Sas e Big data: con gli utenti verso la nuova intelligence

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Sas e Big data: con gli utenti verso la nuova intelligence

Sono notevoli le opportunità offerte dai Big data secondo Jim Davis, Vice President e Chief Marketing Officer di Sas. Le criticità, tecnologiche e organizzative, non mancano ma i benefici sembrano non avere confini anche grazie alle spinte che arrivano da cloud e mobility. Intanto i vendor collezionano best practice e stringono partnership tecnologiche e commerciali

24 Mag 2012

di Nicoletta Boldrini

Nella grande arena della nuova Business Intelligence, la 'Big Intelligence' che vede nell'analisi in real-time di dati non strutturati e non residenti nei sistemi aziendali, i Big data, l'elemento differenziante rispetto al passato, Sas sta giocando un importante ruolo puntando sull'High Performance Analytics. Abbiamo recentemente incontrato a Roma Jim Davis (nella foto), Vice President e Chief Marketing Officer della società, che ha illustrato a ZeroUno lo scenario all'interno del quale intende oggi muoversi l'azienda. "L'obiettivo principale è costruire insieme alle aziende nuovi ambienti di Business Analytics in grado di garantire quella proattività tanto inseguita e oggi più che mai necessaria per competere e non soccombere ai 'giochi' del mercato", esordisce Davis.

"Le opportunità di business legate alla nuova intelligence dei Big data in questo momento sono colte principalmente dai settori Finance e Tlc ma la conoscenza in real-time dell'andamento delle vendite, per fare un esempio, o del comportamento di un utente/cliente che potrebbe avere una forte influenza sulla sua schiera di amici e parenti possono diventare fattori critici di competitività anche per il mondo Manufacturing o il settore Retail", osserva Davis. "Bisogna poi considerare tutti quei vantaggi e quelle opportunità non necessariamente di natura economica ma di valore sociale che portano comunque benefici a cascata anche sui conti economici”. Tra gli esempi ricordati da Davis a questo proposito segnaliamo, per esempio, il miglioramento dei rapporti tra cittadinanza e Pubblica Amministrazione attraverso un indirizzamento dei servizi pubblici realmente strutturato sulla base delle necessità della popolazione; gli impatti sul mondo della Sanità e dell'Healthcare, con sistemi di analisi in grado di prevenire epidemie o di garantire diagnosi più efficaci e tempestive (che sui conti pubblici si traducono in enormi risparmi sulle cure); oppure alla più efficace gestione e prevenzione delle frodi incrociando i dati non solo relativi all'utilizzo di una carta di credito ma anche a quelli del comportamento e dei gusti del titolare; infine un più efficace controllo dell'evasione fiscale attraverso analisi sofisticate che prendono e incrociano dati anche dai canali web e dai social network.

Un nuovo modo di fare business intelligence

"Ci troviamo di fronte a un nuovo modo di fare business intelligence, sia sul piano strategico di business sia sotto il profilo tecnologico – osserva Davis – ma le sfide sono ancora molte".

Parliamo di un nuovo modo di fare intelligence che trae dai Big data, intesi in questo caso come dati non strutturati e non residenti nei data base aziendali, la linfa vitale ma che deve fare i conti con le "3 V": il Volume dei dati che cresce a ritmi incessanti; la loro Varietà, dato che provengono da fonti diverse e non sono classificati e immagazzinati nelle architetture aziendali; la Velocità con cui crescono e cambiano.

"Le criticità maggiori derivano proprio dalla capacità di analisi di questi dati – spiega Davis – che non significa solamente riuscire a catturarli ma anche processarli per estrarne 'solo' la conoscenza che può essere utile ai fini di business. Processarli nel 'linguaggio Sas' significa trasformarli in dati utili, anche e soprattutto sotto il profilo della data quality, per poi poterli utilizzare nei vari processi di Information Management e di Business Analysis. Il tutto in modo molto veloce e quindi con tecnologie completamente nuove rispetto al passato (come l'in-memory analytics)".

Le strade aperte dall’High Performance Analytics

Sas, in particolare, ha concentrato gli sforzi degli ultimi anni verso l'High Performance Analytics, "Il più importante passo avanti nella tecnologia di Sas degli ultimi dieci anni”, così come dichiarato dallo stesso Ceo e fondatore, Jim Goodnight (nella foto) che ha mostrato al pubblico il cuore tecnologico su cui è costruita l'offerta Sas.

"High Performance Analytics consente di andare oltre le tradizionali tecniche di query e reporting – ha spiegato Goodnight -. Impiegando balde server standard e commerciali (intesi cioè a basso costo), l'architettura in-memory con elevate performance consente di creare modelli di diversi scenari, utilizzando tutta la mole di dati a disposizione, anche e soprattutto non strutturati, per effettuare analisi, anche predittive, in pochissimi minuti".

"In-memory, Big data e Business Analytics sono le tre parole d'ordine su cui abbiamo costruito la nostra piattaforma e su cui abbiamo disegnato la nostra roadmap tecnologica evolutiva", puntualizza Davis.

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In particolare, Sas punta sulla combinazione dei suoi software di analisi con hardware appliance progettate per effettuare rapidi calcoli analitici utilizzando risorse in-memory. Si tratta di 'hardware-ready software package' che combinano la scalabilità di Hadoop Distributed File System (Hdfs) e la velocità dei sistemi di processing in-memory di un ambiente cluster server balde Ram-intensive (basati su tecnologia Sandy Bridge di Intel).

Combinazione che deriva da importanti partnership tecnologiche (non ultima quella con Greenplum, la società recentemente acquisita da Emc), "una delle leve su cui è stato costruito il recente piano di crescita e sviluppo della nostra società", dice Davis.

La discontinuità con il passato su skill e processi

"Il tema Big data sta comportando per le aziende un vero cambio di mentalità – aggiunge Davis -. Stiamo parlando di una forte discontinuità con il passato perché l'intelligence dei dati avveniva sullo storico e attraverso fonti di dati conosciute e strutturate. Oggi invece si fanno in real-time e con dati esterni ai confini aziendali. È chiaro dunque che un passaggio simile richiede tempo per essere attuato e soprattutto implica un percorso di trasformazione aziendale decisamente impattante. La nostra strategia è quella di affiancare le aziende in questo percorso ma per farlo abbiamo bisogno dei partner, non solo commerciali ma anche tecnologici e consulenziali quali Accenture o Deloitte, solo per citarne un paio".

L'accompagnamento lungo questo percorso si rende necessario in virtù del fatto che la Big Intelligence, o meglio, come la definisce Sas, la Big Analytics non è una questione confinata ai puri aspetti tecnologici: "Anzi – dice Davis – la tecnologia arriva per ultima".

"Riuscire a sfruttare i Big data in modo efficace richiede processi e skill differenti rispetto al passato – riflette Davis – non a caso si parla sempre più frequentemente di 'data scientist', figure professionali che stanno a metà tra il business e l'It e hanno competenze in materie matematiche, statistiche e di analisi. Sono coloro che dovranno identificare gli algoritmi specifici per il data mining, individuare i modelli e i criteri di analisi più opportuni e disegnare i nuovi processi di Information Management individuando le vie più innovative per migliorare la gestione dei dati: dalla loro estrazione, raccolta, lettura, ecc., fino alla loro analisi e all'output finale da cui derivare decisioni sia operative sia strategiche".

Ad accelerare questo percorso di trasformazione, che Davis vede lungo ma senza vie di fuga, due importanti trend 'collaterali': cloud computing e mobility. "Il cloud diventa una risposta agile per la fruizione delle infrastrutture sottostanti abilitanti i processi di analisi (capacità di calcolo, storage, ecc.), nonché per la 'distribuzione' via web delle applicazioni di analisi – conclude Davis -. La mobility diventa un importante acceleratore perché garantisce ancor più velocità a livello decisionale potendo fare analisi anche sofisticate e predittive attraverso un tablet".

Anche in questo caso Sas non si farà trovare impreparata: è recentissimo l'annuncio di Visual Analytics, una soluzione di analisi che include: un'interfaccia centrale da cui avviare i diversi elementi di analisi; uno strumento per visualizzare report, connettersi a server e scaricare informazioni; uno ad hoc di data discovery e visualizzazione per esplorare e analizzare i dati; un designer per creare report e dashboard standard e personalizzati (i componenti lato server funzionano su Red Hat o Suse Linux, mentre il client mobile è disponibile per Apple iPad ma saranno a breve supportati anche altri dispositivi di tipo mobile).

Nicoletta Boldrini

giornalista

Segue da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Ha fondato il portale AI4Business di DIgital360 ed è stata direttore di ZeroUno da aprile a dicembre 2019. Il suo motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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