Metaverso e AR al servizio della formazione del personale tecnico

Mentre ancora il futuro del Metaverso è pieno di incognite, alcuni casi d’uso stanno emergendo in maniera prepotente. Ad esempio, il training supportato dalla realtà aumentata in contesti di alta specializzazione o che presentano situazioni di rischio. Ecco perché

Pubblicato il 14 Dic 2022

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La convergenza tra IoT e Digital Twin è probabilmente uno dei fenomeni che permetteranno al Metaverso di uscire dalla fase prototipale per cominciare a diventare in futuro il contesto tecnologico di riferimento. Questa convergenza apre a svariati casi d’uso, ma su uno in particolare sembra manifestare fin da ora spiccate potenzialità, quello della formazione e del training dei profili con competenze tecniche. Alla base di questo utilizzo c’è la crescita esponenziale del mercato dell’e-learning, che dovrebbe raggiungere un valore globale di 370 miliardi di dollari nel 2026. È stata la pandemia a innescare questo trend, rendendo normale la condivisione di informazioni a prescindere dalle latitudini di coloro che ne usufruiscono. Ciò che aggiunge il Metaverso a quella che ormai è diventata una consuetudine è l’efficacia di questa condivisione e il carattere “immersivo” degli scambi tra gli utenti.

Che cosa insegnano i precedenti esperimenti “immersivi”

Volendo fare un paragone con analoghe sperimentazioni che hanno cercato di coinvolgere gli end user con esperienze immersive tramite la realtà virtuale (VR), si può risalire a quello che ha provato a fare il cinema in 3D. Un modello su cui ancora James Cameron, uno dei registi che l’ha reso famoso, continua a scommettere con il sequel di Avatar in programmazione nelle sale in questi giorni. È un paragone che calza fino a un certo punto, se si considera che il format del cinema in 3D non sembra aver riscosso il successo sperato. Ma lo si può dire anche della prima versione di Google Glass, gli occhiali smart per realtà aumentata (AR) che il colosso di Mountain View lanciò nel 2014 per poi abbandonare nel 2016 il progetto per fini civili. In entrambi i casi a non convincere il mercato è stato l’impiego delle tecnologie, VR in uno e AR nell’altro, per scopi esclusivi di entertainment, mentre il filone che si sta dimostrando più promettente è quello legato agli ambiti professionali e industriali. Tant’è che Google oggi propone il suo prodotto in chiave enterprise come “un dispositivo a mani libere per un lavoro pratico più agile e veloce”. E, a testimonianza del grande interesse contemporaneo attorno agli occhiali “intelligenti”, si può citare la partnership avviata dal Politecnico di Milano con EssilorLuxottica per la realizzazione dello Smart Eyewear Lab, un centro che ha l’obiettivo di sviluppare una nuova generazione di device indossabili a cui abbinare nuovi servizi.

Metaverso e AR, casi d’uso nella formazione dei profili tecnici

Uno studio IDC del 2021, commissionato dalla statunitense CGS, ha previsto che la spesa per hardware, software e servizi AR dovrebbe arrivare quest’anno a sfiorare i 6 miliardi di dollari. Lo studio, in sostanza, ha messo in luce come il decremento nell’adozione di sistemi VR e AR nel mercato consumer sia stato comunque compensato da un aumento dei casi d’uso nei contesti aziendali. In particolare, sono 3 quelli in cui i vantaggi e il ritorno sugli investimenti appaiono più evidenti.

Formazione di nuovi dipendenti e upskilling della forza lavoro esistente

“L’AR ha dimostrato la sua validità in un’ampia gamma di settori verticali in termini di acquisizione e trasferimento delle conoscenze” si legge nell’analisi di IDC. A corredo di questa affermazione, viene sottolineato come la tecnologia consenta al personale esperto di creare dimostrazioni interattive di processi di lavoro che magari non sono suffragati da un’adeguata documentazione. In questo modo può accelerare sia l’inserimento di nuovi dipendenti sia la riqualificazione di quelli già presenti in azienda. A differenza dei metodi di formazione tradizionali, compresi i video corsi, l’AR nel Metaverso potenzia l’acquisizione e la conservazione delle conoscenze. Inoltre, funge da leva di attrazione per l’onboarding di risorse umane native digitali come quelle che appartengono alla generazione Z.

Trovare le giuste informazioni dove servono, quando servono

Il ricorso alla realtà aumentata può aiutare i dipendenti sul campo rendendo più facile reperire la giusta documentazione tecnica per completare un lavoro. In alcune circostanza, tale documentazione può limitarsi a una semplice risorsa digitale come una blueprint della macchina su cui si sta effettuando la manutenzione. In altri, può trattarsi di una macchina connessa in rete che genera dati in tempo reale non visibili a occhio nudo oppure di istruzioni di lavoro passo passo sovrapposte in modalità digitale alla stessa macchina. Il Metaverso, in sostanza, facilita l’accesso alle informazioni necessarie al momento giusto e nel posto giusto, favorendo una maggiore efficienza dei processi e aumentando il tasso di completamento delle attività. In più, contribuisce al duplice intento di generare soddisfazione tra i dipendenti e di far risparmiare sui costi causati da inefficienza e lead time prolungato.

Guida da remoto di esperti che vedono quello che vede l’operatore sul campo

È un’evoluzione del supporto IT fornito a distanza mediante software ampiamente noti come TeamViewer, marchio che proprio di recente ha condotto un sondaggio sull’utilizzo dell’AR per la formazione da cui si evince che le organizzazioni che se ne avvalgono hanno migliorato i risultati del 50%. Nel Metaverso questo supporto si può applicare in ambienti produttivi dove un operatore deve intervenire per risolvere un problema di malfunzionamento e ha necessità di essere guidato da un esperto. Quest’ultimo non solo accede al medesimo campo visivo di chi si trova in sede, ma può collegarsi ai dati del macchinario grazie ai sensori IoT ivi installati. Nell’era dello smart working imperante e del lavoro fluido, poter contare su competenze in grado di collaborare da ogni parte del pianeta ottimizza la loro disponibilità, con un risvolto green da non sottovalutare. Il Metaverso, infatti, rende pleonastico l’obbligo di doversi spostare per raggiungere i vari siti in cui è richiesto l’ausilio di personale esperto. Meno spostamenti coincidono con consumi inferiori di carburante e, di conseguenza, con benefici sull’impatto ambientale.

Un esempio concreto nella partnership tra Enel e OverIT

Visori smart, realtà virtuale e realtà aumentata rappresentano gli strumenti più immediati per entrare nel Metaverso, ma quello su cui bisogna porre l’attenzione non è tanto la singola tecnologia, è piuttosto l’obiettivo che l’organizzazione ha deciso di conseguire. L’efficacia della formazione per la propria forza lavoro deve essere quindi misurabile con parametri KPI chiari. Forbes, a tal proposito, cita due ricerche in merito. La prima è uno studio dei National Training Laboratories di Deloitte in base al quale il training sulle soft skill con strumenti VR garantirebbe un tasso medio di “learning retention” del 75%, conto il 5% dell’ascolto in aula. La seconda è una ricerca di PWC da cui si ricava che coloro che apprendono in contesti simulati hanno il 275% in più di certezza di mettere in pratica quanto imparato, con un miglioramento del 40% rispetto all’apprendimento in aula e del 35% a paragone del classico e-learning.

Un esempio di questi esiti positivi è quello di Enel che si è affidata a OverIT, azienda italiana controllata dalle società di investimento Bain Capital e Neuberger Berman. Nominata nel 2022 per la quarta volta consecutiva tra i “visionari” dal Magic Quadrant for Field Service Management di Gartner, OverIT ha messo a disposizione di Enel la sua soluzione SPACE1 Extended Training. La soluzione si serve di funzionalità VR per la formazione che, tramite visore immersivo, riproducono realisticamente qualsiasi procedura operativa, facendo acquisire competenze specialistiche in situazioni ad alto rischio. Al netto dei tanti dubbi che ancora accompagnano il Metaverso, una cosa è certa. La formazione virtuale duplica fedelmente ciò che avviene nel mondo reale, ma preserva dai pericoli e dagli incidenti che rimangono una variabile della sfera fisica, con nessuna conseguenza nel Metaverso. Il che pone le premesse per una diffusione su larga scala di questo modello di e-learning innovativo.

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