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AITech-Assinform chiede alla politica un segnale forte per l’innovazione

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AITech-Assinform chiede alla politica un segnale forte per l’innovazione

22 Feb 2006

di Elisabetta Bevilacqua

Qualunque sarà il nuovo governo, nei primi cento giorni dovrà promuovere una politica di innovazione tecnologica del Paese. Questa è in sintesi la richiesta della più rappresentativa associazione dei fornitori Ict, presieduta da Ennio Lucarelli (nella foto) che ZeroUno ha intervistato

Aitech-Assinform, l’associazione di Confindustria creata dalla fusione di AITech e Assinform, rappresentativa delle principali imprese di informatica e telecomunicazioni che operano sul territorio italiano (www.aitech-assinform.it), lancia un “piano straordinario per l’Information Technology”. La proposta è stata presentata lo scorso 21 febbraio alle forze politiche di entrambe le coalizioni in vista del prossimo confronto elettorale, secondo quanto deciso nell’ultimo consiglio direttivo, presieduto da Ennio Lucarelli.
L’associazione dei vendor Ict chiede “un segnale forte per la ripresa di competitività e la promozione di una politica dell’innovazione tecnologica nel Paese, da mettere in atto nei primi cento giorni del nuovo governo”.
“L’Italia è in fase discendente nella scala della competitività – si legge nel comunicato conclusivo- Per invertire questa tendenza, che ci sta emarginando dai processi produttivi avanzati e dai mercati internazionali, occorre imprimere una decisa sferzata subito. La nostra proposta è di puntare sull’Information Technology come fattore di accelerazione dei processi di sviluppo, per riuscire in breve tempo ad agganciare il nuovo ciclo dell’economia mondiale basato sull’innovazione e ribaltare il trend negativo della bilancia dei pagamenti, anche nel campo delle tecnologie. I nostri concorrenti più  temibili  hanno dimostrato che senza tecnologie digitali non si fa quel salto di qualità  nell’economia che è necessario al nostro Paese per fare emergere le grandi potenzialità di cui è ricco. Per questo riteniamo che una priorità dell’agenda del nuovo governo dovrebbe essere quella di mettere in campo una squadra coesa e  vincente per la "governance" di un piano straordinario  finalizzato a  produrre nel breve periodo risultati visibili nel settore dell’Information Technology. Malgrado gli sforzi compiuti nell’e-government e nella banda larga, il settore informatico, pur dotato di  persone competenti, imprese innovative e centri d’eccellenza, si trova oggi in notevole difficoltà. Costretto a muoversi in un mercato nazionale asfittico, condizionato da  importanti spazi protetti, soprattutto a livello locale, ove si allunga l’ombra monopolistica di aziende a  totale capitale pubblico, il settore soffre di una cronica carenza di politica industriale, che lo ha fortemente penalizzato anche sul piano internazionale".
La richiesta è dunque di più concorrenza, liberalizzazioni, flessibilità del lavoro con  maggiori  previdenze per i lavoratori, cultura informatica diffusa, più formazione continua, internazionalizzazione.
Il “piano” richiede, in sintesi, di concentrare l’azione in pochi, ma decisi interventi, quali:
– promuovere l’aggregazione e la qualificazione della domanda d’innovazione tecnologica dando origine a progetti di ampio respiro, che coinvolgano Pmi e distretti industriali; 
– supportare la partecipazione delle imprese italiane ai grandi progetti internazionali;
– incentivare i  progetti d’internazionalizzazione delle imprese del settore, anche attraverso un intensivo uso dell’IT come  leva di competitività per sostenere i marchi globali del made in Italy;
– ridurre  la presenza pubblica nella produzione di servizi IT a favore della creazione di agenzie capaci di analizzare le esigenze delle Pa e guidare i  progetti di modernizzazione e semplificazione della stessa, chiedendo all’offerta IT presente sul mercato i migliori servizi e prodotti disponibili ed evitando il ricorso ad affidamenti in house.


Intervista a Ennio Lucarelli, presidente di Aitech-Assinform: impegno sulla governance dell’innovazione
Il documento presentato da Aitech-Assinform alle forze politiche in vista di un impegno sui temi dell’innovazione da parte del nuovo governo che emergerà dalla consultazione elettorale del 9 e 10 aprile, è il risultato della riflessione congiunta di gran parte delle aziende Ict associate, condiviso successivamente anche da quelle che in una prima fase non avevano contribuito all’elaborazione. Ce lo ricorda Ennio Lucarelli, presidente dell’associazione, sottolineando che nel documento sono confluite anche le elaborazioni di un nutrito gruppo di professori universitari che avevano autonomamamente avviato un confronto con il governo sulle stesse problematiche.
Il documento conclusivo è dunque stato presentato il 21 febbraio dal consiglio direttivo di Aitech-Assinform al ministro per l’Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, in rappresentanza dell’attuale maggioranza di governo, e a Beatrice Magnolfi, parlamentare Ds, e Linda Lanzillotta, dell’esecutivo della Margherita, in rappresentanza dell’attuale opposizione. “Il messaggio principale che abbiamo portato è che l’It rappresenta una leva importante per lo sviluppo del Paese, oltre che uno strumento indispensabile per rilanciare la competitività dell’Italia, che certo sa fare beni in molti ambiti, ma che grazie all’It potrebbe avere una presenza più efficiente sui mercati internazionali, migliorando i prodotti ed i servizi che li accompagnano – sottoliena Lucarelli, che aggiunge – Negli incontri con le forze politiche abbiamo trovato su entrambi i fronti interlocutori attenti”.
Fra le richieste centrali sottoposte agli interlocutori, quella di azioni per favorire la presenza delle imprese italiane Ict all’estero, ma anche più investimenti e imprese internazionali in Italia, più imprese private e meno imprese pubbliche nell’informatica pubblica. “Non vediamo positivamente le aziende di informatica che nascono sul territorio create da amministrazioni locali – esemplifica Lucarelli, che nota – Mi sembra sia stata in sostanza accolta bene la disponibilità delle imprese dell’associazione a partecipare alla progettazione precompetitiva, investendo direttamente su grandi progetti che si avvalgono dell’informatica. Sono soprattutto tre i filoni su cui potrebbe attuarsi l’impegno dei fornitori It: la tessera del cittadino, l’utilizzo e la valorizzazione delle banche dati, il tema, trasversale, della sicurezza e della privacy.
“Abbiamo riscontrato una consapevolezza nuova sia sul versante delle imprese Ict, sia sul versante politico, della necessità di lavorare in squadra, con l’obiettivo di favorire, nei grandi progetti Paese, come pure  a livello internazionale, la partecipazione congiunta di aziende grandi e medio-piccole, che rappresentano tuttora la grande maggioranza del settore”.
Un’ulteriore linea di impegno, individuato dal consiglio direttivo Aitech-Asinform, è la valorizzazione dei brand globali del made in Italy, anche grazie alla cooperazione sul terreno dell’impiego delle tecnologie, non sempre sfruttate in modo adeguato. Dalla collaborazione potrebbero trarre vantaggio sia i marchi affermati, risultando più competitivi sui mercati internazionali grazie ad un uso avanzato delle tecnologie Ict, sia le imprese It in termini di visibilità ed affermazione, oggi ancora troppo modesta, a livello internazionale.
“Come associazione abbiamo posto con forza la necessità di una governance dell’innovazione nel Paese, che dovrà essere portata avanti da una squadra coesa, indispensabile per superare l’attuale stagnazione, per fare più informatica di sistema e meno di nicchia. Tutto ciò è indispensabile affinchè le nostre imprese, a cui non mancano competenze e  potenzialità, possano affermasi a livello interno e a livello internazionale”, conclude Lucarelli.

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AITech-Assinform
Una politica industriale per l’It e per la competitività dell’Italia

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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