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Cio Survey 2008: il profilo di un ruolo in transizione

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Cio Survey 2008: il profilo di un ruolo in transizione

01 Lug 2008

di Giancarlo Capitani

Nelle scorse settimane è stata presentata la quinta edizione della Cio Survey 2008, indagine tradizionalmente svolta da Netconsulting (www.netconsulting.it) e patrocinata da Amd (www.amd.com), Hp (www.hp.com) e Microsoft (www.microsoft.com) finalizzata ad analizzare l’evoluzione del ruolo del Cio nell’ambito del più generale processo di cambiamento dei sistemi informativi e delle aziende a cui essi appartengono.
A proposito di questa concatenazione di cambiamenti evolutivi i Cio intervistati, circa 60 appartenenti ai maggiori gruppi privati italiani (esclusa dunque la Pa), hanno unanimemente convenuto come ai sistemi informativi venga oggi rivolta una domanda di supporto e di servizio nuova in ragione dei cinque obiettivi strategici che la maggior parte delle aziende sta attualmente perseguendo e cioè: l’aumento della propria quota di mercato; il rafforzamento della relazione con i clienti; la ridefinizione del portafoglio d’offerta; il miglioramento del time to market; il controllo dei costi.
Alla luce di questo scenario evolutivo si comprende come al primo posto tra i propri obiettivi strategici i Cio intervistati indichino il miglioramento del processo di demand management al fine di poter rispondere in modo adeguato alle esigenze espresse dal business, nel minor tempo possibile e in coerenza con i piani strategici dell’azienda (vedi figura 1).
Il consolidamento delle infrastrutture si colloca in seconda posizione tra le priorità dei Cio intervistati sia per il 2007 sia per il 2008. È però interessante osservare come, nel corso del 2009 diventi una priorità di “secondo livello” a conferma che i grandi progetti di consolidamento e virtualizzazione siano stati effettuati e completati nel corso degli ultimi tre anni.
Altro punto interessante il miglioramento degli scambi informativi con il top management, contestuale alla riduzione dell’effort che il Cio delle grandi aziende, negli ultimi anni, ha dovuto mettere in campo per far percepire il valore dell’it. Questo obiettivo si posizionava al 5° posto nel corso del 2007 e scivola in 10° posizione nel 2009, a conferma di come venga ormai riconosciuto come l’It sia incorporato all’interno dei processi aziendali e, di conseguenza, indispensabile per l’ottimizzazione del business.
Strumenti e metodologie per gestire la Governance e il rischio sono all’attenzione dei Cio, spesso posti sotto pressione da varie funzioni aziendali quali, ad esempio, il Controllo di Gestione, le Risorse Umane e l’Ufficio Legale. L’impegno nei confronti del recepimento di metodologie di It Governance (itil, Cobit) è variabile a seconda delle aziende. Dopo un periodo di particolare attenzione sono state espresse le prime perplessità e sono stati rilevati i primi ripensamenti o “delisting” nei confronti di questi modelli che a volte, a detta dei Cio, rischiano di irrigidire strutture non ancora preparate culturalmente ad accettarli.
Ultimo obiettivo segnalato è la Soa, che conquista il 2° posto nel 2009. Ma quali sono i principali progetti che i Cio stanno implementando per raggiungere questi obiettivi?
Per quanto riguarda i progetti a carattere prettamente applicativo, l’area del back office si conferma all’attenzione dei Cio, in particolare per ciò che concerne le soluzioni Erp di tipo tradizionale, legate all’amministrazione finanza e controllo.
La business intelligence associata al Crm continuano a ricoprire un ruolo di primaria importanza confermando il trend a livello nazionale (+ 7,7%). Il Crm si conferma un’area di elevata focalizzazione strategica e di investimento. L’area delle vendite vede un’attenzione differente a seconda dei settori; per alcune aziende, infatti, il Crm rappresenta il core applicativo e strategico mentre per altre, più vicine a logiche b2b il Crm vede un numero di utenti contenuto.
L’area della collaboration sta assumendo un ruolo estremamente significativo all’interno delle aziende intervistate. Ad esempio, sta diventando molto importante l’adozione a livello client di videoconferencing all’interno di soluzioni di unified communication. Il paradigma del Web 2.0 sta entrando sempre più nel Dna delle aziende intervistate e potrà rivoluzionare il modo in cui l’azienda interagisce con i suoi interlocutori.
Altrettanto importante è il fenomeno dei blog e delle community dei dipendenti (o dei Cio stessi), che spesso rendono possibili forme di collaborazioni trasversali alla struttura organizzativa ed ai ruoli gerarchici e la condivisione di conoscenze e competenze altrimenti non codificate.
L’edizione 2008 della Cio Survey ha posto in particolare evidenza la posizione del Cio in azienda, le modalità con cui egli si relaziona con il resto dell’azienda e l’evoluzione che il suo ruolo sta subendo. L’indagine ha evidenziato come il Cio dialoghi in modo sempre più significativo con il resto dell’azienda nella misura in cui sia il management sia i responsabili business colgono l’importanza strategica dell’it a supporto dell’efficienza e della competitività. In questo senso il Cio è una sorta di hub che si relaziona con tutto il sistema aziendale assumendo il ruolo di abilitatore di innovazione.
Il top management stringe alleanze con i Cio per fare in modo di disporre di cruscotti decisionali e per migliorare la Corporate Governance e verificare che tutto ciò che è legato alla compliance sia sotto controllo. I direttori di funzione o di divisione vedono sempre di più nell’it un veicolo di valore legato ai processi di business di cui sono responsabili. La relazione tra Cio e business owner sta quindi diventando più stretta e volta alla selezione e alla assegnazione di priorità a progetti che puntano alla creazione di valore per l’azienda. Il marketing si interfaccia con l’It con intensità variabile a seconda dei settori di appartenenza. Laddove la clientela è consumer e i prodotti sono sempre legati a dei servizi (se non sono rappresentati dai servizi stessi), il marketing diventa una funzione molto influente che necessita di sofisticati strumenti per la gestione delle campagne.
In modo più specifico, ciò che è emerso è che in prospettiva il ruolo del Cio va ridefinendosi sulla base di due parametri che caratterizzano l’azienda in cui opera: il grado di complessità organizzativa e di diversificazione delle attività svolte dall’azienda e il grado di complessità e sofisticazione delle strategie It adottate. Sulla base di questi parametri il ruolo del Cio può essere descritto attraverso quattro differenti tipologie: operativo (gestore delle operations ed esecutore di task, focalizzato a ridurre i costi dell’it); integratore di business aziendali (laddove l’azienda operi in un contesto multi-business deve essere in grado di recepire le richieste dei business owner ed indicare le priorità); supporter dell’innovazione (laddove l’azienda sia mono-business ma abbia la presenza di molti applicativi di vendor e tecnologie differenti); strategico (quando l’azienda opera in un contesto complesso, con differenti business e con strategie applicative best of breed, il Cio ha un nodo centrale, essendo il vero portatore di innovazione di prodotto e di processo, mediando tra le differenti funzioni aziendali).
In conclusione il Cio che emerge dalla Survey 2008 appare come una figura il cui ruolo sta evolvendo all’interno di un’azienda in profonda trasformazione.
Il buon senso dice che questa doppia transizione si traduce in un successo per entrambi, l’azienda e il Cio, a due condizioni: che l’azienda sappia comprendere e valorizzare il ruolo dell’it e che il Cio sappia mettere l’It al servizio di un’azienda che cambia; che le due transizioni, del Cio e dell’azienda, procedano alla stessa velocità.


* Giancarlo Capitani è amministratore delegato della società di ricerche netconsulting, tel 02.4392901, capitani@netconsulting.it

Giancarlo Capitani

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