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Education, la sfida per l’innovazione nel nuovo anno scolastico parte dai Pc

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Attualità

Education, la sfida per l’innovazione nel nuovo anno scolastico parte dai Pc

Nel momento in cui dirigenti, docenti e studenti si preparano ad affrontare un momento di svolta per la didattica, sempre più integrata con le tecnologie digitali, i produttori di dispositivi presentano prodotti realizzati ad hoc: le caratteristiche dei nuovi laptop BR1100 di Asus

28 Lug 2021

di Domenico Aliperto

Il mondo della scuola è cambiato drasticamente negli ultimi due anni, subendo un’accelerazione sul fronte della trasformazione digitale impensabile fino a qualche tempo fa. Purtroppo, come tutti sanno, si tratta di una metamorfosi imposta dall’esplosione dell’emergenza pandemica, che milioni di persone, tra studenti, docenti e dirigenti scolastici sono riusciti ad affrontare grazie alle tecnologie digitali, e in particolar modo a Internet e ai Pc.

Ora che la situazione sta gradualmente volgendo alla normalità – o meglio: a una nuova normalità – è tempo che anche il digitale cessi di fungere da rete di salvataggio e torni a rappresentare un traino per un comparto, quello dell’education, da cui dipende il futuro della cultura, della società e dell’economia del Paese.

Comincia un anno di transizione per il mondo del’education

In questi giorni i dirigenti scolastici sono alle prese con la pianificazione di un anno estremamente delicato, visto che rappresenterà un momento di transizione verso un sistema di istruzione sempre più basato sull’integrazione dell’esperienza in classe con le lezioni da remoto.

Secondo il Piano Scuola 2020-2021 adottato con il decreto ministeriale 39 del 26 giugno 2020, la cosiddetta Didattica a Distanza (DAD) diventa infatti la premessa per creare una Didattica Digitale Integrata (DDI), con l’obiettivo di accelerare il processo di aggiornamento tecnologico e metodologico delle istituzioni scolastiche: se da una parte i docenti dovranno sviluppare nuove competenze per gestire le interazioni mediate dalle interfacce delle piattaforme di collaboration ed elaborare nuovi parametri per la valutazione degli allievi, dall’altra tutti i componenti del mondo scolastico, inclusi i giovani, sono chiamati ad aderire ai modelli di innovazione promossi in tempi non sospetti dal Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il documento di indirizzo con cui il Ministero dell’Istruzione nel 2015 ha dettato le linee guida per creare strumenti di formazione e apprendimento a prova di futuro.

Qual è il livello di adozione delle tecnologie digitali nella scuola italiana?

Il fatto che il prossimo anno scolastico sia destinato a rappresentare un vero giro di boa da questo punto di vista è testimoniato anche dal fatto che per avere una mappatura accurata del livello di digitalizzazione del settore bisogna ricorrere alla ricerca che l’Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano, insieme a Link Campus University e con il supporto dell’Università degli Studi Roma Tre e dell’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e alte professionalità della scuola), ha realizzato ben prima dello scoppio dell’emergenza pandemica.

Il rapporto metteva in evidenza una situazione non troppo incoraggiante, con una diffusione immatura delle tecnologie e delle competenze digitali nell’attività didattica, in molti casi ridotte alle dotazioni minime.

Pur emergendo un’ampia diffusione della banda larga nelle scuole, e con solo il 4% degli istituti poco o per nulla digitalizzati (il 29% delle scuole è addirittura “Fully Digital”, con il 100% dei processi primari digitalizzati e con almeno il 95% di quelli di supporto, le competenze del personale, che sono il fattore chiave per abilitare la digitalizzazione dei processi, non erano all’altezza.

Secondo gli insegnanti i principali fattori che frenano l’innovazione a scuola sono per l’appunto una certa resistenza al cambiamento da parte del corpo docente (20%), l’assenza di personale interno competente e formato (18%) e l’assenza di misure di accompagnamento specifiche (circa 15%). Anche il 28% delle scuole completamente digitali lamentava una mancanza di competenze interne, ma la percentuale sale fino al 53% per gli istituti più arretrati, che non disponeva nemmeno di sufficiente personale amministrativo da dedicare alla digitalizzazione.

Rispetto alla didattica l’indagine rappresentava una scuola che per lo svolgimento delle attività didattiche poteva contare su una buona diffusione della connessione Internet in classe (83%), della LIM (70%), e dei personal computer forniti dall’istituto (57%).

Nel recente rapporto “Riscriviamo il Futuro” realizzato da Save The Children, che insieme a CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Innovazione e alla Tecnologia) ha analizzato i divari nelle competenze digitali e il problema della povertà educativa digitale, è emerso d’altra parte che, tra le altre cose, che, prima dell’arrivo del Covid-19 e della didattica a distanza il 37.5% dei ragazzi non aveva mai usato il computer a scuola.

Vale infine la pena di citare un paio di risultati della ricerca “La DaD nell’anno scolastico 2020-21: una fotografia. Il punto di vista di studenti, docenti e dirigenti” realizzata dalla Fondazione Agnelli.

Il 91% degli studenti abbia trascorso tra le cinque e le sei ore al giorno collegato in video per attività in sincrono e, secondo i dirigenti, solo l’8% delle scuole ha operato una ristrutturazione significativa del quadro orario, con maggiore spazio alle materie fondamentali di ciascun indirizzo. Non solo il quadro orario non è cambiato, ma anche l’impianto didattico tradizionale, riproposto in DAD, è rimasto sostanzialmente inalterato. Per nove studenti su dieci video, verifiche e compiti a casa sono state le uniche attività proposte da tutti i docenti, senza significative differenze tra i corsi. Solo in un caso su tre sono state proposte anche attività di ricerca che gli studenti potevano svolgere in autonomia o in gruppo, mentre soltanto in meno del 20% dei casi sono state sperimentate le piattaforme digitali che propongono giochi didattici, app ed esercizi interattivi personalizzati.

Una nuova offerta di strumenti per la didattica: le caratteristiche dei laptop Asus Education

Tutto questo, è evidente, dovrà cambiare nel momento in cui la priorità è imprimere una vera spinta digitale al modo in cui viene trasmessa e ampliata la conoscenza nel settore scolastico. Se l’accrescimento e l’affinamento delle competenze passa necessariamente da una trasformazione che avrà nel medio-lungo termine la sua ragion d’essere, il potenziamento della dotazione tecnologica è un’urgenza che può essere soddisfatta in tempi decisamente più rapidi. I Pc, e in particolare i portatili, rivestiranno un ruolo fondamentale nella creazione di attività didattiche realmente interattive, ed è necessario scegliere con cura l’hardware che fungerà da pilastro essenziale dell’offerta formativa del prossimo anno.

I principali produttori di device hanno colto quest’esigenza e hanno approntato proposizioni ad hoc per aiutare dirigenti scolastici, docenti e studenti ad affrontare la sfida che li attende. In particolare, Asus ha annunciato la disponibilità in Italia della gamma BR1100, che comprende due laptop della linea Asus Education, nata dalla volontà del brand di creare strumenti e soluzioni innovative che aiutino a migliorare le possibilità di apprendimento in presenza come da remoto, offrendo tecnologie tanto sicure quanto semplici da utilizzare e, soprattutto, capaci di offrire user experience all’avanguardia nello scenario che si è delineato nel corso nel 2021. Merito anche del fatto che i notebook sono equipaggiati con il sistema operativo Windows 10 Education, che consente di implementare con più semplicità programmi di apprendimento personalizzati, permettendo agli insegnanti di risparmiare tempo nella condivisione delle attività e mettendo gli studenti al centro del percorso educativo.

Asus ha realizzato i nuovi computer portatili BR1100 ispirandosi a standard di livello militare: i dispositivi devono infatti poter offrire sempre il massimo delle prestazioni accompagnando la vita dinamica di un adolescente a casa, all’aperto e in classe, e per questo sono caratterizzati da un paraurti in gomma che riveste i bordi esterni e da una tastiera resistente ai liquidi. Inoltre, per aiutare a proteggere la salute dei giovani utenti, le superfici sono realizzate con il sistema BacGuard, un particolare trattamento in grado di inibire la crescita dei batteri di oltre il 99% per un periodo di 24 ore. Lo schermo è certificato TÜV Rheinland per le basse emissioni di luce blu, e contribuisce a proteggere gli occhi durante sessioni di studio prolungate.

Come detto, la didattica in presenza sarà sempre più integrata con attività interattive realizzate anche a distanza, e per questo è fondamentale prevedere soluzioni che favoriscano l’utilizzo di piattaforme di communication & collaboration fruibili, eventualmente, anche in mobilità. Asus BR1100 offre il Wifi 5, che permette di seguire le lezioni e comunicare tramite chat in modo ultraveloce, fluido e stabile, e integra la funzionalità Asus AI noise cancelling, basata sulla tecnologia di riduzione del rumore 3D per la webcam in grado di rimuovere fino al 94% del rumore casuale.

Anche l’audio è senza compromessi: i laptop dispongono della nuova tecnologia di cancellazione del rumore AI-powered per video-lezioni di alta qualità. Il merito è dell’introduzione di tecniche di apprendimento automatico che riescono a isolare i suoni indesiderati. La batteria, d’altra parte, è stata progettata per avere una durata che permetta agli utenti di gestire un’intera giornata di apprendimento anche quando il dispositivo non è collegato all’alimentazione elettrica.

Ultimo, ma non per importanza, l’aspetto della manutenzione. Da questo punto di vista Asus ha realizzato i laptop della gamma Education ricorrendo a un sistema di costruzione modulare che garantisce riparazioni veloci o sostituzione di componenti in tempi rapidi. Grazie a questo approccio costruttivo, è possibile sostituire le componenti – come la tastiera, la batteria, il modulo termico e le porte di I/O – in pochi minuti, utilizzando semplici strumenti. Asus BR1100 è disponibile in due versioni, entrambe con display da 11,6 pollici: a conchiglia, più tradizionale (BR1100C), oppure con design convertibile in un tablet multi-touch (BR1100F), dotato di una stilo di precisione per ricreare il tratto grafico quando si disegna, si prendono appunti o si evidenziano testi. I nuovi dispositivi si connotano come lo strumento ideale per affrontare la transizione digitale nel corso del nuovo anno scolastico: se la base di partenza non manca, dunque, ora è il momento di metterla a frutto per sviluppare le competenze migliori.

Domenico Aliperto

Nato ad Aversa nell'ormai lontano 1980, Domenico Aliperto gravita intorno a Milano, dove si è laureato in Relazioni Pubbliche all’università IULM e dove segue da giornalista e copy writer i temi dell’economia digitale e dell’innovazione tecnologica. Viaggia, scrive e all'occorrenza fotografa per portali di informazione specializzati come CorCom, Digital4 e Pagamentidigitali.it. Ha collaborato con ItaliaOggi e Milano Finanza e con i magazine Capital, Business People e Bell’Italia. Nel 2017 ha pubblicato il romanzo "Non conquistammo che sabbia".

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