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Come la realtà aumentata sta trasformando il business delle aziende

La tecnologia AR non riguarda soltanto il mondo del gaming, ma si presta a essere utilizzata in moltissimi ambiti: sanità, manifatturiero, retail, design, formazione. Ecco quali sono i principali e quali i settori in cui l’Augmented Reality oggi risulta più promettente

Pubblicato il 17 Gen 2024

Immagine di Andrew Derr su Shutterstock

Il mercato globale dell’Augmented Reality (AR) o realtà aumentata e delle sue applicazioni nel 2022 valeva 38,56 miliardi di dollari nel 2022. Da qui al 2030, si prevede che aumenterà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 39,8%. Una tendenza dovuta soprattutto all’interesse di player come Google, Microsoft e Apple che stanno sperimentando numerose applicazioni in diversi settori aziendali. Vediamo di seguito quali sono quelle a oggi più promettenti.

Introduzione alla realtà aumentata: definizione e concetti chiave

Prima di inoltrarci nei tanti modi in cui la realtà aumentata sta trasformando il business delle organizzazioni, è bene ricordare qual è la sua definizione e quali sono i pilastri che la caratterizzano. Secondo Gartner, si tratta dell’“uso in tempo reale di informazioni sotto forma di testo, grafica, audio e altri ‘accrescimenti’ virtuali integrati con oggetti del mondo reale. È questo elemento del ‘mondo reale’ che differenzia la AR dalla realtà virtuale. L’AR, a differenza di una simulazione, integra e aggiunge valore all’interazione dell’utente con il mondo reale”. Da questa definizione si possono ricavare alcuni concetti chiave riferiti all’Augmented Reality:

  • overlay, ovvero sovrapposizione di informazioni digitali visualizzabili attraverso dispositivi come smart glass, smartphone o tablet;
  • interazione in tempo reale tale per cui gli utenti possono toccare, trascinare o ruotare oggetti virtuali visualizzati sulla realtà fisica;
  • immersività derivante dalla fusione di reale e virtuale che dà origine a un’esperienza ibrida;
  • visualizzazione contestuale e pertinente delle informazioni;
  • utilizzo in svariati settori per differenti scopi (intrattenimento, formazione, assistenza ecc.).

Le potenziali applicazioni in azienda della realtà aumentata

L’impiego della realtà aumentata per casi d’uso disparati è tuttora in una fase di esplorazione. Accanto, perciò, ad ambiti nei quali sta dimostrando una forte presa, in altri ancora le sue potenzialità devono esprimersi compiutamente. Senza avere la pretesa di elencarli tutti, vediamo di seguito dove e come la AR sta prendendo piede o l’ha già preso in modo inconfutabile.

La realtà aumentata nel settore dell’intrattenimento e dei videogiochi

Nel gaming c’è un momento cruciale in cui la realtà aumentata ha trasformato un gioco in una killer application. È stato quando, nel 2016, Pokémon GO è diventato un fenomeno virale per milioni di persone. Da allora l’evoluzione nel campo dell’intrattenimento ha segnato un’accelerazione nell’innovazione di dispositivi ad hoc, andata di pari passo con il potenziamento degli smartphone come device multifunzione. Il recente rilascio di Meta Quest 3 va in questa direzione. Il nuovo visore della società di Mark Zuckerberg, infatti, mette insieme realtà aumentata e realtà virtuale, svelando qual è l’idea del fondatore di Facebook sul metaverso. In attesa che esploda in tutte le industry (se mai accadrà), sono i videogiochi a rappresentare il terreno di elezione per le tecnologie immersive.

La realtà aumentata nel settore della medicina e della salute

La pandemia ha fatto da linea di demarcazione tra un prima e un dopo. Nell’healthcare ha avuto probabilmente l’impatto più dirompente, spingendo l’Augmented Reality dentro tutta la sanità. Tanto che si ipotizza che l’AR in questo contesto dovrebbe passare da un valore di 0,94 miliardi di dollari del 2023 a 3,10 miliardi entro il 2028. Per comprendere il ruolo che potrebbe svolgere per la medicina, basti pensare alle possibili applicazioni non solo nelle sale operatorie, ma anche in segmenti come la riabilitazione combinata con la robotica e la sensoristica IoT.

La stessa Meta, nella promozione al grande pubblico delle sue soluzioni, enfatizza i cambiamenti che avverranno in chirurgia. Di certo, poiché tali cambiamenti richiedono investimenti enormi, insieme a un profondo ridisegno della professione medica, è presumibile supporre che non siano dietro l’angolo.

La realtà aumentata nell’industria manifatturiera

Mostra invece una maggiore maturità, almeno teorica, un settore solitamente più restio all’innovazione come quello manifatturiero. In Italia, sull’onda delle agevolazioni introdotte negli ultimi anni con i vari piani 4.0, molti siti produttivi hanno avviato una digitalizzazione dei processi. Su questa oggi si possono innestare applicazioni di tecnologie di realtà aumentata per ottimizzare logistica, assemblaggio e manutenzione.

Per esempio, tramite visori i dipendenti possono lavorare “a mani libere” e, contemporaneamente, ricevere istruzioni da remoto. O, ancora, possono svolgere attività di picking e packing rese più semplici dalla sovraimpressione delle informazioni in apposite aree del magazzino. Uno stimolo all’adozione nel nostro paese potrebbe arrivare, oltre che da provvedimenti come la Nuova Sabatini, da un abbassamento progressivo dei costi dei dispositivi AR messi a disposizione delle imprese.

Realtà aumentata nel retail e nel commercio online

Analogamente a quanto accaduto per la sanità, che ha dovuto ricorrere a modelli alternativi come la telemedicina, il Covid-19 ha costretto il retail a proporre esperienze virtuali ai clienti. Esperienze in cui la presenza fisica in uno store o l’acquisto online di un prodotto ormai si alternano senza soluzione di continuità. Tra gli strumenti di realtà aumentata più comuni in questo comparto rientra l’AR mobile che permette di visualizzare contenuti sullo smartphone sovrapponendolo agli oggetti dell’ambiente circostante. Una versione specifica dell’AR mobile, è il WebAR che non richiede app dedicate come Snapchat o Pokémon Go e funziona direttamente tramite il browser del cellulare. Il vantaggio principale dell’Augmented Reality per il retail è la diminuzione drastica dei resi, resa possibile dal fatto che il consumatore può “provare” virtualmente l’oggetto con una maggiore verosimiglianza prima di comprarlo.

Come la realtà aumentata sta modificando architettura e design

Il noto marchio IKEA ha lanciato prima una app che si chiamava Place e poi, quest’anno, Kreativ. Quest’ultima consente, inquadrando lo spazio antistante con lo smartphone, di rimuovere virtualmente i mobili esistenti per fare posto a quelli del catalogo della catena svedese. Permette anche di sovrapporre decorazioni e accessori di interni senza dover prendere le misure visto che, come per i mobili, gli oggetti vengono aggiunti in scala. È probabilmente l’esempio più immediato del modo in cui le applicazioni della realtà aumentata stiano rivoluzionando l’architettura e il design. Non a caso alcune università italiane hanno inserito percorsi specifici affinché gli architetti e i designer del futuro imparino a utilizzare modelli digitali 3D evoluti che diventeranno la norma nella progettazione e nel settore construction.

La realtà aumentata per il settore dell’educazione e della formazione

Secondo l’Osservatorio EdTech del Politecnico di Milano il fatturato globale delle aziende che offrono soluzioni hardware e software a supporto della formazione nel 2023 dovrebbe raggiungere i 142 miliardi di dollari. Con riferimento all’Italia, nel 2022 le realtà formative pubbliche e private, comprese scuole e università, hanno destinato il 40% dell’intero budget a forme di digital learning, con una media di circa 480 mila euro per organizzazione. Anche sul fronte della realtà aumentata e virtuale sono in corso le prime sperimentazioni che preludono a una diffusione sempre più ampia.

Gli Atenei, ad esempio, offrono già oggi strumenti innovativi, tra cui sistemi AR e VR. A livello corporate poi esistono casi sulla formazione del personale tecnico in cui il ricorso alla realtà aumentata garantisce l’apprendimento in totale sicurezza. Uno di questi è quello di E-Distribuzione, la società del gruppo Enel che gestisce la rete elettrica, che ha avviato fin dal 2017 un’iniziativa di questo tipo in Sardegna.

La realtà aumentata nell’ambito aziendale: vantaggi e opportunità

Alla luce delle applicazioni elencate finora, che indicano per difetto dove e come la realtà aumentata si candidi a modificare il business delle imprese, si possono ricavare almeno 3 vantaggi.

Potenziamento della user experience

Uno dei principali benefici che le applicazioni della realtà aumentano portano alle organizzazioni riguarda il miglioramento dell’esperienza degli utenti, esperienza che diventa più interattiva e coinvolgente in tutti i campi analizzati sopra. Non soltanto, come si potrebbe supporre, in quello dell’intrattenimento, ma anche in ambiti completamente diversi come quelli del retail o della formazione nei quali l’engagement è cruciale.

Migliore progettazione e design dei prodotti

La realtà aumentata affianca i designer e gli ingegneri nella creazione di prototipi virtuali e consente di visualizzarli in contesti reali prima della loro messa in produzione. Il che fa risparmiare tempo e costi, ottimizzando nel contempo il processo di produzione. Inoltre, facilita l’interlocuzione con il cliente le cui richieste di personalizzazione non hanno ricadute sul flusso produttivo fisico, ma soltanto sulla versione digitale dell’oggetto che si intende customizzare.

Maggiore efficienza nella manutenzione

Un ultimo vantaggio dell’Augmented Reality è quello che si realizza nei processi di manutenzione e di riparazione. I tecnici, infatti, tramite i dispositivi AR, possono accedere a istruzioni passo passo, ad alert e guide interattive nell’esecuzione di compiti complessi. Con il risultato di minimizzare gli errori, migliorare l’efficienza e ridurre i tempi di fermo macchina. A questo si aggiunge un’ulteriore opportunità: la realtà aumentata abilita l’assistenza remota, poiché il personale in loco può essere guidato da esperti che, in tempo reale, visualizzano a distanza le stesse informazioni e possono quindi dare indicazioni come se si trovassero nel medesimo luogo.

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