Aperto e inclusivo, solo se con standard condivisi: la sfida del Metaverse Standards Forum

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Aperto e inclusivo, solo se con standard condivisi: la sfida del Metaverse Standards Forum

Nasce il Metaverse Standards Forum per garantire interoperabilità e standard aperti in questo nuovo “mondo” ancora senza un’univoca definizione condivisa. Ne fanno parte tra gli altri Meta e Microsoft, mentre Apple e Google sono le grandi assenti. In attesa dell’esito dei lavori, si riconosce al metaverso il merito di aver portato l’attenzione su temi attuali ma divisori e ignorati.

06 Lug 2022

di Redazione

Dal mondo del cinema alla psicologia cognitiva fino al manifatturiero, oltre 30 aziende hanno lanciato il Metaverse Standards Forum per promuovere l’interoperabilità e lo sviluppo di standard aperti nel metaverso. Man mano che questo concetto citato per la prima volta nel romanzo distopico Snow Crash del 1992 prende forma, il tentativo sembra quello di preservarne lo spirito open e smart. Aziende, università e organizzazioni di sviluppo degli standard (SDO) possono in qualsiasi momento scegliere di sposare questa causa e partecipare al tavolo di confronto tecnologico che si prepara a diventare il più trasversale della storia.

Diversi ma uniti, nel nome dell’interoperabilità

Combinando web ed elaborazione spaziale, connettività e immersività, il metaverso potrà amplificare le potenzialità di un gran numero di tecnologie. Solo se potranno interoperare con agilità, daranno realmente vita a nuove esperienze e opportunità. Ecco perché il Forum mira ad un accesso standardizzato a tecnologie collaudate nello stack del metaverso.

L’obiettivo è quello di eliminare ogni attrito, facendo leva sull’interazione tra nuove e diverse tecnologie e tra player di settori molto distanti, e offrire così uno spazio di innovazione e sperimentazione inedito.

L’intenzione è di essere concreti e pragmatici da subito

  • identificando i processi in cui la mancanza di interoperabilità frena la diffusione del metaverso.
  • coordinando e accelerando il lavoro delle SDO.
  • sviluppando progetti concreti per accelerare il test e l’adozione degli standard: prototipi di implementazione, hackathon, plugfest e strumenti open source.
  • definendo una terminologia coerente e condivisa e linee guida per l’implementazione.

Ospitate dal Gruppo Khronos, spazieranno in ambiti tecnologici anche molto differenti. Dalle risorse e il rendering 3D, all’interfaccia umana e i paradigmi di interazione come AR e VR, dai contenuti dei citizen user alle delicate questioni sulla gestione dell’identità, della privacy e delle transazioni finanziarie.

Basta guardare i nomi dei membri per intuire le direzioni in cui il Forum accelererà maggiormente. Spiccano nell’elenco Microsoft, Epic Games, Meta, Nvidia, Qualcomm, Adobe e Sony, ma colpisce l’assenza di Google, e di Niantic e Roblox, anche se è quella di Apple a far più rumore e lasciar spazio a rumors. L’azienda starebbe lavorando a un visore AR/VR nella massima riservatezza, potrebbe volersi focalizzare solo su questo business e la partecipazione al Forum non le darebbe particolari vantaggi.

Il piccolo grande traguardo di un metaverso ancora impalpabile

Oltre ad AR/VR, nel metaverso convergono tecnologie molto diverse chiamate a integrarsi per non tradire la promessa di innovazione con cui è nato. La grafica 3D interattiva, l’authoring di contenuti fotorealistici, i sistemi geospaziali, i content creation tool, i digital twin e i virtual twin, la real time collaboration, la simulazione fisica, la finanza e le assicurazioni online, i giochi multiutente. Prima di chiedersi cosa potrà nascere dalla loro interazione serve domandarsi come renderle interoperabili in modo trasversale nel rispetto della loro “storia” e “identità”.

La soluzione identificata dal Forum è quella di considerare una costellazione di standard, creati e mantenuti da varie SDO come il Khronos Group, il World Wide Web Consortium, l’Open Geospatial Consortium, l’Open AR Cloud, la Spatial Web Foundation e molte altre. Nulla da inventare da zero, quindi: la vera sfida consiste nel definire e allineare i requisiti e le priorità per gli standard, accelerandone la disponibilità e riducendo la duplicazione degli sforzi in tutto il settore. Ambiziosa ma concreta e misurabile, questa mission è la condizione fondamentale per garantire un metaverso aperto e inclusivo. Secondo alcuni, l’unico metaverso possibile.

Lavorare sugli standard aperti è diverso dal dedicarsi all’open source. I progetti basati su questo approccio favoriscono la collaborazione tra più organizzazioni attorno a un’unica implementazione. Gli standard consentirebbero, invecem a molte aziende di implementare in modo coerente una tecnologia per affrontare diversi mercati diffondendola in modo pervasivo e garantendo una sana concorrenza.

Un’azione più ampia e potenzialmente disruptive, che non deve però far pensare a una diretta interconnessione del metaverso con il world wide web. Cosa certa è invece che gli standard aperti semplificherebbero la vita a sviluppatori e utenti. I primi potranno più facilmente creare lo stesso contenuto per piattaforme diverse, mentre i secondi potrebbero esportare i dati da un servizio all’altro.

In attesa della prima riunione del Forum – prevista entro la fine di luglio 2022 – di eventuali altre adesioni e di una prima bozza di standard, ciò che si può osservare è come il metaverso abbia già compiuto un piccolo “miracolo”. Ha creato la necessità e l’opportunità di un coordinamento e di una cooperazione più ampi in materia di standardizzazione, facendo sedere allo stesso tavolo realtà tra le più diverse per discuterne concretamente, mettendoci la faccia e il brand. Il resto è storia ancora da scrivere.

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Redazione

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