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Italia, distribuzione avanti tutta!

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Italia, distribuzione avanti tutta!

04 Ago 2015

di Arianna Leonardi

Al Forum It, organizzato come ogni anno dall’agenzia Grandangolo, sono stati presentati i dati Context sul mercato europeo della distribuzione: al nostro Paese va la medaglia di bronzo per fatturato, con un tasso di crescita tra i maggiori. A commentare la ricerca e lo scenario italiano di Digital Transformation, un ventaglio di player It

RICCIONE – L’Italia è il terzo mercato europeo della distribuzione. Secondo i dati del primo trimestre 2015 rilasciati da Context, società di consulenza It con headquarter a Londra, il nostro Paese si posiziona sul podio dopo Regno Unito-Irlanda e Germania, grazie a una crescita del 13,4% rispetto al Q1 2014: il fatturato ha raggiunto quota 1,463 miliardi di euro su un totale europeo che vale 14,74 miliardi di euro (+2,6% la crescita anno su anno). La buona notizia arriva dalla sedicesima edizione del Forum It di Grandangolo, l’evento annuale che riunisce vendor e partner di canale per fare il punto su tecnologie e scenari della digital economy, con uno sguardo privilegiato sul contesto nazionale.

La distribuzione italiana in numeri

Tavola Rotonda IT Forum Grandangolo 2015

“Il target di riferimento maggiore per la distribuzione italiana – racconta Isabel Aranda, Country Manager di Context per l’Italia – è rappresentato dalle Pmi (40% dello share), seguite dai Retailers (35%) e dai Corporate Resellers (25%). I top vendor nel canale distributivo sono Hp con una quota del 17% (+1% la crescita annuale nello scorso trimestre), Apple (16%, +43%) e Samsung (9%, +22%)”. Tra i migliori performer del Q1 2015, una nota di rilievo spetta a Lenovo, che si classifica al quarto posto in termini di share (5%), con una crescita annuale del 56% (al risultato ha contribuito in maniera determinante l’acquisizione della divisione server x86 di Ibm: in questo specifico segmento, il produttore cinese ha registrato un aumento anno su anno delle vendite attraverso il B2B channel pari al 251%).

“Il mobile computing (notebook e tablet) – continua Aranda – è il settore che pesa di più sul mercato distributivo (21%, nonostante un calo di performance anno su anno pari al 3%). Le telecomunicazioni (tra cui la componente smartphone) sono in seconda posizione, con una quota del 16%, e continuano a mostrare un importante tasso di crescita annuo (+112% il dato relativo al primo trimestre 2015)”. Medaglia di bronzo per software & licenze (10% del mercato, con una crescita del 2%), mentre alla quarta posizione si attesta il segmento consumabili per stampanti in lieve calo (10%, -1%). “Le vendite dei desktop (quinto posto) – prosegue Aranda – sono aumentate del 12%, grazie alla dismissione del sistema operativo Microsoft Xp e alla necessità di refresh tecnologico. Risultati di rilievo sono stati registrati anche sul fronte server computing (+16%, in tredicesima posizione con una quota del 2% sul panel complessivo) e dal mondo data center networking and security (+27%)”.

Tavola Rotonda IT Forum Grandangolo 2015

Verso l’It Transformation

A commentare i risultati dell’analisi, calati in un contesto di Digital Transformation, un ventaglio di specialisti It: Brocade (prodotti di networking), Centro Computer (consulenza per virtualizzazione, cloud, netwoking, sicurezza, Uc), Emerson Network Power (software, hardware e servizi per datacenter), Mht (consulenza Erp e Crm), Panda Security (strumenti di protezione), Riverbed (soluzioni per l’Application Performance Infrastructure), SinTau (servizi di sviluppo hardware e software per l’industria), Zycho (distribuzione).

“Stiamo spingendo sul cloud – racconta Roberto Vicenzi, VP di Centro Computer -, ma il fatturato si fa ancora su pc, stampanti e toner. In sostanza, si investe sull’as-a-service ma si guadagna sull’on-premise e commodity: dobbiamo convincere i clienti a innovare per crescere”.

“Le aziende hanno budget ridotti – interviene Paolo Lossa, Regional Director Italia e Iberia di Brocade -, ma sono consapevoli della necessità del cambiamento. Il contesto obbliga a refresh tecnologici ‘di routine’ e meno spazio viene dedicato all’innovazione tout court. Bisogna puntare su soluzioni nuove che permettono di spendere meno e ottenere di più: ad esempio, il New Ip [un approccio olistico alla gestione delle reti in direzione del Software Defined Networking e della Network Functions Virtualization, ndr], che rappresenta un megatrend per il networking e l’inizio di una parabola ascendente verso le reti virtualizzate”.

Valter Villa, Country Manager Italia di Riverbed, sottolinea come le aziende siano interessate ai nuovi paradigmi di It Transformation, ma siano ancora riluttanti nell’avviare i progetti, frenate dal timore verso il cambiamento: “A volte si preferisce aggiungere cavi più grandi o linee più capaci piuttosto che rivedere il disegno architetturale”.

Franco Coin, Amministratore Delegato e Socio Fondatore di Mht, riflette sulla mancata opportunità di rinnovamento delle aziende italiane durante la recessione: “Non bisognerebbe parlare solo di crisi, ma di trasformazione: nel nostro Paese, poche imprese hanno saputo cogliere l’occasione. Spesso i Cio si trovano in affanno rispetto alle nuove richieste del business che punta ai modelli digitali e utilizzano i costi come argomento di difesa per non praticare scelte innovative. Il problema è che in Italia mancano referenze di progetti innovativi: spesso, l’imprenditore è disposto a credere nei vantaggi competitivi di una soluzione solo quando ne constata i ritorni presso la concorrenza”.

Ercole Tina, Direttore Commerciale di SinTau, evidenzia le carenze di un sistema Paese che non favorisce, ma ostacola l’innovazione, privo di una politica a sostegno delle startup: “Finché l’Italia e le Pmi nazionali peccheranno di visione, l’It continuerà a essere percepito come un centro di costo e un obbligo in una prospettiva di conservazione”.

Cloud e innovazione fanno ancora paura

Cristina Rebolini, Channel Sales Director Italia di Emerson Network Power, mette in luce gli aspetti principali della datacenter transformation: il focus si sposta dalla disponibilità all’efficienza, dalla potenza di calcolo alla capacità di archiviare, analizzare e gestire le informazioni sulla spinta dei big data. “In Italia – dice – si sta ricominciando a parlare di datacenter in modo importante: il cloud ha dato un forte impulso al ripensamento delle infrastrutture, ma se alcune aziende si stanno muovendo, molte sono rimaste in attesa”.

Anche Antonio Falzoni, Product Marketing Manager Italia di Panda Security, lamenta la diffidenza delle Pmi italiane verso i nuovi modelli as-a-service, in un contesto dove la sicurezza, sempre più necessaria dato il proliferare di nuovi dispositivi, applicazioni e sistemi operativi, viene ancora percepita come un dazio: “Il mercato ha un atteggiamento schizofrenico nei confronti della nuvola: restio in alcuni contesti, ma propenso verso altri; basti pensare al successo del 730 online [dopo 5 giorni dall’apertura del servizio, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che sono stati 920mila i contribuenti che hanno effettuato l’accesso online alla propria dichiarazione, ndr] o alla diffusione della webmail”

“Innovare in Italia fa paura – conclude Piera Loche, Managing Director Italia di Zycko -. Come distributore, siamo presenti in 16 Paesi e la nostra country è spesso il fanalino di coda: i prodotti che all’estero suscitano immediato interesse da noi prendono piede anche con due anni di ritardo. Bisogna fare capire alle aziende e ai partner quali sono i reali vantaggi delle tecnologie, affinché non vengano soltanto acquistate, ma anche effettivamente e correttamente utilizzate”.

Arianna Leonardi

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