Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Aumentano le applicazioni Rfid

pittogramma Zerouno

Aumentano le applicazioni Rfid

05 Lug 2006

di Redazione

L’Osservatorio Rfid della School of Management del Politecnico di Milano ha rilasciato i dati dell’indagine sullo stato dell’arte del Rfid in Italia. Emerge il consolidamento della tecnologia in alcuni settori e sembra crescere la consapevolezza dei vantaggi di questa tecnologia. Una fotografia di dettaglio sulle applicazioni di questa tecnologia emergente.

Con 345 applicazioni analizzate in più (erano 152 nella precedente indagine, sono 497 oggi, delle quali 200 avviate nell’ultimo anno), l’indagine svolta dall’Osservatorio Rfid della School of Management del Politecnico di Milano rappresenta ormai un punto di riferimento importante per analizzare lo stato dell’arte di questa tecnologia in Italia. Da una prima fotografia emerge il peso preponderante delle applicazioni nei settori dei servizi (quasi il 60% del totale) e, in particolare, nelle aree dell’Edutainment e del Trasporto Persone, mentre risultano ancora limitate e, soprattutto, in fase di progetti pilota, le applicazioni in ambito manifatturiero (a parte Automotive ed Elettrodomestici); estremamente dinamici risultano il Grocery e Fresco e il Tessile e Moda.
Per quanto riguarda le aree aziendali più interessate a questa tecnologia, l’indagine evidenzia il supporto alle operations nei settori manifatturiero, dell’allevamento e in agricoltura; in fase di sviluppo il supporto alle operations nel settore dei servizi mentre risultano ricchi di applicazioni gli ambiti del ticketing, Crm e fruizione di servizi nel Trasporto Pubblico e del ticketing e Crm nell’Edutainment. Per quanto riguarda la logistica e il trasporto merci, è vero che si tratta di aree di fortissimo interesse per questa tecnologia ma ci troviamo ancora principalmente a livello di sperimentazione a causa della parziale disponibilità delle tecnologie (per esempio l’indisponibilità operativa, in Italia, della bande Uhf). Si guarda poi con molta attenzione alle applicazioni di Crm nella Gdo e nel retail ma qui le perplessità e il principale inibitore riguardano le problematiche della privacy.
Sul grado di pervasività di queste tecnologie l’indagine rileva alcuni esempi, in numero significativamente maggiore di quanto emerso lo scorso anno, nei quali la medesima soluzione Rfid è utilizzata per supportare molteplici attività nella catena del valore di un’organizzazione. Si notano poi un certo numero di applicazioni che travalicano i confini aziendali, promosse per esempio da realtà consortili senza le quali, invece, è raro che le applicazioni si estendano al di fuori dell’organizzazione.

Dal supporto alle operations al Crm
Entriamo ora più in profondità e analizziamo i diversi ambiti applicativi dove l’indagine ha rilevato un uso, più o meno diffuso, delle tecnologie Rfid.

Supporto alle operations nel manifatturiero – Si tratta di un ambito applicativo ampiamente consolidato in tutte quelle realtà dove ci sono linee automatizzate di assemblaggio (nell’Automotive e negli Elettrodomestici, per esempio, l’uso di tag Rfid all’interno delle linee di assemblaggio avviene da oltre 10 anni). Un altro settore particolarmente attivo in questa area è quello del Tessile e della Moda, dove emerge l’importanza di queste tecnologie nella tracciabilità, avanzamento e memorizzazione della storia produttiva dei tessuti. Infine è particolarmente attivo il settore alimentare dove si trovano interessanti applicazioni a supporto di attività che consentano la riduzione dei costi e di errori umani.

Supporto alle operations in allevamento e agricoltura – Applicazioni ormai consolidate ed ampiamente diffuse risultano quelle che utilizzano le tecnologie Rfid a supporto della gestione automatizzata delle principali attività operative, dall’alimentazione, all’aggiornamento dell’anagrafe, alla mungitura.

Supporto alle operations nei servizi – Si tratta di applicazioni molto diversificate dove la tecnologia Rfid consente di raggiungere maggiore efficienza e qualità dei servizi operativi. Particolarmente significativi sono i progetti Rfid nel settore del Trasporto Pubblico (dalla gestione dei bagagli negli aeroporti all’identificazione dei passeggeri), nella gestione della raccolta dei rifiuti, nelle biblioteche, in ambito ospedaliero per la corretta identificazione incrociata paziente-materiali. Infine l’indagine rileva alcune interessanti applicazioni nel settore Edutainment.

Ticketing, Crm e fruizione servizi nel Trasporto Pubblico – Già da alcuni anni esistono in questo ambito progetti di assoluta rilevanza che prevedono l’utilizzo di carte contactless (in genere personali) per validare il proprio titolo di viaggio. La complessità di questi progetti (dove è necessario far interagire molteplici organizzazioni) comporta necessariamente il fatto che per la loro realizzazione siano necessari alcuni anni, ma è interessante notare che a queste applicazioni ne sono spesso associate altre di Crm/profiling volte ad acquisire i dati relativi all’utilizzo del servizio di trasporto pubblico da parte dei passeggeri.

Ticketing e Crm nell’Edutainment – Anche in questo caso si tratta di un ambito applicativo ampiamente consolidato e si hanno ormai numerosi esempi, per esempio, nell’accesso agli impianti sciistici (vedi, ad esempio, lo skipass con tecnologia Rfid per tutto il comprensorio Adamello-Brenta).

Logistica e trasporto merci – Si tratta di applicazioni presenti, con caratteristiche diverse, in quasi tutti i settori e dove si registra un crescente interesse, ma, come dicevamo all’inizio, vi sono alcuni problemi (l’indisponibilità delle bande di frequenza Uhf e la difficoltà di lettura in presenza di liquidi e metalli, per esempio)che devono essere superati affinché se ne abbia una definitiva affermazione. Per il momento, comunque, le applicazioni sono principalmente a “ciclo chiuso” ossia con il recupero dei tag a fine ciclo.

Gestione degli “asset” – Identificazione e tracciabilità di “oggetti di valore” sono tra gli ambiti applicativi più dinamici rilevati dall’indagine e vanno dalla catalogazione dei libri nelle biblioteche all’identificazione delle piante nei parchi (dove il tag può servire sia per fornire informazioni ai visitatori sia a supporto di attività di manutenzione).

Tracciabilità dei prodotti lungo la filiera – Si tratta di tutte quelle applicazioni volte a identificare univocamente il prodotto lungo l’intera supply chain, è quindi evidente che sono possibili solo se supportate da una visione “sistemica” della soluzione (non quindi limitata a una sola area). Tra gli esempi più interessanti in questo ambito spicca il settore alimentare anche a seguito della normativa relativa che obbliga la tracciabilità dei prodotti in ambito alimentare.

Altre applicazioni – Le applicazioni rilevate dall’indagine spaziano poi dalla fruizione di servizi nell’Edutainment (per esempio progetti di guide multimediali), identificazione dei pazienti negli ospedali o di cittadini nella pubblica amministrazione (come il passaporto elettronico), nella gestione dei punti vendita, per migliorare le funzionalità di prodotto (qui si tratta veramente di applicazioni futuribili che vanno dai frigoriferi che identificano prodotti e date di scadenza a sistemi per monitorare la posizione dei bambini relativamente ai genitori ecc.), fino ad applicazioni di Crm nella Gdo e nel retail (che come dicevamo all’inizio si scontrano però con problematiche di privacy).

I benefici della tecnologia Rfid
L’Osservatorio Rfid identifica due categorie di benefici derivanti dall’utilizzo di questa tecnologia: tangibili e intangibili. I primi riguardano diminuzioni dei costi e/o aumento di fatturato mentre i secondi riguardano tutta quella sfera di temi difficilmente stimabili quantitativamente.
Tra i primi vengono considerati i benefici tangibili legati all’efficienza, ossia che comportano un aumento diretto della produttività delle risorse o un aumento della qualità dei processi, e quelli legati all’efficacia, che comportano un aumento della qualità esterna (migliore accuratezza percepita dai clienti) o della tempestività. Quelli legati all’efficacia sono i più facilmente valutabili quantitativamente e quindi risultano essere quelli maggiormente misurati e praticamente in tutti i casi è stata condotta un’analisi di questo tipo di benefici.
Per quanto più difficilmente misurabile, la categoria di benefici relativi all’efficacia è in molti casi esaminati il reale motore all’investimento perché si focalizza più sull’aumento del fatturato che sulla riduzione dei costi (come nel caso dell’efficienza). I relatori dell’indagine dell’Osservatorio Rfid rilevano che spesso la difficoltà a stimare questi benefici induce le aziende a non provare neanche a stimarli, ma questo “è un grave errore – dicono i relatori – perché può tradursi, oltre che in scelte errate (non investire) anche nel frenare il processo di apprendimento sempre associato ai processi di stima e di misura delle prestazioni. La difficoltà di misura dei benefici di efficacia non ha impedito a Wal-Mart di stimare, con uno specifico progetto pilota, l’aumento di disponibilità dei prodotti sui punti vendita conseguente alla taggatura di pallet e colli in ingresso”.
L’Osservatorio Rfid ha poi raggruppato i benefici intangibili in quattro categorie: quelli riconducibili in qualche modo all’immagine; quelli ricollegabili a un aumento della quantità, qualità e tempestività dei dati disponibili al management; i benefici riconducibili a una maggiore soddisfazione degli utenti interni ed esterni dell’applicazione; infine i benefici legati a una più piena e matura conformità agli obblighi legislativi. Se per i benefici tangibili relativi all’efficacia la valutazione è difficile, per i benefici intangibili il problema è decuplicato; del resto non considerarli vorrebbe dire limitare notevolmente i vantaggi di un progetto Rfid.

Il processo decisionale
Con il consolidarsi della tecnologia anche il processo decisionale delle organizzazioni appare evolvere verso una maggiore strutturazione e consapevolezza. L’indagine ha evidenziato alcuni limiti nel processo decisionale e in particolare segnala come dato negativo il fatto che solo nel 15% delle applicazioni esaminate fosse stata condotta una strutturata analisi ex ante dei costi-benefici. “Questo si spiega – precisano i relatori dell’Osservatorio Rfid – ricordando la complessità della fase di valutazione, la difficoltà di cogliere gli elementi di rischio e di individuare tutti i reali benefici (tangibili e non), unitamente ad alcune carenze nel livello di conoscenza della tecnologia. Comunque l’Osservatorio segnala che ci troviamo in un anno di transizione dove, pur rimanendo validi i problemi relativi all’analisi ex-ante e quelli cronici relativi alla specificità del nostro tessuto imprenditoriale, si osserva un graduale aumento del livello di conoscenza e una maggiore focalizzazione su queste tematiche. Nella figura 1 si evidenziano le principali criticità rilevate nei casi considerati.

 

Figura 1 – Le criticità rilevate nell’adozione della tecnologia Rfid

 


L’offerta e il mercato
Il valore complessivo dei progetti Rfid in Italia nel 2005 è stato pari a circa 74,5 milioni di euro, di cui circa 5 milioni legati a servizi post vendita. Il grafico di figura 2 evidenzia la ripartizione del mercato Rfid per settori.
Dal punto di vista dell’offerta, sono circa 200 le aziende che operano in Italia. Si tratta di realtà di dimensione medio piccola, oltre il  50% di queste nel 2005 ha fatturato meno di 200.000 euro su progetti Rfid. Gli operatori si distinguono per specializzazione per attività e per specializzazione per soluzioni applicative.
Dal punto di vista strettamente tecnologico, la tecnologia passiva HF rimane la tecnologia più usata in tutti i settori e per tutti gli ambiti, ma iniziano ad emergere i primi interessanti esperimenti in UHF, oltre che i primi esempi di articolate applicazioni in cui convergono molte tecnologie wireless. Per quanto riguarda gli standard, pare ormai superato il dualismo che contrapponeva Iso a EpcGlobal mentre non è cambiata la situazione normativa sulle frequenze Uhf; nota positiva di questa situazione è l’intenzione del Ministero della Difesa di concedere deroghe temporanee per effettuare sperimentazioni su questa banda. Infine, a fronte delle nuove prestazioni richieste alle tecnologie Rfid (sensoristica distribuita, localizzazíone, robustezza e sicurezza della trasmissione, progressivo avvicinamento al consumatore, ecc.) si stanno affacciando sul mercato tre nuove tecnologie Rfid: ZigBee, Nfc e Uwb.
 

Figura 2 – La ripartizione del mercato Rfid per settori

 

Rfid: ecco perché sarà una “killer application” aziendale

Rfid: idee e progetti per il patrimonio artistico…e non solo

Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in rivista, portale www.zerounoweb.it e una linea di incontri con gli utenti.

Articolo 1 di 5