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Assintel Report 2014: mercato stagnante, ma con qualche spiraglio

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Assintel Report 2014: mercato stagnante, ma con qualche spiraglio

22 Ott 2014

di Cristina Mazzani

La trasformazione digitale sta avvenendo, il mercato riporta segnali positivi in alcuni ambiti che devono destare l’attenzione dei fornitori It. Sono proprio loro i primi a dover essere pronti per rispondere alla domanda di rinnovamento

La trasformazione digitale deve partire anche dai fornitori It; il rischio, per tutti, è altrimenti quello di arrivare a un punto di non ritorno. Così ha esordito Alfredo Gatti, Managing Partner di Nextvalue, di fronte alla vasta platea di associati Assintel.

Giorgio Rapari, presidente di Assintel

“Il divario digitale in senso ampio – ha sottolineato Giorgio Rapari, presidente di Assintel – è oggi la nuova forma di disuguaglianza e interessa trasversalmente la società civile e quella imprenditoriale. Alle aziende tecnologiche spetta dunque un ruolo poliedrico: raccogliere la sfida interna di innovarsi, diventare 'portatrici sane di innovazione' verso i propri clienti e, infine, fare massa critica per sollecitare il sistema politico a creare le condizioni necessarie allo sviluppo”.

“Gli indici sono ancora sconfortanti, ma ci sono alcuni elementi di novità che vanno seriamente affrontati”. E questo per cogliere opportunità di sviluppo, o forse, più semplicemente, per sopravvivere, secondo quanto si è intuito dall'intera presentazione di Gatti dell'Assintel Report 2014.

Dal Rapporto si evince infatti che il mercato è stagnante, avendo messo a segno per quest’anno solo un +0,7%. L'hardware ha continuato a calare (un decremento pari all'1,6% dovuto anche al momento di crisi che si è ripercosso sugli acquisti consumer). Il mondo del software invece ha resistito (+1,1%) grazie alle componenti più innovative e, in particolare, al buon andamento di settori quali il Digital marketing, l'Internet of Things, la Business intelligence, Analytics e Big Data. I Servizi It proseguono nella discesa del valore generato (-1,7%), un decremento riconducibile alla ormai annosa guerra sulle tariffe.

Alfredo Gatti, Managing Partner di Nextvalue

“A questo proposito – ha dichiarato Gatti – grazie alle risorse e alle competenze che possiamo mettere in campo, a costi interessanti per il resto del Continente, se ci organizzassimo insieme, facendo fronte comune, potremmo rappresentare l'India per la nostra Europa… Invece, insistendo nella competizione sul prezzo, non facciamo altro che continuare ad avere una politica frammentaria, nuocendo all'intero sistema”.

Osservando i trend in atto nel mercato nel suo complesso, emerge la crescita di tutto ciò che è relativo al cloud computing (+22%) che nell'Assintel Report riguarda più capitoli: i servizi di cloud 'classico' (IaaS, PaaS e Saas), quelli di Business process outsourcing (ovvero servizi costruiti per un uso multi-tenancy e generalmente erogati mediante automatismi, per fare un solo esempio il processo dei pagamenti online) e di Cloud management & security service. È la prima componente a vantare un tasso di crescita più alto (+33%), assieme al Cloud management & security service (+34%).

Nextvalue, ormai come da tradizione, compie inoltre un sondaggio su 500 aziende (metà top e metà Pmi) che rappresentano la domanda di tecnologia nel nostro Paese. Il 72% delle imprese destina alla tecnologia meno del 2% del fatturato IT, ma è interessante notare che il 34% ha un budget It in lieve crescita e il 35% lo ha lasciato invariato.

Il 20% è la percentuale degli investimenti dedicata ai nuovi progetti che per lo più riguardano Business analytics e big data.

Sulla base di questi numeri, il suggerimento di Gatti è quello di intercettare la domanda dove è, senza stare fermi ad aspettare con un unico punto di riferimento (il proprio fornitore di sempre, la storia passata o altro), ma innovando, guardando anche al grande tesoro rappresentato dalle start up, che inevitabilmente hanno fatto del digitale la propria base di partenza.

E poi, perchè no, rivolgersi anche agli altri attori in campo, ma con uno sguardo nuovo, di collaborazione, di partnership o addirittura di fusione…

Cristina Mazzani
Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

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