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Da Npo Sistemi arriva il database virtuale

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Da Npo Sistemi arriva il database virtuale

06 Nov 2013

di Arianna Leonardi

Da settembre, il system integrator è diventato fornitore unico in Italia per l’Agile Data Platform di Delphix, che permette la virtualizzazione e il self-provisioning dei database
di produzione per attività di test e sviluppo. Tra i vantaggi, riduzione dei costi infrastrutturali/operativi e miglioramento del time-to-market nella delivery applicativa.

Dalla gestione finanziaria alla customer care, oggi quasi ogni processo di business è supportato da applicazioni che girano su banche dati sempre più grandi e difficili da gestire: un’organizzazione di fascia enterprise tipicamente impiega settimane per creare e mantenere anche fino a dieci copie di database per attività di testing, sviluppo, quality assurance e reporting, con costi infrastrutturali e operativi che lievitano in modo esponenziale.
In questo scenario, Npo Sistemi propone, unico in Italia, l’Agile Data Platform di Delphix, il software intelligente che, abilitando la virtualizzazione e il self-provisioning di database Oracle e Microsoft Sql per esigenze di test & development, promette di ridurre tempi, spese e complessità della delivery applicativa.

Francesca Cieloscuro, Business Development Manager Delphix di Npo

“Si tratta di una tecnologia totalmente innovativa – spiega Francesca Cieloscuro, Business Development manager Delphix di Npo -, che ci permette di completare la nostra offerta di virtualizzazione, affiancandosi alle soluzioni di Vmware e Citrix. Sviluppata da Jedidiah Yueh, l’inventore del software di deduplica Avamar acquisito nel 2006 da Emc, la soluzione sostituisce lo strato storage necessario per effettuare il provisioning del database con un’appliance virtuale, Delphix Engine, che ha una capacità di compressione dei dati fino al 90%”. E se la portata “rivoluzionaria” della piattaforma non fosse evidente, Cieloscuro porta ad esempio il caso di un’azienda che per svolgere attività di test e sviluppo è arrivata a replicare fino a sette volte gli ambienti di produzione: “Se ogni database occupa uno spazio di 5 terabyte, saranno necessari ben 35 terabyte di storage aggiuntivi, con tutti i costi infrastrutturali e di gestione che ne derivano, senza considerare quelli per il backup. Il database virtuale, invece, peserà solamente 2,5 terabyte e andrà a servire dinamicamente un numero potenzialmente illimitato di ambienti di test e sviluppo, introducendo un nuovo concetto di flessibilità”.
I benefici si riassumono in savings economici e accelerazione del time-to-market dei progetti, grazie al self-provisioning dei database, che elimina le lungaggini delle fasi di richiesta e approvazione, e a operazioni complesse come i refresh che si riducono da settimane a minuti.
“Vantaggi di business, quindi – sottolinea Cieloscuro – che rendono il Cio il nostro interlocutore privilegiato, almeno nella fase di pre-sale, prima di passare a figure più tecniche nell’ambito dei sistemi informativi. Non è semplice proporre una tecnologia che non ha eguali sul mercato, proprio perché non è conosciuta e non dispone a priori di budget dedicati. L’approccio di Npo si basa quindi sulla presentazione di un business plan concreto, che riguarda le voci infrastrutture/storage per il 20% e l’agility, ovvero la flessibilità nell’operatività quotidiana, per il restante 80%”.
A trarre le massime opportunità da Delphix sono, ovviamente, le large enterprise e i settori caratterizzati da un’attività più intensa di test e sviluppo: per citare alcune referenze insigni a livello internazionale, Facebook, Procter&Gamble e Deutsche Bank (“Si tratta sempre di progetti di grande valore economico, che però vedono un rientro degli investimenti già dal primo anno”, precisa Cieloscuro). In Italia, Npo Sistemi ha iniziato a pubblicizzare la nuova offerta a partire dallo scorso settembre: “Abbiamo già una pipeline su circa 30 aziende e alcune opportunità concrete – conclude la manager -, grazie alla reputazione di trusted advisor che ci avvantaggia nel portare al mercato una nuova tecnologia”.

Arianna Leonardi

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