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IRC, una finestra per aprire all’innovazione le Pmi europee

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IRC, una finestra per aprire all’innovazione le Pmi europee

02 Giu 2004

di Maria Adele Camerani Cerizza

Al via una nuova fase di attività per la rete europea degli innovation relay centers, ai quali si chiede d’interagire con Università e centri di ricerca per potenziare la capacità d’innovazione, e quindi di competitività, delle piccole e medie imprese

I primi Centri di collegamento per l’innovazione (IRC, Innovation relay centers) sono stati costituti quasi dieci anni fa. Negli ultimi quattro anni la rete è arrivata a contare ben 68 IRC, collocati in 31 paesi, tra i quali gli Stati membri dell’Ue ed i paesi di recente adesione. Ogni IRC è, per la sua zona, una finestra sull’innovazione in Europa. Infatti, compito dei Centri di collegamento è di aiutare imprese e organizzazioni di ricerca della zona di competenza a trasferire le tecnologie da e verso il resto dell’Europa. Durante gli scorsi anni l’opera degli Irc è stata incentrata solo sulle piccole e medie imprese. Per il futuro, la Commissione europea desidera che tali centri interagiscano maggiormente con le università e i centri di ricerca, al fine di rendere loro accessibili i risultati delle ricerche europee. Come spiega Renate Weissenhorn, capounità della Direzione Generale Imprese della Commissione europea (renate.weissenhorn@cec.eu.int): “I nuovi Irc verranno costituiti anche in vari altri paesi associati. Con i nuovi contratti miriamo ad estendere la rete alla Turchia e vi sarà inoltre, come progetto in un paese terzo, la costituzione di un Irc in Cile”. La D.G. Imprese della Commissione ha riunito nella stessa direzione le unità responsabili per la gestione delle varie reti di sostegno alle imprese, tra cui figurano, oltre agli Irc, anche gli Euroinfo Centers (EIC) e i Business Innovation Centers (BIC). “Abbiamo voluto valorizzare i risultati delle reti esistenti alla luce delle loro caratteristiche di complementarietà – spiega Weissenhorn – facilitando in tal modo l’accesso da parte delle imprese a questi servizi di sostegno”.
A breve termine, la Commissione provvederà a rendere disponibili gli strumenti necessari ad intensificare le interazioni tra le reti EIC, BIC e IRC, in modo che i clienti, principalmente piccole e medie imprese, possano avere accesso ai migliori servizi possibili”.
Per informazioni sulla rete di IRC consultare il sito Internet http://www.cordis.lu/irc/home.html e, in generale sulle varie reti, http://europa.eu.int/comm/enterpriseetworks/index.htm

VALUTARE LE POLITICHE DI E-BUSINESS A LIVELLO NAZIONALE E REGIONALE
La Direzione generale delle imprese della Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare proposte per l’assistenza tecnica nella valutazione d’impatto delle politiche di e-business a livello nazionale e regionale. La Commissione ha deciso infatti di selezionare un fornitore ufficiale che possa effettuare la valutazione d’impatto di un massimo di dieci politiche di e-business nazionali o regionali a favore delle piccole e medie imprese. Il bilancio totale per tale invito è stimato in 250.000 euro. Per ulteriori dettagli in merito all’iniziativa, contattare Franck Noel (e-mail: franck.noel@cec.eu.int), Commissione europea – Direzione generale Imprese, unità D-4 , Rue de la Science 27-1/20 Bruxelles. Altrimenti, consultare il sito Internet: http://europa.eu.int/comm/enterprise/ict.index.htm.

2,2 MILIARDI PER IL TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE
La Commissione europea destina alle Pmi più innovative fino a 2,2 miliardi di euro tratti dal bilancio per la ricerca europea grazie all’iniziativa DETECT-it. Si tratta di un progetto, finanziato dalla Comunità europea, che aiuterà le piccole e medie imprese ad intraprendere e finanziare le proprie attività di ricerca. DETECT-it, che coinvolge 42 partner di 15 paesi diversi, mira infatti ad individuare le Pmi più innovative e ad incoraggiarle a trarre il massimo vantaggio dalle risorse rese disponibili dal VI PQ (sesto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico). Grazie a tale iniziativa, gli “incubatori” d’imprese e i Business Innovation Center raggrupperanno oltre mille imprese in tre settori industriali: Tecnologie della società dell’informazione; Qualità e sicurezza dei prodotti alimentari; Ambiente ed energia. Gli esperti del VI PQ di ciascun settore di attività orienteranno le Pmi verso i programmi europei di finanziamento della ricerca più adeguati. Le imprese beneficieranno anche del sostegno di operatori industriali di primo piano e di organismi specializzati nel sostegno finanziario iniziale a favore delle imprese.
“Le Pmi svolgono un ruolo essenziale a favore dell’innovazione e dei progressi tecnologici europei. – ha dichiarato Philippe Busquin, il commissario europeo per la Ricerca – Per proseguire sulla strada dell’innovazione è fondamentale che le Pmi europee abbiano agevolmente accesso ai finanziamenti, alle conoscenze e ai partenariati tra imprese. Il progetto DETECT-it garantirà appunto un più facile accesso a tutti questi elementi e orienterà le Pmi verso programmi adeguati di finanziamento della ricerca comunitaria”.
DETECT-it è coordinato dalla rete europea delle imprese (EBN, European business network), che è la struttura di riferimento per gli incubatori e i Business innovation centers in Europa. Maggiori informazioni sono contenute nel sito: http://www.ebn.be

I contatti tra la rete degli Innovation Relay Center (Irc) e un servizio europeo finanziato dal VI PQ di ricerca e sviluppo tecnologico che si chiama IPR-Helpdesk (www. ipr-helpdesk.org/index.htm) offrono un servizio aggiuntivo alle imprese che si rivolgono agli Irc per avere aiuto. Infatti, grazie ad eventi congiunti, le piccole e medie imprese possono verificare come la collaborazione con altre imprese porti ad interessanti opportunità.
Un esempio viene dall’Irc ‘Circe’ di Roma (http://circe. dcas.cnr.it), il quale ha organizzato tramite l’IPR-Helpdesk un seminario destinato alle imprese locali, con lo scopo di migliorare le conoscenze degli imprenditori sulle tematiche connesse alla proprietà intellettuale. Questo seminario prevedeva anche la presentazione dell’esperienza positiva di imprese clienti dell’Irc Circe che hanno portato a termine trasferimenti di tecnologia con il loro aiuto. Come osserva Sara Di Marcello, del Circe (e-mail: dimarcello@dcas.cnr.it): “Le imprese italiane non hanno l’abitudine di lavorare con partner di altri paesi. La barriera linguistica e la mancanza di strategie di trasferimento delle tecnologie rendono difficile avviare una cooperazione transnazionale. La presentazione di esperienze coronate da successo ha dimostrato loro che si tratta di un’operazione possibile, ed ha indicato in che modo l’Irc possa aiutarle a gestire numerose questioni”. (A.C.C.)


Strumento d’apertura per le imprese

Maria Adele Camerani Cerizza

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