Intel, i trend del 2023: da Intelligent Edge alla Cyber Security

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Intel, i trend del 2023: da Intelligent Edge alla Cyber Security

Dalla centralità dell’Intelligenza Artificiale si passa oggi alla ‘diffusione’ della stessa all’interno di complessi modelli edge-to-cloud, a supporto di esigenze di acquisizione ed elaborazione realtime di immensi volumi di dati. L’attenzione alla cyber security resta primaria, con un occhio vigile nei confronti del Quantum Computing

15 Nov 2022

di Redazione

In un ecosistema economico e sociale sempre più data-centric e accelerato dal punto di vista della digitalizzazione, le sfide di natura tecnica finiscono per avere un impatto sulla capacità di modernizzazione dell’intero sistema. L’aumento esponenziale dei volumi di dati da acquisire, gestire e trasmettere è la sfida tecnologica per eccellenza e indirizza buona parte delle evoluzioni degli ultimi anni: la modernizzazione delle tecnologie di rete, la centralità dei paradigmi cloud, il focus sempre presente sulle tecniche di AI, sulla data governance e la data protection, conseguenza di impianti normativi e di minacce in continua evoluzione.

La responsabilità di indirizzare il mondo verso un’evoluzione continua ricade – quanto meno in parte – sui grandi player dell’universo tecnologico, la cui visione, le capacità di ricerca e sviluppo e le soluzioni possono condurre a un progresso sistemico. Per questo motivo, nell’intento di comprendere e condividere i grandi temi del 2023, abbiamo interpellato Andra Toigo, EMEA Territory IOT Sales Manager di Intel, con il quale abbiamo intrapreso un viaggio a 360 gradi lungo le grandi direttrici dell’innovazione, o meglio della tecnologia sottostante.

Al via l’era dell’Intelligent Edge

Come anticipato, il grande tema è sempre la capacità di gestire al meglio volumi di dati in aumento esponenziale, garantendo performance elevatissime – al limite dell’elaborazione realtime -, sicurezza e scalabilità. Secondo Intel, stiamo vivendo (e lo vivremo ancor di più nel 2023) una nuova era nel percorso di evoluzione tecnologica: se dal mainframe siamo passati al client/server e poi al cloud, oggi viviamo l’era dell’Intelligent Edge e dei modelli Edge to Cloud. L’aumento della capacità di elaborazione da parte di qualsiasi dispositivo – da un tablet a una videocamera di sicurezza – dà inoltre sostanza al concetto di ubiquitous computing che l’azienda americana introduce tra i 4 superpoteri tecnologici insieme alla connettività pervasiva, all’AI e, appunto, all’Intelligent Edge.

Secondo Toigo, la grande innovazione dell’era cloud è stata la softwarizzazione dell’universo tecnologico, che ha permesso di creare ambienti agili, scalabili e dinamici in cui creare nuovi servizi. L’incremento esponenziale dei dati sta però creando delle criticità: “Secondo Gartner, nel 2025 il 75% dei dati verrà generato al di fuori del data center. Non è ipotizzabile che questi volumi vengano trasferiti completamente in cloud, eppure le imprese e le persone hanno bisogno di informazioni in tempo reale”. Da qui nasce la scommessa sull’edge, o meglio su soluzioni e tecnologie che coprano l’intero percorso edge-to-cloud e permettano a imprese, organizzazioni e istituzioni di acquisire ed elaborare i dati dove ritengano più appropriato in funzione del tipo di dato, del workload, delle prestazioni necessarie e di eventuali prescrizioni normative. Non è un caso che il mondo Edge sia considerato uno dei mercati a crescita maggiore nei prossimi 5-7 anni.

La capacità di elaborazione periferica è inoltre alla base di tendenze come l’Edge Cloud, ovvero di strutture software defined con i connotati di piccoli Data Center in prossimità del punto di generazione del dato, e soprattutto dell’Intelligent Edge, che comprende una serie di dispositivi che, grazie alle elevate capacità di elaborazione, permettono di portare AI sempre più vicina l’Edge. Se la centralità dell’intelligenza artificiale è un tema ormai consolidato, ora il focus è sulla sua diffusione all’interno di paradigmi ibridi, edge e multicloud.

Hardware specializzato a supporto dell’Edge to Cloud

Intel sottolinea quanto alla tendenza verso hardware general purpose, tipica dell’era del cloud, si stia affiancando una nuova specializzazione della componentistica, fenomeno connesso proprio al successo dei modelli edge-to-cloud. “Portando l’elaborazione verso la periferia, nascono esigenze di hardware dedicato. Da un lato, parliamo di condizioni di esercizio particolari (temperature, resistenza alle intemperie, ndr), visto che i dispositivi non sono più confinati in un data center, dall’altro devono consumare relativamente poco ed essere, inoltre, fortemente specializzati”. Nel mondo Edge si può dunque partire dal general purpose per poi sviluppare acceleratori specializzati in funzione del tipo di utilizzo e di workload: sono esempi le Video Processing Unit (VPU) e i dispositivi FPGA (Field Programmable Gate Array), che possono essere fortemente specializzati ma, al tempo stesso, sono programmabili e possono quindi supportare tutta l’evoluzione tecnologica nella quale sono integrati. Compreso il mondo AI, che evolve a velocità straordinaria. Inoltre, la programmabilità è garanzia di aggiornamento rispetto a tutte le evoluzioni in ambito di sicurezza.

Oltre il 2023: verso la Quantum Security

Secondo Intel, la sicurezza cyber resterà nel 2023 uno dei grandi temi con cui confrontarsi. Lo stesso paradigma edge to cloud determina un incremento della superficie di attacco, nonché un focus sul tema della convergenza tra IT e OT, che com’è noto alimenta diverse considerazioni proprio in ambito di sicurezza delle informazioni.

Sotto questo profilo, comunque, i modelli di security by design e tecnologie ad hoc, alcune delle quali sviluppate e distribuite da Intel, consentono di opporre una protezione efficace a minacce presenti e future. A patto che, tornando per un attimo all’edge to cloud, i dispositivi edge siano aggiornabili e abbiamo capacità di elaborazione più che sufficienti, ovvero siano in grado di gestire le esigenze di oggi e di domani anche sul fronte security.

Quanto sopra non vale invece per il Quantum Computing. “Se allarghiamo l’orizzonte a 5-10 anni e più, la capacità di elaborazione sarà estremamente più elevata e i sistemi attuali, basati su crittografia a 256 o 512 bit, potrebbero non essere efficaci”. Intel sta lavorando attivamente per lo sviluppo e per l’applicazione della quantum technology, per cui la sua posizione diviene centrale nell’ottica di una transizione epocale. Per dormire sonni tranquilli, il tema della sicurezza non può che essere affrontato parallelamente allo sviluppo della tecnologia: “lavoriamo per concretizzare il computer quantistico, ma anche per sviluppare tecnologie che permettano – al momento della sua disponibilità – di avere una sicurezza adeguata, come ad esempio lo sviluppo di standard per la crittografia post-quantistica. Oggi non può esistere uno sviluppo di tecnologia hardware o software che prescinda da un contemporaneo focus sulla security”.

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Redazione

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