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Digital India Bill in arrivo: nuove regole per AI e fake news

Il governo indiano si prepara a presentare un aggiornamento delle sue norme sul mondo digitale. In cantiere anche una grande strategia di R&S sui semiconduttori, ma gli occhi del mondo e delle Big Tech restano puntati sulle future scelte riguardanti AI e fact checking

Pubblicato il 03 Lug 2023

concept di intelligenza artificiale e collaboration

L’attuale legge nazionale indiana sull’IT è così obsoleta che non menziona nemmeno Internet. Urge un update, il governo ne è pienamente consapevole da tempo, ma solo di recente ha avviato ufficialmente i lavori. A marzo 2023 sono iniziate le consultazioni sul Digital India Bill e, con esse, anche le indiscrezioni su quella che sarà la posizione assunta da uno dei Paesi di maggior peso sui mercati. Anche solo per una questione di numeri.

L’India vuole distinguersi: come?

Il debutto della prima bozza di questo disegno di legge è previsto nei prossimi giorni e sembra conterrà indicazioni su svariati temi, spaziando in tutto l’universo digitale.

Tra i passaggi più attesi, soprattutto a livello internazionale, c’è quello relativo alla supervisione dell’intelligenza artificiale, generativa e non. L’approccio scelto da questo Paese più che emergente, ruoterà molto probabilmente attorno al concetto di danno all’utente. Ricorda quello risk-based dell’Unione Europea, da certi punti di vista, ma tutto dipende dalle valutazioni puntuali che verranno effettuate. Il governo indiano ci tiene molto a specificare che farà di testa sua, definendo i sistemi di AI ad alto rischio, per regolarli in modo “speciale”.

Un altro tema che sta suscitando un vasto interesse è il modo in cui l’India regolerà i contenuti online. È ormai nota da tempo l’idea di voler implementare un servizio di fact checking gestito dal governo, con il potere di ordinare il takedown, e gli occhi di tutti sono puntati proprio su questa ipotesi.

La lotta alle fake news sarebbe prevista anche sui social media, con tanto di restrizioni forzate basate sull’età per i servizi che creano dipendenza, valutazioni del rischio degli algoritmi e norme che regolano la monetizzazione dei contenuti.

Alcune indiscrezioni parlano anche di una revisione delle responsabilità attribuite ai servizi on line che, secondo il nuovo Digital India Bill, potrebbero doversi curare di alcuni dei post dei loro utenti.

Affidabili indiscrezioni… un po’ preoccupanti

In parallelo al varo di questa nuova norma digitale, in bozza, è previsto anche il lancio della roadmap nazionale nel campo dei semiconduttori. L’idea del governo indiano è quella di annunciare una strategia nazionale esplicitamente volta a catalizzare l’ecosistema di R&S del settore nel Paese. Con un’impronta del tutto olistica, il nuovo quadro istituzionale in arrivo nelle prossime settimane sarà chiamato a coprire diverse aree come il packaging dei sistemi, le architetture dei chiplet, la tecnologia e il quadro di collaborazione.

Nonostante la rilevanza di questo settore, gli interessi a livello globale continuano a girare attorno all’atteso Digital India Bill. Dalle prime indiscrezioni, facile intuire che potrà trattarsi di un disegno di legge controverso, che farà discutere sia in patria che all’estero.

A livello internazionale, le novità sul fact-checking “governativo”, fanno temere una soppressione degli oppositori politici del governo. Nel mercato interno, le paure ruotano attorno alle reazioni delle Big Tech americane che potrebbero disinnamorarsi del Paese. Consapevole di essere un “bacino-utenti” appetitoso e in crescita, con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, l’India sembra certa di poter dettare legge, in casa propria, piegando le Big ai propri comodi. Non tutti ne sono certi, anche all’interno dei suoi confini, e comincia a nascere il timore che il Digital India Bill possa portare a un soffocamento dello sviluppo del settore tecnologico indiano

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