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Cos’è Project treble e come frenare il dilagare di malware per Android

Con la pubblicazione del nuovo Android 8.0 “Oreo” Google ha presentato il suo “Project Treble”; gli sviluppatori Android puntano a una distribuzione generale degli aggiornamenti più rapida

Pubblicato il 13 Mar 2018

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3 milioni di nuovi malware per Android rilevati nel 2017, cioè 343 nuovi malware all’ora; quasi 800mila nel solo quarto trimestre, ossia più di 8mila al giorno. Sono alcuni dei dati resi noti da G Data Security Labs, che hanno verificato una minima riduzione del tasso di crescita delle minacce ma non tale da indurre a non utilizzare una security app dotata della scansione antivirus, per identificare eventuali trojan, malware e altri codici malevoli sui dispositivi Android e nelle applicazioni.

Il recente caso di Meltdown e Spectre ha nuovamente evidenziato quanto sia necessario riconsiderare la sicurezza dei dispositivi mobili. Con “Project Treble”, una funzione disponibile con la più recente versione di Android, Google tenta di accelerare la distribuzione degli aggiornamenti agli utenti.

Nel solo 2017 diversi sviluppatori e ricercatori hanno rilevato 842 falle nelle diverse versioni del sistema operativo firmato Google. Questo predominio si può argomentare adducendo il fatto che Android è un progetto open source, sono quindi molte le persone che hanno la possibilità di apportare modifiche e condurre ricerche sul software. Il problema tuttavia non si limita alle vulnerabilità del software ma riguarda anche e soprattutto le falle dell’hardware. Meltdown e Spectre, cui si è accennato, sono infatti gravi falle di sicurezza dei processori utilizzati anche nei dispositivi mobili e hanno mostrato ancora una volta quanto sia necessario velocizzare i processi al fine di assicurare agli utenti aggiornamenti tempestivi, poiché la maggior parte dei cyber attacchi sfrutta vulnerabilità note.

Che cos’è Project treble?

Gli aggiornamenti di Android costituiscono da sempre un tema spinoso – non solo dal punto di vista degli utenti. Le vulnerabilità vengono rese note sempre più frequentemente e a distanza sempre più ravvicinata e proprio gli smartphone sono maggiormente a rischio. Con la pubblicazione del nuovo Android 8.0 “Oreo” Google ha presentato il suo “Project Treble”. Gli sviluppatori Android puntano a una distribuzione generale degli aggiornamenti più rapida, con l’intento di non limitare la ricezione tempestiva degli update ai soli modelli Pixel e Nexus.

Fino ad ora infatti era necessario rispettare cinque fasi prima della pubblicazione di un aggiornamento: il team Android metteva a disposizione un codice open source che i produttori di processori potevano adattare ai propri hardware specifici. Dopo di che era il turno dei produttori di smartphone, a cui veniva data la possibilità di personalizzare la nuova release. I provider che vendono propri dispositivi mobili ai clienti, avevano anch’essi l’opportunità di apportare le proprie modifiche al software. Solo allora si poteva rilasciare la nuova versione del sistema operativo. Questi processi concatenati richiedono da sempre tempi molto lunghi, con la conseguenza che gli utenti ricevono gli aggiornamenti a mesi o addirittura anni di distanza (e in alcuni casi neanche mai) rispetto al rilascio da parte del team Android.

Tramite “Treble” Google ha modificato il processo e messo a disposizione una cosiddetta “interfaccia vendor” quale trait d’union tra il Framework Android-OS e gli adeguamenti del produttore. Tale interfaccia contiene tutte le informazioni specifiche rilevanti per l’hardware, come ad esempio i driver dei chipset. I produttori di smartphone possono così consegnare rapidamente gli update di Android, senza doverli adattare alle proprie esigenze.

Gli utenti avrebbero finalmente l’opportunità di beneficiare degli aggiornamenti di sicurezza più rapidamente senza doversi più preoccupare dei lunghi tempi di attesa. Sono soprattutto gli smartphone di fascia bassa a non ricevere alcuna protezione contro le vulnerabilità, sovente perché già in fase di produzione montano un software obsoleto.

In pratica, “Project Treble” è disponibile su tutti gli smartphone che sin dalla produzione dispongono di Android Oreo. Tuttavia, un aggiornamento alla versione 8.0 successivo alla produzione non garantisce la fruibilità del progetto, poiché Google lascia ai produttori la libertà di scegliere se fornire o meno la funzione con l’aggiornamento. Al momento dell’acquisto di un nuovo smartphone con sistema operativo Android, gli utenti dovrebbero quindi assicurarsi che sia dotato della versione 8.0 di Android di fabbrica e che quindi integri il “progetto Treble” by default.

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