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CEO&CIO. Relazioni, percorsi, convergenze tra i due lati della stessa medaglia

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CEO&CIO. Relazioni, percorsi, convergenze tra i due lati della stessa medaglia

06 Feb 2008

di Stefano Uberti Foppa

Ho iniziato a fare questo mestiere di giornalista del settore It circa 25 anni fa, quando il pc era un oggetto semisconosciuto, il CIO si chiamava edp manager, i mainframe Ibm “erano” l’informatica e la glass house, il centro edp, veniva visto come una cattedrale impenetrabile, imperscrutabile nelle sue logiche, nei suoi uomini, nei suoi linguaggi. Si chiedevano dati, poi si attendevano dall’edp risposte che, in un rigido scheduling guidato soprattutto dalle priorità del centro, venivano fornite ai fortunati attraverso appositi tabulati. In soli 25 anni, lo sviluppo del nostro settore ha portato mutamenti inimmaginabili.
Oggi siamo alle prese con cose tipo web 2.0, la fase partecipativa e collaborativa di Internet; senza dimenticare l’enorme crescita elaborativa, di storage e le meravigliose opportunità di approfondimento, relazione, comunicazione legate al Web. Eppure, tra tutte le profonde mutazioni avvenute, c’è un titolo di un mio primissimo articolo che mi dà la misura della difficoltà di cambiamento, sul piano culturale e organizzativo, che persiste tra due componenti fondamentali dell’impresa: i responsabili IT (i CIO) e la controparte, gli utenti, dai diversi profili di utilizzo e di responsabilità, su su fino al top management, fino al CEO. Il titolo di quel lontano articolo era: “IT e business: incontri ravvicinati…di nessun tipo”.
Sono passati quasi vent’anni da quel titolo. La situazione, sul piano delle relazioni tra i due mondi, è molto cambiata. Sarebbe semplice dire che quel titolo è ancora oggi valido per alcune imprese, ma, di fatto, l’ineluttabilità di un ruolo centrale dell’IT nello sviluppo dell’organizzazione, nel disegno e affinamento dei processi, nel supporto e talvolta nel traino del business è diventato un elemento in molti casi acquisito. Eppure, sul piano delle relazioni, quei due signori, il CEO e il CIO, che rappresentano due rispettivi mondi, quello del business che usa la tecnologia e quello IT che deve erogarla in forma di servizi sempre più utili e allineati alle esigenze organizzative e di business, quei due signori, si diceva, stanno ancora faticosamente ricercando l’intesa perfetta. L’uno, focalizzato sulle problematiche di business, di espansione, di interpretazione della complessità e di sviluppo di una capacità competitiva sempre difficile oggi da mantenere, non sempre vede nell’altro l’interprete di queste sue esigenze, il direttore di una tecnologia che sappia innovare, supportare, con applicazioni e informazioni, l’obiettivo cui tutti dovrebbero tendere: l’affermazione dell’impresa, dei suoi prodotti e dei suoi servizi, sul mercato.
Insomma gli allineamenti sono spesso difficoltosi: il CEO, accusa indirettamente il CIO di ragionare ancora troppo da una prospettiva “tecnicistica”, di non saper tradurre adeguatamente in risposte efficaci le sue esigenze gestionali ponendosi spesso, dietro a giustificazioni tecnologiche, come freno e burocrate, censore della sua fantasia imprenditoriale. L’altro, il CIO, al quale spesso vengono negati accesso e informazioni su scelte strategiche di prospettiva che potrebbero vederlo partecipe e supporto nell’ottimizzazione del percorso per raggiungere gli obiettivi prefissi, sta compiendo, tra mille problemi e difficoltà un percorso di cambiamento nelle sue funzioni professionali, nelle sue capacità di manager e, in fondo, un cambiamento proprio sul piano culturale di proposta del proprio ruolo all’interno dell’azienda; uno sforzo che non sempre viene colto e agevolato.
Naturalmente ci sono, per contro, mille varianti a questo modello di relazione tra le due parti che abbiamo illustrato: esistono CEO che ben sanno del valore strategico dell’IT e vogliono spingere un’integrazione organizzativa e di processo perché conoscono l’impatto dell’IT sul piano della competitività di impresa. Così come ci sono CIO rimasti ancorati alle loro “buone pratiche”, consuetudini consolidate in anni di lavoro e stratificate in architetture e sistemi che solo pochi eletti sanno capire e gestire. CIO che guardano ancora con maggiore attenzione all’aspetto prestazionale, funzionale ed economico della soluzione o dell’architettura, piuttosto che compiere lo sforzo, titanico, di capire fino in fondo l’enorme impatto sul piano dell’organizzazione e del business che un’applicazione può portare se riesce davvero ad intercettare i requisiti degli utenti. E’ infatti faticoso disegnare e integrare queste soluzioni nei processi, modificandoli laddove fosse davvero necessario e utile ad una maggiore efficacia ed efficienza, accollandosi, insieme alla controparte business, la responsabilità del gravoso compito di poter cambiare parti del processo e persino dell’organizzazione.
Due mondi, quindi, in perenne ricerca di una relazione ottimale, che deve essere quotidianamente voluta soprattutto dal CIO, che se da un lato non deve certo perdere la competenza e la governance sull’evoluzione della tecnologia, dall’altro non deve diventare uno stratega di business ma operare per capire la profondità che oggi le tecnologie Ict determinano sul lavoro delle persone che operano in mercati sempre più complessi, integrati, geograficamente globali e in costante cambiamento.
Per tutte queste ragioni ZeroUno, da anni, sta seguendo, accanto al percorso evolutivo delle architetture e delle soluzioni Ict, anche quello di questi due mondi. Per questo motivo strutturiamo oggi questo avvicinamento, questa cooperazione, anche queste incomprensioni tra i due mondi, lanciando all’interno di ZeroUno  CEO&CIO. Cedendo il giusto spazio alle immagini dei personaggi intervistati (non ci interessa fare l’ennesima sfilata di manager “patinati”; ce ne sono già abbastanza di queste riviste sul nostro mercato), CEO&CIO ha l’obiettivo di rappresentare tutti i mesi un’area di reciproca conoscenza tra queste due figure, centrali nel percorso di innovazione di impresa. Si tratta di un luogo in cui i personaggi simbolo di questi due mondi, esprimono le loro modalità di azione, le loro vision, i loro problemi, le necessità e i risultati ottenuti. Per consentire, l’uno all’altro, di conoscere sempre meglio nel dettaglio le caratteristiche del proprio modo di operare e affrontare il cambiamento in una logica di opportunità e non di timore. Nell’area CEO, ZeroUno intervisterà amministratori delegati, presidenti, direttori generali di aziende innovative che stanno muovendosi su un piano di piena accettazione della competitività dei mercati e che attraverso l’innovazione organizzativa, di processo, di individuazione di competenze e talenti, tecnologica, riescono a garantire quella flessibilità organizzativa quella sempre nuova, personalizzata, offerta di prodotti e servizi, che il mercato richiede. Spazio, quindi, in quest’area, alle vision di CEO di aziende che parleranno, ad esempio, del loro modo di intendere la competizione su mercati internazionali, delle difficoltà che quotidianamente incontrano nella gestione delle competenze e delle risorse umane, della necessità di disporre di informazioni sempre più aggiornate e in real time, oppure di diminuire il proprio time-to-market. Insomma, parleranno di problemi di business e anche di come vedono e vivono l’innovazione e la tecnologia. Il vero valore di quest’area starà nel rendere trasparente alla controparte un modo di operare e di intendere la competizione sul mercato che può essere utile per declinare, come CIO nella propria realtà aziendale, adeguate scelte infrastrutturali e applicative.
Nell’area CIO, invece, si fa oggi un gran parlare di diventare supporto al business, abilitatore delle strategie di impresa, disegnare uno sviluppo dell’IT che sia in grado di erogare servizi di valore. Tutto ciò passa per un’evoluzione di linguaggi e metodi che, sia pur faticosamente, l’area ICT dell’impresa sta mettendo a punto anche in Italia, tra budget ridotti, economia complessa, classe politica insensibile, nei fatti, al problema della competitività del sistema paese e delle singole aziende. Ecco allora che daremo spazio nell’area CIO all’illustrazione di casi utente nei quali la tecnologia ha giocato un ruolo importante nella realizzazione di specifici progetti ma, a differenza dei tradizionali casi utente riportati regolarmente dalla nostra rivista, daremo soprattutto visibilità allo sforzo di relazione, di ripensamento organizzativo e di processo che i CIO stanno compiendo, loro in prima persona ma anche come funzione “sistemi informativi”. CEO&CIO è un progetto esclusiva di ZeroUno, realizzato interamente da giornalisti della testata e indirizzato a darvi, come abbiamo sempre cercato di fare negli anni con onestà intellettuale, servizi di qualità che dessero “il polso” di un cambiamento in atto.

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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