Sensori industriali, telecamere, contatori intelligenti, apparati medicali e sistemi per la gestione degli edifici sono spesso progettati per lavorare per anni, con capacità di elaborazione limitate e procedure di aggiornamento poco trasparenti. Una combinazione che rende l’Internet of Things uno dei punti più difficili da governare per CIO e CISO. Il modello zero trust permette di ridurre l’esposizione, a condizione di adattarlo ai vincoli operativi dell’IoT e di non considerarlo un prodotto da installare.
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Zero trust per l’IoT: come proteggere una superficie d’attacco sempre più estesa
In Italia sono attivi 175 milioni di oggetti connessi. Sensori, telecamere e apparati industriali ampliano la superficie d’attacco e spesso sfuggono ai controlli tradizionali. Lo zero trust consente di limitarne accessi e comunicazioni, ma richiede inventario, identità affidabili e collaborazione tra IT, cybersecurity e OT. Le best practice

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