Luca Mairani, socio Clusit, racconta la rinascita di Shamoon (il sofisticato malware che aveva colpito nel lontano 2012 e oggi ribattezzato Shamoon 2.0) e lo pone a confronto con il nuovo Stonedrill. Paragonando nello specifico le due tecnologie di attacco emergono effetti devastanti per certi versi simili, ugualmente irreparabili, per esempio sul disco fisso delle macchine infettate.
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