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Teradata alza la posta sulla Business Intelligence

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Teradata alza la posta sulla Business Intelligence

01 Ott 2008

di Giampiero Carli Ballola

La società sottolinea il suo impegno nel portare le capacità di intelligence delle imprese ai massimi livelli possibili in termini sia di tempi sia di volumi e tipologia di dati analizzati. Emerge il ruolo chiave della partnership con Sas in tale strategia

LISBONA – L’Enterprise Intelligence Summit che Teradata ha tenuto prima dell’estate nella capitale lusitana è stato il primo grande evento internazionale dedicato a utenti e partner dallo spin-off da Ncr, ed il fatto che si sia tenuto in Europa prova la grande attenzione che la società dedica all’area Emea, che contribuendo (dati 2007) solo al 25% degli 1,7 miliardi di dollari delle revenue globali, è quella che può offrire oggi i maggiori tassi di crescita. I motivi di questa crescita attesa si possono desumere dal discorso con cui Hermann Wimmer, presidente Emea, ha accolto i convenuti, osservando come vi siano tre fattori che “promettono di rendere roseo il nostro futuro”. Questi sono: la cosiddetta “democratizzazione” dell’informazione, ossia l’aumento sia degli utenti sia del tipo di analisi condotte, al servizio di un sempre maggior numero di operazioni; l’espansione del mercato potenziale, con l’ingresso di nuovi paesi e nuovi tipi di aziende utenti; il “change-effect”, cioè la necessità di essere preparati ai cambiamenti di ogni genere (riorganizzazioni, fusioni e acquisizioni, nuovi mercati, nuove strategie d’offerta, compliance a nuove leggi e quant’altro) che investono l’attività di un’impresa con le informazioni necessarie ad affrontarli. A nostro parere, è proprio quest’ultimo punto, con i cambiamenti in atto che oggi presentano quasi tutti i mercati del “vecchio” Continente, che rappresenta la maggiore opportunità che una società come Teradata possa trovare in Europa.
Questa visione è stata ribadita ed estesa da Mike Koehler, presidente e Ceo di Teradata, che subito dopo aver esordito sottolineando la solidità finanziaria della società (“niente debiti e 270 million dollar cash”), ha proseguito tracciando un panorama che vede crescere ruolo e funzioni della “intelligence” nell’impresa. Sull’onda di un “megatrend” che vede le società leader spostare l’ambito di applicazione delle analisi verso il front office e al di fuori dei confini delle organizzazioni, “spetta ai sistemi analitici guidare le decisioni di business, così come i sistemi gestionali aiutano a condurre le attività dell’azienda”, dice il Ceo.
Anche Charles Leadbeater, figura dalla multiforme attività (scrittore, analista, consulente del governo inglese e della BBC, nonché di società come Microsoft e Vodafone), che era a Lisbona come “visionary keynote speaker” ha parlato dell’innovazione nella gestione di una organizzazione data dall’azione parallela e coerente di sistemi analitici ed operazionali. Da noi intervistato al proposito, ha precisato che “fornendo a chi fa parte di un’organizzazione informazioni e strumenti d’analisi si stimolano forme di collaborazione spontanea che creano nuova conoscenza, ma che vanno collocate in processi strutturati perché possano esplicare il loro potenziale. Manca l’anello capace di portare agli executive l’innovazione che viene “dal basso”, raccogliendola in una base di conoscenza utile all’impresa; ed è un problema non tecnico ma organizzativo”.

Sas e teradata: dagli strateghi di Lisbona ai tecnici di Berlino
Passando dalle visioni al presente e dall’innovazione organizzativa a quella tecnologica, l’Intelligence Summit di Lisbona è stato polarizzato sulla partnership tra Teradata e Sas con la presenza dei Cto delle due società, Stephen Brobst e Keith Collins, rispettivamente. In una conferenza congiunta, i due hanno spiegato come sia in atto un intenso programma di ricerca comune con l’obiettivo di creare un modello di “in-database analytics”, che cioè preveda le funzioni di analisi come caratteristica del database, allo scopo di mantenere ed elevare il livello di conoscenza estraibile dai dati nonostante la proliferazione di questi ultimi e la loro dislocazione in basi logicamente, e talvolta fisicamente, separate. Dando alle funzioni di modeling e scoring della Sas Enterprise Intelligence Platform la possibilità di sfruttare direttamente le capacità di parallel processing dell’Enterprise Datawarehouse di Teradata, si realizza una piattaforma capace di eseguire dettagliati processi analitici su grandi e grandissime quantità di dati.
Poche settimane dopo la convention di Lisbona, si è tenuto a Berlino l’ottavo Teradata Technology Factory, evento dedicato agli aspetti tecnologici della relazione con i partner e i clienti al quale, per la prima volta, siamo stati ammessi come giornalisti e osservatori. Nell’occasione, è stata presentata la versione 5.2 del Teradata Warehouse Miner, che incorpora 50 nuove funzioni di analisi statistica supportate dal Sas Scoring Accelerator for Teradata. Eliminando la necessità di tradurre il codice Sas in una query Sql l’esecuzione dei modelli analitici Sas in Teradata viene drasticamente accelerata rendendo possibile, per esempio, un processo decisionale in tempo reale.
Sempre a Berlino sono state dettagliate le funzioni del Teradata-Sas Center of Excellence, iniziativa che caratterizza la fase iniziale della partnership. Si tratta di una struttura che fornisce agli utenti che dispongano, o intendano dotarsi, delle tecnologie dei due vendor, consulenza su architetture, soluzioni e best practices (nonché ambienti per “proof of concept” e benchmarking) da adottare a seconda dell’infrastruttura It e del settore d’industria.
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Enterprise data warehousing: le nuove soluzioni proposte da teradata

A Lisbona, durante L’Enterprise Intelligence Summit di Teradata sono stati fatti numerosi annunci di prodotto. I più importanti riguardano due nuove piattaforme di enterprise data warehousing basate sul motore database Teradata 12.0, con soluzioni analitiche calibrate su differenti livelli di necessità degli utenti. Si tratta del Teradata 2500, che Randy Lea, Vp Products & Services, definisce come: “una piattaforma entry level per la società che decide di dotarsi per la prima volta di un enterprise data warehouse capace di servire velocemente numerosi utenti impegnati contemporaneamente in query complesse al costo competitivo di circa 100mila euro per terabyte”. L’hardware, gestito da Suse Linux 64, è basato su processori Intel e storage industry standard, mentre database e utilities sono preinstallati per rendere il tutto rapidamente operativo. Di fascia più alta, con un costo calcolabile a circa 170mila euro per terabyte, il Teradata 5550 è progettato per assolvere ai compiti del cosiddetto “Active Data warehousing”, con più alti livelli di availability, prestazioni e carichi di lavoro; indirizzato a rispondere alle query a supporto non solo delle decisioni ma soprattutto delle operazioni, con analisi continue e in batch e in grado, afferma Lea, “di poter gestire con facilità i grandi volumi d’informazione derivanti dall’uso dell’Rfid e dei dati non strutturati”.


Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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