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QlikView, l’intelligence che pensa come noi

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QlikView, l’intelligence che pensa come noi

11 Mar 2009

di Giampiero Carli Ballola

Grazie a una tecnologia che si ispira al funzionamento della mente umana, la soluzione di business intelligence di QlikTech permette anche a utenti primi di formazione specifica di svolgere facilmente analisi complesse. E ora, grazie a una partnership con Sybase, porta queste capacità a quelle imprese che devono analizzare velocemente volumi di dati nell’ordine dei Terabyte

Le soluzioni di business intelligence hanno da tempo tassi di crescita alquanto superiori alla media del mercato del software applicativo. C’è però un vendor del settore la cui crescita è tale da porlo, da questo punto di vista, in una classe a sé, ed è QlikTech, meglio nota attraverso il brand QlikView che ne identifica l’offerta. Con un aumento del fatturato che da quattro anni consecutivi supera il 75% anno su anno, QlikTech è riconosciuta da Idc come il produttore di Bi in più forte crescita al mondo. Certamente, con un fatturato 2008 che il Ceo, Lars Bjork, dichiara cresciuto dell’80% rispetto agli 80 milioni registrati nel 2007 e quindi è di circa 145 milioni di dollari, QlikTech è ancora una società relativamente piccola rispetto ai suoi concorrenti, oggi più grandi che mai dopo l’ondata di acquisizioni che ha investito il settore. Ed essendo nata nel 1993 a Lund, in Svezia (dove c’è tuttora la Ricerca e Sviluppo, anche se il quartier generale si trova a Radnor, in Pennsylvania), è anche relativamente giovane. La sua crescita è quindi in parte fisiologica. Ma non si cresce ‘fisiologicamente’ del 75% all’anno se non c’è qualcosa che rende l’azienda molto competitiva. Nel caso di QlikTech ciò che la rende ‘speciale’ sta sostanzialmente nella sua tecnologia.
QlikView, la soluzione di Bi della società, funziona in base ad un principio innovativo (che le ha valso la collocazione nell’area dei ‘visionari’ nel Magic Quadrant di Gartner), che viene definito ‘associativo’. Sappiamo che compito di ogni applicazione analitica è di individuare, nella massa dei dati, ricorrenze significative (pattern) di alcuni elementi e di collegarle tra loro per trarne nuove informazioni. QlikView non opera tali collegamenti secondo logiche rigidamente prestrutturate, ma secondo associazioni che il motore di analisi (brevettato) può ridefinire nel corso stesso della query. Questa viene eseguita in memoria ed è quindi possibile modificarne i parametri senza lanciare una nuova ricerca. L’Associative Query Logic funziona quindi un po’ come la nostra mente quando si passa da un argomento all’altro per associazione di idee; risulta quindi particolarmente adatta all’analisi di dati non strutturati e un’indagine anche complessa viene eseguita facilmente, in modo quasi intuitivo, guidati da un’interfaccia grafica. La versione 8.5 di QlikView, disponibile dall’agosto scorso, offre poi, oltre alle funzioni tipiche di un ambiente di analisi evoluto, comprese simulazioni, analisi predittive e di budget e forecasting, la nuova funzione Set Analysis, che permette di fare confronti fra gruppi di dati associati, dando agli utenti un ulteriore strumento di ‘intelligence’ sui dati disponibili.
Infine, come sottolinea Massimo San Giuseppe, che dal 2006 (dopo esserne stato l’importatore dal 2002), guida la filiale italiana, “la facilità d’implementazione è tale da permettere un approccio al mercato basato sul ‘vedere per credere’. Nel senso che il potenziale cliente può, nel giro di una giornata, constatare come funzioni la soluzione proposta effettuando ‘on-site’ vere analisi sui suoi veri dati. Un approccio che funziona, dato che in pochi anni QlikView conta sul nostro mercato oltre 1.500 referenze presso medie e grandi imprese italiane e multinazionali”.
Lo scorso ottobre è stata annunciata una soluzione, sviluppata in collaborazione con Sybase, che combina le peculiarità di QlikView con la capacità di gestione di grandi volumi di dati ad elevati livelli di prestazioni e di scalabilità di Sybase IQ. Questo analytic server sfrutta particolari tecnologie d’indicizzazione e di compressione dati ed è progettato per distribuire alle soluzioni di data warehousing, Bi e reportistica volumi di dati dell’ordine dei terabyte, anche eterogenei e di tipo non strutturato. Sfruttando questa piattaforma QlikView può erogare le proprie analisi ad un gran numero di utenti contemporaneamente.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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