mobile è subentrata una nuova fase che guarda con maggiore attenzione ai servizi innovativi e alternativi alla fonia. e ora gli operatori si accingono a giocare tutte le loro carte nell’arena del 3g

Fin dall’anno dell’avvio, l’ormai lontanissimo 1990, il trend del mercato delle telecomunicazioni mobili in Italia ha fatto segnare una crescita impetuosa, a tratti difficile da gestire sia da parte dei carrier sia per quanto riguarda i fornitori di telefonini. La pervasività del mobile è tale che, quando si crede di aver raggiunto il massimo livello di penetrazione ottenibile, si riescono a scoprire nuove nicchie di mercato da affrontare, ultima (finora) quella dei giovani pre teen agers, ai quali proporre terminali semplici e limitati nei numeri chiamabili. Di fatto, il trend dei ricavi da Tlc mobili ha registrato un’impennata significativa nella seconda metà degli anni ’90, proseguita anche nei primi anni del terzo millennio (vedi figura 1). È ormai superfluo dire che il telefonino ha cambiato il nostro modo di vivere, rendendoci sempre reperibili – spesso anche quando non lo si desidererebbe – e ci ha imposto l’utilizzo di nuovi servizi di comunicazione che sono gradualmente entrati nel quotidiano di molte persone che si ritenevano estranee alle tecnologie innovative.
Le telecomunicazioni mobili si sono via via articolate in modi diversi in funzione del tipo di servizio che sono state in grado di veicolare e oggi il ventaglio di offerta di servizi è estremamente variegato per riuscire a rispondere ad ogni tipologia di esigenza e per soddisfare ogni target di utenza.Tuttavia, l’utilizzo che si fa del telefonino è soprattutto quello per cui era stato pensato in origine e questa opzione è di gran lunga quella più rilevante, al punto che vi sono luoghi in cui è espressamente richiesto alle persone di spegnerlo, per evitarne l’uso in contesti inadeguati (a partire dalle chiese, ma anche negli ospedali e in certi club esclusivi).

Trend del fatturato da servizi Tlc mobili in Italia

 Fonte: NetConsulting

L’Arpu dei servizi di TLC mobili in Italia  (2002-2004)

Fonte: Assinform/NetConsulting

Quali servizi per il telefonino
La killer application resta quindi sempre la voce, che rappresenta circa l’85% del giro d’affari complessivo, ma risulta affiancata in modo sempre più consistente da altri servizi, messaggistica in primis, che vanno a completare le possibilità di comunicare che la tecnologia mette a disposizione dei mobile users. Alcuni segnali stanno però portando alla luce dei fattori critici di cui è necessario tener conto.Il numero di utilizzatori è prevedibilmente in fase di saturazione, avendo attualmente raggiunto in Italia i 42,7 milioni, a cui mediamente fanno riferimento circa 1,5 linee telefoniche mobili a testa. Tale valore risulta difficilmente aumentabile, anche includendo segmenti di mercato finora teoricamente non aggrediti, come i giovanissimi. Inoltre, il tempo passato a parlare al telefono appare ormai aver raggiunto un limite fisiologico, con ridotte possibilità di significativi incrementi, pertanto la killer application inizia a mostrare i primi segni di vulnerabilità.Se guardiamo l’andamento dell’Aarpu (spesa media per utente) dei servizi di telecomunicazione mobile, si coglie immediatamente la portata di questo particolare fattore (vedi figura 2). Infatti, a fronte di una crescita di circa il 10% della spesa media complessiva nell’arco degli ultimi due anni (da 356 ad oltre 390 euro), la ripartizione di tale trend fra servizi di fonia e servizi a valore aggiunto mostra dinamiche estremamente differenti: da un lato la voce, il cui incremento ha subìto graduali contrazioni, fino a scendere a meno del 5% nel periodo 2002-2004 e addirittura a meno dell’1% nel 2004; dall’altro il mercato dei Vas mobili, che ha registrato un incremento di oltre il 50% nel biennio corrispondente. Tale segmento, che include la messaggistica scritta e multimediale, il download di prodotti di infotainment, la navigazione in Internet via terminale mobile fino al traffico e-mail generato tramite telefonini e smart phone, cresce a ritmi da new economy.

Quali spazi per la crescita
Una delle ragioni che ha portato a ridurre in modo così drastico la spesa in fonia è data dalla competizione che l’aumento dei player attivi sul mercato ha indotto. Le politiche tariffarie aggressive che hanno caratterizzato l’operato dei nuovi entranti hanno in qualche modo rotto una sorta di “sistema stabile” che si era creato e che non era particolarmente stimolato ad avviare guerre di prezzi che avrebbero portato meno benefici per tutti. Il 2004 si è invece caratterizzato come momento di svolta, in cui i carrier hanno più che in passato guardato ai servizi innovativi e alternativi alla fonia, per attrarre i clienti e per realizzare importanti margini. E adesso? Ora il mercato mobile si accinge a giocare tutte le sue carte nell’arena del 3G, con particolare attenzione al ruolo che potranno avere i contenuti multimediali. Esperienze estere ci mostrano come la TV sul telefonino sia la prossima frontiera anche per il mercato italiano che, tuttavia, è sempre riuscito a distinguersi rispetto agli altri paesi, privilegiando certi servizi (non sempre graditi oltre frontiera) e penalizzandone altri, apparentemente di successo. Come si comporterà l’utente medio italiano lo vedremo in tempi brevi, ma l’attaccamento a tutto ciò che evoca la TV dovrebbe essere una garanzia sufficiente per prevederne un roseo futuro.

 

Giancarlo Capitani e Riccardo Zanchi

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