ChatGPT sta mostrando potenzialità (e limiti) dell’intelligenza artificiale

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ChatGPT sta mostrando potenzialità (e limiti) dell’intelligenza artificiale

L’uso dell’intelligenza artificiale non è un tema del tutto nuovo ma ChatGPT, sviluppato da OpenAI, ne sta mostrando il potenziale usando il modo più diretto: la generazione di testo.

Pubblicato il 23 Gen 2023

di Massimiliano Monti

Nell’ultimo anno l’intelligenza artificiale è stato senza dubbio uno dei temi più caldi: merito di applicazioni che hanno permesso anche a chi non avesse competenze specifiche di collaudarne il potenziale. In questo c’è un’azienda che si è contraddistinta in modo particolare: OpenAI. Prima con il sistema di generazione di immagini DALL-E 2, ora con ChatGPT, un sistema che genera testi in linguaggio naturale, difficili da distinguere, almeno a una prima occhiata, da quelli scritti dalle persone.

ChatGPT e la creazione di testo

Per capire meglio quello di cui stiamo parlando, abbiamo provato a “intervistare” lo stesso sistema ChatGPT, su sé stesso. Ecco come si descrive:

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“ChatGPT è un modello di linguaggio di grandi dimensioni sviluppato da OpenAI. Utilizza una tecnologia chiamata “trasferimento di apprendimento profondo” per generare testo in modo autonomo, imitando il linguaggio umano. Viene spesso utilizzato per la generazione automatica di testo, la creazione di chatbot e la risposta alle domande. GPT sta per Generative Pre-trained Transformer.”

Specifichiamo che il testo sopra proposto non è stato in alcun modo modificato dalla redazione. Il servizio, che al momento è ancora completamente gratuito, ha dato senza dubbio una scossa a diversi ambienti, proprio per l’apparente naturalità del linguaggio, anche in lingue non native come l’italiano. Ecco cosa succede, per esempio, chiedendo al sistema di proporre un post per Facebook sullo stesso argomento:

Siete pronti a scoprire il futuro dell’intelligenza artificiale nel mondo del linguaggio? Vi presentiamo ChatGPT, il modello di linguaggio di grandi dimensioni sviluppato da OpenAI. Utilizzando il trasferimento di apprendimento profondo, ChatGPT è in grado di generare testo in modo autonomo, aprendo la strada a nuove possibilità per la creazione di chatbot, la generazione automatica di testo e molto altro ancora. Leggete il nostro articolo per saperne di più su come ChatGPT sta cambiando il mondo digitale. #ChatGPT #IA #LinguaggioArtificiale”.

Un post perfezionabile, senza dubbio, ma che rappresenta un salto in avanti considerevole rispetto a sistemi analoghi precedenti.

Oltre il testo

Un altro aspetto che colpisce di ChatGPT è la sua capacità di gestire non solo il testo scritto, ma qualsiasi tipologia di testo compreso, per esempio, il codice dei principali linguaggi di programmazione. Alla domanda “Puoi farmi un esempio di breve programma in Python che riceva un input dall’utente e lo restituisca a video?” il sistema risponde in questo modo:

# Chiediamo all’utente di inserire un input

input_utente = input(“Inserisci il tuo input: “)

# Visualizziamo l’input dell’utente a video

print(“Il tuo input è:”, input_utente)

Con una breve spiegazione al seguito.

Quello che ha decretato il successo, almeno a livello di buzz, di ChatGPT è senza dubbio la velocità di risposta e la relativa qualità dei risultati. Quello che c’è da chiedersi, oggi, è se si tratta di uno strumento già in grado di proiettarsi nel mondo aziendale e come.

ChatGPT è una “minaccia”? E perché?

Senza dubbio uno strumento che permetta di generare testi, codici e informazioni di discreta qualità in pochi secondi crea non pochi grattacapi a molti professionisti e aziende di diversi settori, dalla comunicazione allo sviluppo, esattamente come DALL-E e altri strumenti come Jasper Art e NightCafe hanno creato pensieri alla comunità artistica nei mesi precedenti.

E che si tratti di strumenti con un potenziale considerevole è dimostrato anche dall’interesse di Microsoft che, secondo Semafor, starebbe valutando un investimento da 10 miliardi di dollari proprio su ChatGPT. Ma ci sono alcune considerazioni che vanno fatte prima di capire se e quanto la rivoluzione sia imminente. Eccone alcune.

I costi

Un sistema come quello alla base di ChatGPT ha costi considerevoli. Secondo la stima di Tom Goldstein, professore associato dell’Università del Maryland, attualmente il sistema costa circa tre milioni di dollari al mese. Anche in assenza di dati ufficiali, la monetizzazione è senza dubbio una delle principali criticità, che ha già spinto OpenAI a fare dichiarazioni su una possibile versione a pagamento. Quello che è certo è che è impensabile che gli investitori permettano al sistema di esistere in forma completamente gratuita per un tempo indefinito.

La concorrenza dei big

Ora che ChatGPT è ancora gratuito, è stato letteralmente preso d’assalto da chi, fino a poco prima, utilizzava principalmente i motori di ricerca come fonte di ricerca delle nozioni, in particolare studenti e chi ha necessità di effettuare basilari ricerche come “focus” della propria attività. Perché copiare, incollare e rielaborare una parte di testo da Wikipedia o da qualsiasi altro sito nozionistico quando esiste uno strumento che restituisce un risultato già pronto e in grado di superare i test antiplagio?

In questo contesto, al momento è concorrente principalmente dei motori di ricerca. E Google, dal canto suo, non rimarrà certo a guardare a lungo. Anzi, secondo Neil Patel, uno dei più celebri esperti e ricercatori SEO, Google avrebbe già iniziato, in uno degli ultimi aggiornamenti, a penalizzare i contenuti generati attraverso intelligenza artificiale, riducendone i margini di manovra in quello che sembrava poter essere il settore che avrebbe risentito del maggiore impatto.

L’assenza di originalità e la riconducibilità a schemi

Ai minimi termini, ChatGPT è un monumentale strumento di rielaborazione: fornisce contenuti di varia natura sulla base di quello che già esiste. Questo introduce due problemi: il primo riguarda l’aggiornamento delle informazioni presenti: un testo sui pianeti del sistema solare per le scuole superiori sarà praticamente perfetto, ma che dire se, per esempio, devono entrare in gioco dati in tempo reale o comunque di tempi recenti?

A oggi, l’addestramento prende in considerazione fonti fino al 2020. Il secondo problema, ancora più rilevante, riguarda l’uso di schemi preordinati e nemmeno troppo difficili da intuire. Lo si vede già dai due esempi di testo sopra citati, ma a oggi è già possibile analizzare un testo e capire se è probabile che sia stato generato da intelligenza artificiale. Si veda per esempio AI Content Detector (che però al momento funziona solo per la lingua inglese).

Pronti al futuro

ChatGPT, sembra essere il pioniere della prossima rivoluzione del mondo digitale, paragonabile forse solo all’arrivo sul mercato di Google o a quella dei social media. Analogamente ad altre rivoluzioni, tuttavia, prima che questa raggiunga una consistenza tale da poter avere risvolti consolidati sul mondo del business, sarà necessario capire quanto il modello di business è sostenibile e quali sono i reali benefici per le filiere professionali, soprattutto quelle ad alto valore aggiunto.

Dove, a oggi, un testo, un contenuto o un segmento di codice generati da intelligenza artificiale non hanno ancora un potenziale così innovativo. Al momento, l’unico aspetto di rilievo è quello di aver aumentato l’accessibilità verso il basso di alcune risorse, laddove l’impiego di servizi e professionalità di alto profilo non è gestibile.

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