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Sap: semplificazione, network economy e giovani

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Sap: semplificazione, network economy e giovani

19 Dic 2014

di Riccardo Cervelli

“Run simple” sintetizza la vision del vendor tedesco per accompagnare le aziende verso i prossimi modelli di business e aiutarle a semplificare la complessità. Questo il focus del Sap Forum 2014 durante il quale ZeroUno ha intervistato Steve Tzikakis, Vice President e General Manager di Sap South Europe sulle strategie dell’azienda tedesca anche in merito ai giovani e alle startup

MILANO – Ospitati dall’amministratore delegato di Sap Italia, Luisa Arienti, nel corso dell’edizione italiana del recente Sap Forum 2014 hanno fatto il punto sulla “nuova Sap” executive dell’Erp vendor quali Simon Paris, President Industry Cloud, e Timo Elliott, Global Innovation Evangelist. Nella stessa occasione ZeroUno ha potuto intervistare Steve Tzikakis, Vice President e General Manager di Sap South Europe, un giovane manager che ha subito dimostrato di tenere molto ai giovani e all’Italia. Sempre nella cornice dell’evento, è stata annunciata la partnership con Ibm per l’utilizzo dei servizi cloud di Softlayer, società acquisita da Big Blue. Ma andiamo con ordine.

Luisa Arienti – Amministratore Delegato, Sap Italia

Il claim dell’edizione 2014 della kermesse era “Innovation through simplification”. Non si tratta certo di una promessa esclusiva di Sap, ma di un cavallo di battaglia oggi di molti vendor in grado di coniugare una vasta offerta di tecnologie e servizi, il supporto di diversi paradigmi architetturali, l’esperienza in svariati modelli di business di diversi settori tradizionali e innovativi. Arienti sintetizza così questa strategia: “Gestire la complessità in modo semplificato, ovvero ‘run simple’, non significa che le aziende facciano cose semplici, ma che possano fare le cose più sofisticate, necessarie per competere, in modo più facile”.

Simon Paris President Industry Cloud, Sap

Dove sta la capacità di Sap di soddisfare queste aspettative? Si ritrova innanzitutto nel proprio impegno a innovare costantemente. Paris fa il quadro di una Sap che, negli ultimi anni, ha reso possibile utilizzare le applicazioni più tradizionali (financing, gestione della produzione, dei magazzini, delle vendite ecc.) e quelle più innovative (Human capital management, mobile Crm, Supply chain management) su diversi tipi di sistemi (on premise, private cloud e public cloud) in modo flessibile, ma sempre perfettamente integrato. Inoltre oggi consente di scegliere tra modalità di gestione dei dati tradizionali o in memory, grazie alla piattaforma Hana, una tecnologia che abilita l’analisi in tempo reale con drill down molto approfonditi. Ad Hana ha fatto di nuovo riferimento anche Elliott. “Perché puntiamo molto su questa piattaforma? Perché è semplice da implementare, è cost effective ed è un elemento chiave per supportare i business del futuro. Inoltre, per tornare al tema di oggi, semplifica l’approccio agli altri nostri prodotti, garantendo più agilità, controllo, facilità di comunicazione, di pianificazione e di gestione delle eccezioni”.

Vincere le sfide del Sud Europa

Steve Tzikakis – Vice President e General Manager, Sap South Europe

Della situazione del mercato del Sud Europa, dei benefici che le soluzioni Sap possono offrire alle aziende locali, e delle iniziative che il vendor sta implementando a favore dei giovani e delle startup, ce ne parla Tzikakis. “Questo mercato si caratterizza per un elevato livello di incertezza. Va segnalato che appartiene a quest’area la maggior parte delle banche che non ha superato i recenti stress test della Banca centrale europea. Il mercato dei capitali mostra un’alta volatilità. Ma soprattutto è grave il tasso di disoccupazione giovanile, che in Italia raggiunge la percentuale maggiore”, dice il top manager il quale, tuttavia, riesce a vedere anche una prospettiva positiva: “Nonostante lo slowdown economico, in Italia ci sono aziende che si distinguono per aver già abbracciato tecnologie di nuova generazione”. Cosa intende Tzikakis con questa definizione? Brevemente fa una cronistoria: “Nel giro di cento anni siamo passati dalla rivoluzione industriale alla internet revolution, per arrivare alla network revolution. O in altri termini alla network economy”. Ovvero? “Intendo una società in cui tutti i device e tutte le persone sono iperconnesse. Grazie a Internet all’improvviso si sono connessi tutti i computer. Nella network economy sono collegati tutti gli individui, perché tutti abbiamo un mobile device. Non sono connesse solo le persone, bensì anche una moltitudine di reti e processi. Se vogliamo acquistare della frutta e verdura, non dobbiamo necessariamente andare in un negozio; possiamo comprarla dal tablet mentre ci troviamo sulla metropolitana e farcela recapitare a casa. Oggi è possibile scegliere tra numerosi canali di acquisto. Inoltre alcune realtà passano da un modello di produzione di massa a uno di produzione personalizzata grazie alla stampa 3D. Insomma, tutto si sta realmente trasformando e Sap ha tutto ciò che serve per abbracciare questi cambiamenti”.

Timo Elliott – Global Innovation Evangelist, Sap

In Italia si studia Sap e si coinvolgono le startup

Cosa rappresenta l’Italia per Sap oggi? “L’Italia è la country che sta crescendo di più in Emea, con un tasso d’incremento delle licenze del 23% sull’anno precedente. E a trainare questo trend non sono solo le aziende top ten e i tradizionali settori. Siamo entrati nel settore dello sport, cresciamo nel Fashion e nel Public sector”. E per quanto riguarda i giovani? “La disoccupazione giovanile è il tema che mi sta più a cuore. Sap ha lanciato programmi per favorire la formazione sulle sue tecnologie all’interno delle università e nelle scuole superiori; in Italia sono undici fra le prime e una fra le seconde. Alcuni dei migliori talenti che escono dalle università li portiamo a perfezionarsi in America e poi li assumiamo. Abbiamo anche programmi di supporto a startup create da neolaureati cui forniamo Hana e che aiutiamo e seguiamo nello sviluppo di soluzioni innovative. Quelle di migliore qualità e più interessanti per i nostri clienti le sosteniamo anche nella fase di commercializzazione”. E in quest’attenzione verso i giovani e le start up, Sap sta riuscendo a coinvolgere anche diversi clienti. 

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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