Come cambia lo sviluppo del CIO negli USA? | ZeroUno

Come cambia lo sviluppo del CIO negli USA?

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Come cambia lo sviluppo del CIO negli USA?

Pillole per i Cio: come sopravvivere e crescere in azienda soprattutto oggi che innovazione e tecnologia diventano due fattori discriminanti anche per riuscire ad accedere a fondi di ricerca.

27 Lug 2012

di Roberto Dolci

Roberto Dolci è Cio di un’azienda medio grande italiana e lavora negli Usa. Osserva, per conto di ZeroUno, le evoluzioni più interessanti del fenomeno Ict d’oltreoceano.

BOSTON – Come un mantra che si ripresenta periodicamente, negli ultimi mesi ha ripreso vigore il dibattito sul rischio estinzione del Cio e specialmente su come dobbiamo cambiar pelle in modo da restare una professionalità importante e al centro delle decisioni aziendali.

Consigli, raccomandazioni e studi si sprecano, sia da parte dei “fornitori” disinteressati, sia da parte di Università sempre pronte a dare un contributo a tutto quanto sia innovazione e tecnologia, specie ora che le due parole hanno un significato importante per acquisire fondi di ricerca.

Ritrovandosi con una ventina di colleghi del manifatturiero, bio-farma e pubblico, e grazie all’opera di una delle principali Università di Boston, abbiamo individuato alcuni aspetti che si possono considerare fondamentali per la nostra sopravvivenza e crescita in azienda.

  1. Cloud, Byod, consumerizzazione ed in generale la semplificazione di applicazioni ed infrastrutture impongono rapide inversioni di tendenza all’Ict in azienda. Non possiamo più concentrarci su governance e rispetto (compliance) di norme e linee guida, perché nel far ciò lasciamo ad altri le possibilità di portare maggiori ricavi o maggiori profitti in azienda.  Altri che così agendo contribuiscono a limitare il valore strategico dell’Ict aziendale. In altri termini, dobbiamo esser sempre i primi propositori in azienda del valore che le nuove tecnologie possono portare per migliorare produttività e risultati di business.
  2. Il mondo è notevolmente connesso ed è fondamentale saper trovare le risorse migliori in qualsiasi angolo del pianeta.  Tenendo conto che ora gli sviluppatori It italiani sono considerati eccellenti in termini di qualità/prezzo, che le piattaforme di acquisto sono sempre più aperte e da noi ben conosciute, tocca a noi mostrare cosa sia possibile ottenere anche sul piano degli acquisti, al di là dei confini dell’Ict.
  3. Lo sviluppo professionale del Cio deve necessariamente passare per ampie job rotation, o responsabilità parallele, come persone “di business” che quindi operano e portano risultati di bilancio. Su questo aspetto, come VP Operations & Customer Care e dopo aver già avuto le responsabilità di Marketing ed Organizzazione, posso assicurare che l’esperienza è anche “divertente”.  Scegliere ed implementare un Crm con i due cappelli di Cio e Marketing, oppure un Cad con quelli di Cio ed Operations, consente ampi spazi di manovra e tempi rapidi.
  4. La capacità di connettere, raccogliere informazioni, e quindi fare intelligence sono fortemente basate sulle nostre tecnologie ed è quindi naturale che si guardi al Cio per trovare nuove metriche e nuove modalità di analisi dei dati. Il Cio (come il Ceo) è nella fortunata posizione di osservatore in grado di leggere tutti i fenomeni aziendali e tutti i contatti con l’esterno; deve quindi dare valore aggiunto proprio con la qualità delle informazioni che presenta.
  5. Last but no least, la capacità di leggere il futuro, intesa nel senso di interpretare in chiave aziendale gli ultimi sviluppi tecnologici e proporre soluzioni anche per il medio e lungo periodo.  “Vedere” quello che può capitare con le prossime evoluzioni del cloud, ad esempio, ci consente di preparare l’azienda a nuovi scenari su smart grid e machine-to-machine.

Il leit motif di questo weekend di studi è la necessità di capire meglio rischi ed opportunità dell’Ict e rendersi “intra-prenditori”, rischiando. E tu, cosa pensi del futuro?

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Roberto Dolci

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