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Red Hat preme l’acceleratore sulle cloud ibride

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Red Hat preme l’acceleratore sulle cloud ibride

01 Mar 2013

di Riccardo Cervelli

La società dell’open source mission-critical ha potenziato la propria piattaforma di virtualizzazione, premiata anche da un software vendor come Sap, e innovato le proposte per le aziende che puntano su modelli cloud ibridi per aumentare l’elasticità e le performance dei propri sistemi informatici

Per essere più innovative, capaci di cogliere nuove opportunità di business, adottare nuovi modelli organizzativi, le aziende hanno bisogno di infrastrutture in grado di “abbracciare nuove tecnologie, essere più orientate al business ed essere più sostenibili ed elastiche”. È la convinzione di Gianni Anguilletti, country manager di Red Hat per l’Italia.
Negli ultimi anni Red Hat, che è famoso soprattutto per l’offerta di una distribuzione Linux di livello mission-critical – Red Hat Enterprise Linux –, e di altri software middleware open source che permettono l’implementazione e la gestione business oriented delle applicazioni (come l’application server JBoss), ha puntato energicamente sulla virtualizzazione e quindi sul cloud computing.
L’ultima release di Red Hat Enterprise Virtualization, la 3.1, già disponibile in tutto il mondo, ha aggiunto nuovi strumenti di gestione e visto aumentare la scalabilità, le performance (l’hypervisor Kernel-based Virtual Machine, Kvm, vanta eccellenti risultati di benchmark a 2, 4 e 8-socket) e le funzionalità di networking e di storage. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, va segnalata l’integrazione con Red Hat Storage, una soluzione open source e scale-out per la gestione dei dati a livello di blocchi, file e oggetti, strutturati e non strutturati.
Per quanto concerne il cloud, Red Hat scommette sul supporto alla realizzazione e gestione di cloud ibride Iaas (Infrastructure-as-a-service). Con CloudForms la multinazionale offre una piattaforma per rendere disponibili agli utenti risorse computazionali in modalità self-service in maniera gestita e sicura. La versione 1.1 offre – oltre al supporto di quattro lingue aggiuntive – strumenti inediti per gli amministratori e il supporto Ldap per consentire alle aziende di sfruttare le loro soluzioni di identity management dentro CloudForms. Inoltre sono state lanciate altre soluzioni con set completi di componenti software per l’implementazione rapida di cloud ibride, anche con la possibilità di acquisire ore di elaborazione da provider Red Hat Certified Public Cloud.
Nel commentare l’approccio di Red Hat alla virtualizzazione e al cloud, Anguilletti sottolinea, infine, come “la nostra tecnologia è agnostica rispetto alle infrastrutture hardware e ai sistemi di virtualizzazione”. Il country manager, sotto questo punto di vista, segnala “l’accordo tecnologico con Microsoft, che ci permette di supportare in modo incrociato i nostri due ambienti di virtualizzazione”. Inoltre Anguilletti riconosce che “in passato Red Hat non è stata brava a comunicare il livello di sicurezza offerto dalla sua piattaforma di virtualizzazione, che garantisce l’impossibilità di intrusioni fra le virtual machine”. Questi e altri aspetti – come la completezza funzionale e le elevate performance computazionali – hanno convinto da anni perfino un vendor come Sap a collaborare con Red Hat e a certificare le nuove release di Red Hat Enterprise Virtualization per le proprie soluzioni.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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