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Per le aziende e l’IT l’efficienza viene prima della cura del cliente?

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Per le aziende e l’IT l’efficienza viene prima della cura del cliente?

16 Giu 2010

di Paolo Lombardi

Dai risultati di un survey di SAP Italia qualche considerazione sulle pratiche dei reparti IT in tempo di crisi. E qualche contraddizione in tema di sostenibilità ambientale

Poche le prospettive di ripresa dei budget IT per quest’anno e aziende concentrate sull’efficienza dei processi interni ma con occhi e orecchi poco attenti alla cura del cliente. E i Cio mostrano una forte considerazione del proprio ruolo in azienda e del proprio contributo all’innovazione. Questi alcuni highlight emersi da un’inchiesta presentata da Sap Italia a un centinaio di aziende partner e clienti.

L’interno e l’esterno
Sembra interessante insistere su alcune risposte che indicano un trend caratteristico di questa fase di crisi. Per esempio, il 90% delle risposte ritiene aumentata rispetto al passato l’importanza della funzione IT in azienda per quanto riguarda l’integrazione con il business; e a un’altra domanda, il 25% dei Cio risponde di passare oltre metà del proprio tempo a “interloquire con il top management e i responsabili di divisione o di business”. E ancora, alla domanda sulle iniziative della funzione IT che hanno portato innovazione e valore all’azienda, le prime tre risposte dei Cio sono le seguenti: riduzione significativa dei costi (25%); miglioramento della collaborazione interna (23%); efficienza/integrazione nei processi aziendali (28%); a scapito delle iniziative di caratterizzazione competitiva sul mercato (4%) e del miglioramento della relazione con i clienti (10%). Da queste risposte sembra emergere un trend abbastanza netto: di fronte ai colpi della crisi dell’economia e dei mercati, le aziende e i reparti IT hanno concentrato le proprie risorse più che verso il consolidamento del proprio parco clienti o la ricerca di nuovi clienti, alla riorganizzazione, all’efficienza e alla razionalizzazione dei processi interni, non solo per tagliare i costi ma anche per raggiungere superiori livelli di collaborazione e di integrazione tra i processi di business e l’IT.

SAP, colosso virtuoso
In questo scenario si inserisce anche il tema dell’attenzione – a parole e nelle pratiche – ai temi della sostenibilità ambientale da parte delle aziende. Se infatti in termini generali 8 aziende su 10, sollecitate dalla survey di Sap Italia, si dicono convinte dell’importanza del tema e della necessità di un impegno in questo senso, a una domanda un po’ più stringente sulla valutazione della maturità delle politiche di sostenibilità delle proprie aziende, metà circa dei Cio interpellati la giudicano bassa, il 41% non va oltre un giudizio di ‘media’ e solo il 10% la definisce ‘alta’. Insomma, tra il dire e il fare… E tuttavia la crescente sensibilità sociale al tema porta sempre più aziende ad adeguarsi a pratiche sostenibili, pena l’esclusione dalle gare o forti perdite di immagine. Sap è stata tra i più reattivi rispetto a questi orientamenti con un impegno concreto e misurabile nella riduzione delle emissioni di CO2 nelle proprie sedi, nella riduzione dell’uso della carta negli uffici e nell’utilizzo di tecnologie di collaborazione come videoconferenze e telepresence. Intanto la filiale italiana ha provveduto anche alla nomina di Clara Covini a proprio Chief Sustainability Officer, con riporto diretto all’amministratore delegato.

Paolo Lombardi

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