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Verso una business intelligence real-time

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Verso una business intelligence real-time

29 Apr 2009

di Nicoletta Boldrini

Sybase, azienda che ha progettato un data warehouse basato su colonne anziché record oltre dieci anni fa, vede il mercato della business intelligence sempre più orientato al real-time. ZeroUno ha incontrato il country manager italiano della società che ha parlato di driver, errori ed evoluzione dei progetti di BI e delle tecnologie ad essa collegate

Nel Cio Survey 2008 di Gartner la Business Intelligence è classificata al primo posto tra le priorità tecnologiche). Per capire come si sta muovendo oggi il mercato della business intelligence e del data warehouse, ZeroUno ha intervistato Fabio Todaro, country manager Sybase Italia.
Laureato con lode in Ingegneria Aeronautica presso l’Università La Sapienza di Roma, Todaro è giunto in Sybase nel 2007, dopo più di tre anni di carriera commerciale in Microstrategy Italia. Il suo punto di osservazione della BI è quindi doppio: a livello di front-end (Microstrategy sviluppa soluzioni software di business intelligence) e di back-end (grazie al ruolo ricoperto ora in Sybase, la cui offerta è fortemente focalizzata in ambito data warehouse e sui motori analitici).

ZeroUno: Dal punto di vista di osservazione di vendor e fornitore di tecnologia, come vede oggi il mercato della Business Intelligence?
Todaro: Le aziende oggi hanno assoluta necessità di avere informazioni per capire, direttamente dal loro patrimonio informativo, quale percorso intraprendere per differenziarsi sul mercato. Da un interesse generalizzato, si è passati a vedere la business intelligence come una necessità per l’analisi, lo sviluppo e la trasformazione del business finalizzati alla competitività. Considerando poi la dinamicità dei mercati degli ultimi anni e le previsioni future che, anche a seguito della congiuntura economica attuale, “costringono” le aziende a perfezionare costantemente il proprio modello di business, è facile comprendere come la BI sia diventata un supporto fondamentale. La forte attenzione verso la BI va però in parallelo con l’esigenza di indirizzare gli investimenti in progetti di successo e, possibilmente, con un ritorno a breve termine. E questo secondo aspetto sta diventato molto importante, anche a fronte di diversi casi di insuccesso dei progetti di BI.

ZeroUno: Quali sono a suo avviso le ragioni legate al fallimento dei primi progetti di BI?
Todaro: In una prima fase, si è cavalcata un’onda spinta principalmente dalle aziende dell’offerta, come spesso accade nel mercato Ict, e la risposta dell’utenza aziendale era forse più legata alla curiosità verso le nuove tecnologie che non al loro reale valore per il business. I vendor hanno cercato, come sempre, di anticipare i tempi; è normale però che serva del tempo affinché le tecnologie maturino. I primi interventi, quindi, sono soggetti alle inevitabili revisioni dovute proprio al fatto di essere progetti “in erba”.
Oggi le tecnologie sono mature e consolidate e il mercato della domanda, superata la curiosità iniziale, sceglie di indirizzare gli sforzi (economici e organizzativi) in progetti che diano un reale, e soprattutto tangibile, valore al business. I fallimenti oggi potrebbero quindi arrivare a seguito di un erroneo approccio al progetto. Parlare oggi di business intelligence non significa implementare una tecnologia e basta; non solo, partire da un maxi progetto tecnologico potrebbe non risultare nemmeno così utile. A nostro avviso, l’ideale è procedere per gradi a seconda delle singole esigenza dell’utente business. L’approccio che seguiamo come azienda, infatti, è quello di sviluppare singoli progetti di data mart estendibili a fasi successive all’interno dell’intera organizzazione. Naturalmente, supportiamo le aziende anche nell’implementazione di progetti più ampi come la realizzazione di data warehouse complessi. 

ZeroUno: Si parla quindi di una Business Intelligence sempre più real-time. Come si sta muovendo Sybase in questa direzione?
Todaro: La scelta di Sybase è stata quella di sviluppare, più di dieci anni fa, una soluzione completamente nuova differenziandoci dai nostri principali competitor (Microsoft, Ibm ed Oracle). Abbiamo quindi orientato gli sforzi sulla realizzazione di un motore puramente analitico (differenziandoci dall’offerta “tradizionale” di data base relazionali) per portare il data warehouse da grande contenitore unico di dati, necessario per fare analisi a posteriori, ad un nuovo sistema basato sul concetto di high availability, per poter inserire nel data warehouse informazioni di rilevanza strategica disponibili in tempo reale. L’evoluzione successiva è quella, naturale, della BI di tipo real-time che nel data warehouse ha il suo cuore tecnologico. L’idea è quella di consentire all’utenza business di poter fare analisi, anche sofisticate, esattamente quando e come servono, senza dover pre-impostare alcun tipo di schema.

ZeroUno: Quali sono le caratteristiche tecnologiche delle soluzioni che proponete al mercato?
Todaro: La nostra offerta si basa sulla tecnologia “column based”, ossia i dati all’interno del DBMS sono organizzati sotto forma di colonne invece che per righe (record). Attraverso questo accorgimento, il carico di lavoro in fase di lettura durante l’accesso e l’esecuzione delle interrogazioni sul database si riduce drasticamente. In questo modo, il data warehouse diventa un supporto valido per i cosiddetti processi OLAP (Online Analytical Processing). Non solo, sono garantite delle performance in termini di velocità di risposta e di riduzione degli spazi di memoria (e quindi anche di riduzione dei costi).

ZeroUno: In quali ambiti questa tecnologia trova il suo migliore utilizzo? 
Todaro: Sicuramente nel mercato Finance, per il quale abbiamo sviluppato delle soluzioni verticali come il RAP (Risk Analytic Platform, oggi diventato Real-time Analytic Platform). Si tratta di soluzioni che consentono di archiviare e analizzare grandi quantità di dati storici e in real-time, offrendo intelligence in tempo reale sui dati di trading e di mercato. Oggi, parliamo di Real-time Analytic Platform perché grazie alla tecnologia CEP (Complex Event Processing – elaborazione di eventi complessi), riusciamo a garantire l’esecuzione di analisi sui dati in streaming ad alta velocità offrendo agli istituti finanziari una piattaforma completa di analisi del ciclo di vita del trading, ossia quella BI real-time verso la quale vediamo andare il mercato.
Queste soluzioni, oltre a trovare una sorta di “collocazione naturale” in settori come quello del trading, del risk analysis o del fraud detection, risultano particolarmente utili in tutti quei settori e a tutte quelle funzioni di business che necessitano di avere informazioni in tempo reale e, soprattutto, di poter fare delle analisi in tempo reale. Tra i settori più interessati notiamo una certa dinamicità nell’ambito dei mercati Oil&Gas, Energy e Manufacturing per la parte dei processi industriali (ossia in tutte quelle aziende dove si utilizzano i sistemi SCADA – Supervisory Control And Data Acquisition – per l’analisi delle informazioniper finalizzate al controllo e monitoraggio di processi produttivi, logistici, ecc.), nonché in segmenti come Travel, Media, e Telco dove, per esempio, la gestione dei CDR (Call Data Recording – dati relativi alle chiamate) genera un’enorme mole di dati e informazioni che, analizzare in tempo reale o consultare senza dover attendere troppo tempo per la ricerca, può essere di grande vantaggio competitivo.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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