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I quattro fattori di cambiamento dell’industria del software secondo Gartner

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I quattro fattori di cambiamento dell’industria del software secondo Gartner

22 Ott 2008

di Riccardo Cervelli

Al prossimo Gartner Symposium/Itxpo, che si terrà ai primi di novembre a Cannes, si discuterà dei nuovi trend tecnologici e di comportamento degli utenti It che cambieranno il volto del mondo It nei prossimi anni

La convergenza tra nuove e vecchie tecnologie, i cambiamenti sul fronte degli utenti, le trasformazioni nel software e nel modo in cui viene utilizzato, il ruolo dei cosiddetti megavendor nel supportare larghi ecosistemi Ict. Sono i quattro fattori di discontinuità che, secondo Gartner, cambieranno il volto dell’industria del software nei prossimi anni. Un tema che sarà affrontato nel corso del Gartner Symposium/Itxpo che si terrà dal 3 al 7 novembre prossimi a Cannes, in Francia.
“Queste quattro tendenze stanno ridisegnando il mondo in cui l’It viene utilizzata nelle aziende”, afferma Yvonne Genovese, vice presidente e distinguished analyst al Gartner. In dettaglio, come convergenza tra nuove e vecchie tecnologie la società di analisi intende fenomeni come quello delle Soa e, in particolare del meshup di applicazioni tramite il web. “Quest’ultimo nuovo modello – spiega Genovese – rende possibile la creazione di nuove classi di applicazioni, anche destinate ad avere vita breve e a essere dismesse nel momento in cui non servono più, che fino a questo momento non trovano posto nei criteri di investimento in software tipici delle grandi organizzazioni”.
Grazie al meshup, gli utenti possono risolvere problemi come l’aggregazione di contenuti e di applicazioni in modo personalizzato per poter svolgere compiti in modo più rapido anche in interazione con realtà esterne all’azienda. E qui veniamo al terzo fattore di cambiamento, legato ai comportamenti e all’evoluzione demografica degli utenti. “La maggior parte del software attuale – rileva la distinguished analyst di Gartner – è più focalizzata delle esigenze delle imprese che sui bisogni specifici degli utenti. È arrivato il momento per gli It manager e i responsabili di business di capire quali effetti la personalizzazione del modo di lavorare può influenzare i business, processi critici, l’innovazione e la collaborazione tra organizzazioni diverse”.
Dal 2010, prevede Gartner, l’80 per cento delle nuove applicazioni mission critical e dei processi farà in larga parte affidamento su Soa e su nuovi modelli di distribuzione del software, con particolare riferimento al modello SaaS (Software as a Service). La maggiore granularità, inclusività e capacità di consentire composizioni, orchestrazioni e riutilizzi di software avrà un forte impatto sull’ambiente It, inclusi clienti, fornitori, investitori, aziende, professionisti It e consumatori.
In questo momento, infine, sono i “megavendor” ad aver dimostrato maggiore capacità di influenzare e impattare sui clienti attraverso una molteplicità di mercati. Ciascuno di questi soggetti è impegnato nello sforzo di dominare le architetture enterprise e di offrire un substrato di integrazione per i prodotti multivendor. Le software house verticali e i produttori di soluzioni best-of-breed dovranno attendere il consolidamento di nuove generazioni di applicazioni composite prima che il mercato aumenti la sua ricettività verso un più ampio numero di fornitori.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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