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Ict e crisi: si guarda a razionalizzazione e risparmio

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Ict e crisi: si guarda a razionalizzazione e risparmio

09 Dic 2008

di Giancarlo Capitani

Le stime di tutti gli organismi internazionali e dei maggiori Centri Studi convergono nel valutare che tutte le maggiori economie, anche quelle dei Paesi emergenti, stiano fortemente rallentando e che alcune di quelle che negli anni scorsi hanno realizzato le maggiori crescite, come Spagna e Regno Unito, stiano entrando in recessione e realizzeranno una crescita negativa nel 2009. L’Italia, come ha rilevato l’Istat è già tecnicamente in recessione, ovvero è in crescita negativa da due trimestri e, secondo le ultime stime di Confindustria, decrescerà dello 0,4% nel 2008 e dell’1% nel 2009.
Il mercato Ict ha cominciato a risentire in misura significativa della difficile congiuntura economica a partire da luglio e i preconsuntivi e le stime che NetConsulting ha elaborato per conto di Assinform (Rapporto Assinform. Il mercato dell’Ict in Italia: preconsuntivi 2008 e previsioni 2009)  indicano che il mercato dell’Ict crescerà nel 2008 in linea con lo scorso anno (0,9%) per l’effetto combinato delle telecomunicazioni che crescono, pur con tassi molto ridotti (0,8% contro 0,4% del 2007), e dell’informatica che rallenta sensibilmente, quasi dimezzando la sua crescita, dal 2% del 2007 all’1,1% di quest’anno (vedi figura 1).

Figura 1: Preconsuntivo del generale mercato ICT in Italia
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Le ragioni di questo rallentamento del mercato It sono sostanzialmente cinque: la prudenza nell’avviare nuovi progetti e nel rinvio di quelli discrezionali da parte dei Cio; una riduzione dei budget It in corso d’anno soprattutto nelle imprese medio–grandi e un contenimento delle spese correnti generalizzato alla maggior parte delle imprese; una rinegoziazione dei contratti di servizio con i fornitori; una maggiore difficoltà di accesso al credito da parte delle Pmi che però mostrano di tenere; una maggiore prudenza da parte di individui e famiglie verso l’acquisto di beni tecnologici.

Figura 2: Preconsuntivo dello specifico mercato It in Italia
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Mercato IT: bene solo il software
Osservando più in particolare l’andamento del mercato It (vedi figura 2) si può notare come il rallentamento più significativo lo si registri nell’hardware, dal +3,6% al +1%, a causa soprattutto della pressione crescente sui prezzi dei Pc, in particolare dei desktop, ma anche dal rallentamento dei processi di sostituzione dei Pc nelle aziende. Buoni gli andamenti di notebook e, soprattutto, dei netbook che stanno avendo un successo notevole ma che, dato il loro basso prezzo unitario, incidono in modo limitato sul valore aggregato del mercato. Il software conferma il suo trend positivo grazie alla componente middleware, sostenuto da progetti di virtualizzazione, di consolidamento dei data center, di integrazione tra applicazioni (progetti che consentono di realizzare razionalizzazioni e risparmi). I servizi It continuano ad essere penalizzati da costanti limature delle tariffe professionali il cui livello medio è ormai vicino a quello dei Paesi nearshore.

Figura 3: Preconsuntivo dello specifico mercato Tlc in Italia
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Tlc: qualche miglioramento si intravede
Anche per le telecomunicazioni il 2008 è un anno caratterizzato da una serie di criticità e cambiamenti: la crescente competizione – che si è indirizzata su due fronti: da un lato la convergenza fisso-mobile, dall’altro l’avvio del mercato degli operatori mobili virtuali (Mvno) – ha riportato una crescita del numero degli operatori dopo diversi anni di consolidamento del mercato; l’allargamento del perimetro d’offerta, caratterizzato da due filoni prevalenti: quali i servizi It e i contenuti digitali; la perdurante incertezza relativa al futuro dell’infrastruttura dell’operatore incumbent, con conseguenti rallentamenti dei piani di investimento per il potenziamento della copertura in fibra ottica nelle aree urbane (vedi figura 3).
La crescita attesa del mercato è pertanto pari allo 0,8%, che pur rappresenta un miglioramento rispetto a quanto registrato alla fine del 2007, quando era stata solamente dello 0,4%. Allora, tuttavia, vi erano anche cause esogene che avevano rappresentato il principale fattore di freno (in particolare gli interventi normativi sui costi di ricarica e sulle tariffe di terminazione mobile), mentre per il 2008 le ragioni sono da leggersi solamente in un processo di downpricing che vede le proposte orientate ad un sensibile ribasso dei costi.
Analizzando nel dettaglio il mercato nelle sue macrocomponenti del Fisso e del Mobile, si conferma la tendenza già maturata nel 2007, ma con maggior omogeneità fra i due segmenti.
Il fisso continua a calare, ma solo dello 0,5% (contro il -1,2% del 2007), mentre il mobile registra un lieve incremento dell’1% (la crescita era dell’1,7% nel 2007).
Tali andamenti molto ravvicinati evidenziano come ormai i due segmenti stiano seguendo sostanzialmente la medesima linea di sviluppo, in cui i servizi tendono ad integrarsi – così come le offerte – ed i comportamenti degli utenti si stiano indirizzando verso modelli comparabili.
Interessante, invece, è notare, come dal 2005 al 2008 la quota di servizi innovativi sia su rete fissa (Ip, datacenter, Web, IpTv, ecc.) che su rete mobile (messaggistica, mobile internet, mobile Tv, mobile email ecc.) sul totale dei servizi, passi dal 17,6% al 26,6%, con un’incidenza del 44% nella parte mobile prevista a fine 2008.

Figura 4: Le leve considerate più strategiche dalle aziende It per superare la crisi
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Quali previsioni per il 2009?
Lo scenario macroeconomico nel 2009 sarà caratterizzato da un notevole peggioramento sia nei Paesi industrializzati che in quelli emergenti. In Italia, come in molti Paesi europei, l’economia permarrà in fase recessiva, con una crescita sensibilmente negativa.
Come andrà allora il mercato Ict? È difficile dare una dimensione quantitativa alle previsioni anche se, probabilmente, la crescita del mercato sarà negativa, mentre è più facile prevedere e identificare quali potranno essere i fattori che lo influenzeranno positivamente o negativamente.
Nonostante il contesto generale si presenti così negativo, molti sono i fattori che potranno contribuire alla crescita del mercato: gli investimenti da parte di medie imprese innovative e internazionalizzate; progetti di tipo infrastrutturale (virtualizzazione, consolidamento, integrazione applicativa, sicurezza); risparmi energetici (Green Ict); maggior ricorso all’outsourcing; investimenti pubblici correlati a progetti di Pa digitale.
Negativamente, al contrario, peseranno altri fattori: le criticità presenti in alcuni settori chiave (Banche, Telecomunicazioni, Auto) che indirizzeranno le maggiori aziende a ridurre i rispettivi budget Ict; il downpricing dei prezzi e delle tariffe di prodotti e servizi Ict; le difficoltà di accesso al credito di piccole imprese e famiglie; la maggior prudenza da parte del mondo consumer ad acquistare nuove tecnologie.
Come stanno reagendo e quali azioni stanno adottando le aziende It? Dai risultati dell’indagine condotta da Assinform, in collaborazione con NetConsulting, presso i propri associati, nel mese di novembre, emerge che le leve considerate più strategiche sono, in ordine, l’innovazione, la ricerca di nuovi clienti e le acquisizioni – alleanze (vedi figura 4).

*Giancarlo Capitani è amministratore delegato della società
di ricerche NetConsulting, tel 02.4392901,

capitani@netconsulting.it

 

Giancarlo Capitani

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