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Data Integration: ecco le migliori soluzioni secondo Gartner

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Vendor Overview

Data Integration: ecco le migliori soluzioni secondo Gartner

12 Ott 2017

di Valentina Bucci

Secondo il “Magic Quadrant for Data Integration Tools” di Gartner, che seleziona e classifica le migliori soluzioni di Data Integration sul mercato, i vendor leader in quest’ambito sono Informatica, IBM, SAP, Talend, SAS e Oracle. Nell’articolo, relativamente all’offerta di ciascuna azienda, un breve elenco dei punti di forza e di attenzione secondo la società di ricerca.

Il Magic Quadrant for Data Integration Tools di Gartner (figura) pubblicato lo scorso agosto, che ha come obiettivo selezionare e classificare le migliori soluzioni di Data Integration sul mercato, individua come aziende leader in quest’ambito Informatica, IBM, SAP, Talend, SAS e Oracle. Prima di entrare nel merito di ciascun vendor, è necessaria una premessa sulla definizione data da Gartner al concetto di strumenti di Data Integration (DI) e sui criteri che la società di ricerca adotta nella costruzione del quadrante.

Definizione e criteri di inclusione

Iniziamo quindi con la definizione di Data Integration Tools adottata: “Tutti i prodotti software che consentono la costruzione e l’implementazione dell’infrastruttura per l’accesso e la distribuzione dei dati all’interno di una varietà di scenari di data integration” (per esempio per attività di business intelligence, di analisi e di data warehousing; per supportare iniziative di application data management e master data management, per popolare e gestire i dati nei data lake). In un lungo elenco, la società di ricerca chiarisce i criteri di inclusione ed esclusione applicati; sul piano tecnologico, accenniamo in particolare a tre di questi, a titolo esemplificativo (rimandando al sito di Gartner per la richiesta del documento integrale):

  • sono esclusi i vendor che non supportano almeno tre tra i modelli di data delivery elencati dalla società di ricerca: bulk/batch data movement, federated/virtualized views, message-oriented delivery, data replication, streaming/event data, synchronization;
  • che non riescono a offrire un adeguato supporto ad attività di data transformation (es. capacità di data type conversion e manipolazione di stringhe);
  • che non riescono a offrire un adeguato supporto ad attività di data governance (capacità di importare, esportare e accedere ai metadati con tool di data profiling e/o di data quality, MDM e strumenti di data discovery).

Sul piano non tecnologico, Gartner traccia altri limiti escludendo, per esempio, le aziende che non fatturano annualmente almeno 25 milioni di dollari grazie a soluzioni e servizi di data integration, che non supportano clienti in almeno due aree geografiche tra Nord America, Sud America, Europa e Asia Pacifica, che sono focalizzate solo su alcuni settori di mercato.

Figura – “Magic Quadrant for Data Integration Tools” di Gartner

Data Integration Tools: le aziende del Quadrante Leader

Riassumiamo ora brevemente i punti di forza e quelli di attenzione per le aziende inserite da Gartner nel Quadrante dei Leader.

Informatica, con sede a Redwood City, California, una base clienti, per i prodotti DI, superiore alle 7000 organizzazioni, ha tra i suoi punti di forza:

  1. una forte vision per la strategia di prodotto che, in particolare, si concretizza efficacemente nella proposta di una piattaforma integrata unica che gestisce tutte le modalità di data delivery e riesce a supportare una vasta gamma di casi di utilizzo;
  2. la forte interoperabilità degli strumenti di Data Integration che compongono l’offerta dell’azienda con altre tecnologie di data management;
  3. la capacità di intercettare i trend emergenti, per esempio attraverso la proposta di soluzioni in grado davvero di rispondere a esigenze di metadata management e di data governance in ambienti complessi, big data e ibridi (con dati distribuiti sia in cloud che on premises).

Tra gli elementi cui prestare attenzione, secondo Gartner, una mancanza di chiarezza sul piano comunicativo rispetto alla descrizione dei prodotti e delle funzionalità supportate da ciascuno di questi, confusione che si è tradotta involontariamente, per alcuni clienti, nell’acquisto di soluzioni simili e con funzionalità sovrapposte. Si riscontra inoltre una non corretta percezione dei prezzi da parte del mercato: le soluzioni di Informatica sono storicamente percepite come soluzioni dai prezzi elevati che necessitano un hardware dedicato anche se l’azienda sta approcciando da tempo anche il modello di licensing pay as you go e rende disponibili le soluzioni PowerCenter e Big Data Management anche sui cloud AWS e Azure.

IBM, una base clienti, per i prodotti DI, di più di 10.700 organizzazioni, ha tra i suoi punti di forza:

  1. la completezza dell’offerta, che supporta tutte le necessità di integrazione per gestire progetti enterprise di data integration di diversa complessità;
  2. la capacità di restare allineata ai trend di mercato emergenti, per esempio nella riconfermata attenzione dedicata, anche nel 2017, all’open source attraverso l’offerta di nuove funzionalità per Avro (data serialization system), Parquet (storage colonnare), Kafka (gestione Hadoop), Hive (Distributed Streaming Platform), Ambari (gestione Hadoop) e altre soluzioni di questo tipo;
  3. la presenza molto forte a livello globale (anche attraverso una estesa e valida rete di partner, rivenditori, consulenti) combinata a una significativa esperienza e un forte knowhow nel campo della data integration e del data management.

Tra gli elementi cui prestare attenzione, oltre a un problema di comunicazione sostanzialmente simile a quello di Informatica (ovvero la difficoltà dei clienti nel comprendere le effettive funzionalità di un’offerta variegata e con prodotti aggregati in una serie di soluzioni integrate, spesso ribattezzate con nuovi nomi), le difficoltà riscontrate da alcuni utenti nella gestione delle fasi di installazione e aggiornamento dei sistemi che suggeriscono la necessità di un ulteriore miglioramento della user experience offerta da alcuni dei tool di data integration. Infine, le aziende intervistate da Gartner segnalano i costi elevati dei modelli di licenza e del TCO come uno dei principali inibitori alla scelta di queste soluzioni e l’offerta di diversi approcci di licenza di IBM (costo per processore, nodo, bundle, abbonamenti mensili o annuali), destinata ad offrire maggiori possibilità di scelta, in realtà finisce con il confondere i clienti.

SAP, una base clienti, per i prodotti DI, di più di 27.000 organizzazioni, ha tra i suoi punti di forza:

  1. un’offerta in ambito data integration di qualità, per esempio sul piano della granularità e della latenza, che acquisisce un particolare valore quando la si considera come parte integrante dell’ecosistema SAP, in dialogo per esempio con le soluzioni in ambito iPaas, self-service data preparation, information governance, MDM;
  2. la centralizzazione dei diversi strumenti di data integration in un’unica digital data platform che consente alle diverse componenti di condividere metadati e operare insieme come un hub unico in grado di supportare tutte le operazioni di gestione e analisi dei dati e di rispondere prontamente alle necessità delle applicazioni.

Tra gli ambiti dove SAP ha margini di miglioramento, vi è quello del supporto al cliente: mentre la user experience offerta dall’azienda è in generale migliorata, alcune aziende intervistate da Gartner hanno espresso delle preoccupazioni relativamente ai processi necessari a ottenere supporto sui prodotti DI e alla qualità di questi stessi servizi.

Talend, una base clienti, per i prodotti DI, di più di 1.500 organizzazioni, ha tra i suoi punti di forza:

  1. un modello di licenza “per-developer subscription fee” scalabile che consente ai clienti di iniziare a lavorare su piccoli progetti di integrazione “core data” per poi evolvere in progetti di integrazione più avanzati (ad esempio dialogando con i datastore di Hadoop);
  2. un portafoglio prodotti ampio, che interagisce con Docker e che consente alle aziende di costruire ed eseguire progetti di gestione dati end-to-end, e in espansione: oltre a funzionalità robuste di “core data integration” Talend propone tool per far fronte ai trend emergenti, per esempio sviluppando soluzioni nell’ambito iPaas e “data preparation” e pianificando nuove funzionalità per la data lake governance.

Tra gli ambiti dove Talend ha margini di miglioramento, la stabilità e le performance delle nuove release ancora da perfezionare e la ricerca di partner e risorse adeguate e qualificate per gestire le fasi di design e implementazione dei progetti. Il recente programma di certificazione per i partner lanciato da Talend potrà su quest’ultimo punto essere d’aiuto.

SAS, una base clienti, per i prodotti DI, di 14.000 organizzazioni, ha tra i suoi punti di forza:

a) ampiezza e natura integrata dell’offerta: SAS utilizza una forte strategia di metadati per legare la propria offerta MDM e di data quality con quella di data integration (che include funzionalità di migration, bulk/batch, virtualizzazione, message-based, sincronizzazione e streams processing) ottenendo una completezza nell’offerta stessa particolarmente utile quando si processano, gestiscono e arricchiscono i dati per attività di analisi;

b) capacità di lavorare sulla data integration per generare decisioni operative grazie in particolare a SAS Decision Manager, un tool (non unico nel suo genere, ma con forti credenziali tra gli utenti) specificatamente pensato per creare correlazioni di dati da tradursi in modelli decisionali operativi.

Tra gli ambiti dove Sas ha margini di miglioramento, secondo Gartner, la semplificazione dei processi di installazione e aggiornamento e il perfezionamento di SAS Data Integration Studio (una componente di molti prodotti SAS) che in certi contesti ha creato problemi inaspettati sul fronte della metadata integration, problemi tuttavia contenuti e marginali rispetto alle forti capacità dei prodotti SAS in quest’ambito.

Oracle, una base di clienti, per i prodotti DI, di più di 10.800 organizzazioni, ha tra i suoi punti di forza:

  1. uno svariato numero di upgrade mirati rilasciati durante il 2016 che hanno molto arricchito il portfolio prodotti; quest’ultimo oggi include un largo numero di soluzioni per la data integration e a supporto delle tecnologie di data management (tra cui ricordiamo quelle di iPaas, metadata management, data quality e data governance) che consente ai clienti di non essere limitati nella proprie ambizioni di crescita;
  2. un ampio network di partner in grado di agevolare le fasi di implementazione delle soluzioni e il journey delle aziende;
  3. nuovi poteri acquisiti dai ruoli non-it sul fronte della costruzione, del test e dell’attivazione di nuovi flussi di integrazione, anche grazie all’arricchimento della soluzione con funzionalità di machine-learning.

Tra gli elementi cui prestare attenzione, Gartner indica i modelli di licenza e il pricing, che le aziende intervistate vorrebbero più flessibili, e alcuni bug nel software che generano ai clienti difficoltà nelle operazioni di aggiornamento e nelle fasi di migrazione verso le nuove release dei prodotti.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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