Open data, come nascono, cosa sono, quali sono le loro caratteristiche

Il processo di governance degli Open Data può essere potenziato dalla tecnologia blockchain, tracciando in maniera trasparente e sicura le modalità di utilizzo e gli utenti che ne beneficiano

Pubblicato il 29 Dic 2020

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Gli Open Data sono tipologie di dati che possono essere consultati e utilizzati liberamente da tutti gli stakeholder, generando un ecosistema basato sui concetti di condivisione, accessibilità e riutilizzo. Per garantire una corretta governance dei dati, in modo da tracciare attori e modalità di utilizzo, valorizzando l’intero ecosistema e incentivando l’utilizzo di formati aperti, si può utilizzare la tecnologia blockchain.

Open Data, le origini

Un dato è una rappresentazione oggettiva della realtà priva di interpretazioni; l’informazione invece viene ricavata a partire da uno o più dati e rappresenta una visione soggettiva della realtà, derivante da un’elaborazione ed interpretazione di dati.

In informatica il formato di pubblicazione dei dati consente a un’applicazione di interpretare i contenuti di un file in modo tale da renderli leggibili; alcune tipologie di file risultano essere leggibili da tutti i soggetti interessati, mentre altre non garantiscono tale possibilità.

Con il termine Open Data si definiscono alcune tipologie di dati, disponibili in vari formati, che possono essere consultati ed utilizzati liberamente, incentivandone la diffusione e il riutilizzo da parte di tutti gli stakeholder.

La concezione di Open Data si afferma a livello internazionale nel 2009, quando il presidente Usa, Barack Obama, pubblica un memorandum sulla trasparenza e sull’Open Government per i dirigenti della sua amministrazione; il memorandum ebbe come obiettivo primario quello di creare una maggior fiducia nella cosa pubblica attraverso un sistema basato sui concetti di trasparenza, partecipazione e collaborazione. In seguito, altre organizzazioni internazionali hanno promosso il modello Open Government, prendendo spunto da quello americano; l’Italia nel 2011 ha aderito all’iniziativa internazionale Open Government Partnership e nel 2012 ha lanciato un Piano d’azione specifico su questo tema, aggiornato poi nel 2014.

In termini economici, l’Unione Europea stima che la crescente disponibilità di Open Data, resi disponibili dai Paesi membri, possa portare entro il 2020 a un ritorno economico pari a circa 76 miliardi di euro, creando anche nuovi posti di lavoro con skills collegate principalmente all’analisi dei dati.

Open Data, cosa sono

Gli Open Data sono caratterizzati dall’utilizzo di formati aperti e standardizzati in modo tale da renderli leggibili attraverso qualsiasi applicazione informatica al fine di facilitare la loro consultazione e il riutilizzo in modo creativo; a loro volta, le nuove applicazioni devono essere rilasciate secondo le medesime linee guida in modo tale da creare un ecosistema di Open Data. Tale ecosistema è alimentato da dati in formato aperto al fine di generarne altri in modo tale da favorire lo sviluppo di nuovi dati in formato Open, generando un clima di trasparenza e tracciabilità.

Gli Open Data possono essere messi a disposizione e consultati sia da Pubbliche Amministrazioni che da aziende private; l’obiettivo è quello di generare un nuovo approccio nella gestione dei dati per migliorare i modelli di business attuali e per crearne di nuovi.

Il concetto di utilizzo dei dati per finalità di trasparenza amministrativa è stato abbondantemente superato per incentivare il riutilizzo dei dati aperti per finalità commerciali; le imprese utilizzano quindi i dati aperti della PA per creare nuovi prodotti e servizi che generano valore sociale ed economico. In questo modo la PA può contribuire alla generazione di nuove economie e rendere più solide quelle esistenti. Gli Open Data rappresentano quindi un vero e proprio asset strategico a partire dal quale gli stakeholder possono creare nuovi modelli di business.

open data

Per tale motivo, l’informatico britannico Tim Berners Lee ha proposto un sistema di classificazione dei dati in grado di valutare le loro caratteristiche attraverso una categorizzazione in stelle:

  • 1 stella: è il livello base, costituito da file non strutturati, che indica la disponibilità del dato in rete in un formato distribuito con licenza aperta che non può però essere rielaborato;
  • 2 stelle: si tratta di dati strutturati ma codificati con un formato proprietario (ad esempio Microsoft Excel). Questi dati possono essere elaborati purché si disponga del software necessario a gestire un file codificato con un formato proprietario.
  • 3 stelle: si tratta di dati strutturati e codificati in un formato non proprietario. In questo caso si possono fare elaborazioni sui dati anche senza ricorrere ad un software proprietario; è il formato più semplice di dati aperti.
  • 4 stelle: si tratta di dati strutturati e codificati in un formato non proprietario dotati di un URL che li rende indirizzabili sulla rete e quindi utilizzabili direttamente online, attraverso l’inclusione in una struttura basata sul modello RDF (Resource Description Framework).
  • 5 stelle: questo livello indica quelli che vengono definiti Linked Open Data (LOD), letteralmente “dati collegati” con cui si intende un metodo di pubblicazione di dati strutturati che permette l’interconnessione dei dati stessi in modo da garantirne una maggiore fruibilità.
open data blockchain

Come si evince dalla figura, la classificazione dei dati consente di introdurre le caratteristiche in termini di servizi, accesso e informazione associati a tali dati; in particolare è evidente che le caratteristiche migliorano all’aumentare delle stelle ad essi associate.

I dati 1 stella e 2 stelle sono oggi considerati inammissibili nel contesto Open Data; ad esempio, rilasciare dati in formato Excel con licenza aperta non è più ammesso in quanto tali dati devono essere affiancati da dati in formato non proprietario, abilitando quindi le caratteristiche associate ai dati a 3 stelle. I dati 3 stelle sono caratterizzati da una forma strutturata con licenza aperta e formato non proprietario (ad esempio CSV e JSON); i dati 4 stelle e 5 stelle rappresentano il “desiderata” in quanto sono gli unici che abilitano dei servizi efficienti, degli accessi automatici e delle informazioni strutturate in modo tale da favorire integrazione ed interoperabilità.

Blockchain per la data governance

Il concetto di Open Data mira a creare un ecosistema basato sulla condivisione, collaborazione e interoperabilità tra tutti gli attori coinvolti ed interessati a consultare e riutilizzare i dati per la creazione di nuove applicazioni.

In ambito aziendale, il concetto di formato aperto non è sempre considerato in maniera positiva; i dati oggi sono asset, dai quali si possono generare nuove opportunità di business, e rappresentano parte del know how aziendale. Di conseguenza è fondamentale garantire una corretta governance dei dati in modo tale da rendere i processi di gestione sempre tracciati e trasparenti, tutelando ed incentivando la condivisione con vantaggi sia per chi condivide che per chi ne usufruisce.

In questo contesto si inserisce la tecnologia blockchain che, attraverso le sue caratteristiche intrinseche di immodificabilità e tracciabilità, consente di valorizzare gli open data e di tutelare la loro diffusione e condivisione. La blockchain si pone dunque come tecnologia complementare agli Open Data, supportandone e valorizzandone la gestione in maniera efficiente e tracciata.

In particolare, l’integrazione tra Open Data e blockchain consente di ottenere i seguenti benefici:

  • Miglioramento della governance dei dati: la blockchain consente di tracciare tutti i processi e gli attori che utilizzano i dati, generando trasparenza e sicurezza nella loro gestione;
  • Trasparenza e fiducia: la blockchain genera un ecosistema basato su trasparenza e fiducia tra tutti gli stakeholders coinvolti nei processi di condivisione e riutilizzo dei dati;
  • Incentivo alla diffusione e condivisione: la blockchain genera maggior tutela e sicurezza, incentivando gli attori a condividere i propri dati.
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Conclusioni

L’ecosistema degli Open Data necessita dunque di una tecnologia a supporto che consenta di gestire il processo di governance dei dati in maniera tracciata e trasparente; la blockchain si integra perfettamente nel modello Open Data in quanto entrambi i paradigmi prediligono logiche di condivisione, collaborazione e interoperabilità.

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