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Sviluppo e rilascio applicativo nel cloud, con Ibm Rational

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Sviluppo e rilascio applicativo nel cloud, con Ibm Rational

17 Mag 2010

di Rinaldo Marcandalli

Gli impatti del modello cloud sulla strategia di offerta Ibm e su come le aziende utenti possono ripensare lo sviluppo applicativo (nella foto: Giorgio Galli, Rational Technical Sales Manager di Ibm).

In alcune tipologie di servizi cloud i vantaggi sono evidenti soprattutto in termini di costi in quanto i risparmi possono arrivare a punte molto alte. I Cloud Application Development tool sono forse il caso più eclatante. Ce lo conferma Giorgio Galli, Rational Technical Sales Manager di Ibm, che nel cloud, “con lo standardizzarsi, virtualizzarsi e automatizzarsi dell’infrastruttura It abilitante l’erogazione di servizi vede concretizzarsi l’opportunità di servizi su larga scala, personalizzati, con un buon rapporto costo-efficacia”. E la vede in particolare per i processi di sviluppo, test e rilascio applicativo “mettendo in cloud” i pool di server fin qui congelati per i test previsti in corso d’anno.
Indubbiamente, l’esigenza è gestire in modo rapido ed efficiente questi processi tenendo sotto controllo costi, risorse e scadenze di progetto, anche in ambienti eterogenei. Serve quindi una infrastruttura agile a supporto dello sviluppo e test, in grado di rispondere velocemente ai cambiamenti. Finora il team di progetto si scontrava con due problemi: l’anelasticità del reperimento delle risorse hardware/software e la necessità di configurazioni manuali (se si ha un’applicazione su 1.000 server e nasce un evento che ne richiede un’estensione ad altri 200, occorre procurarseli, installare il software, configurare, testare); i costi derivanti dalla necessità di supportare picchi e carichi di lavoro temporanei (per esempio volume test), che porta a un utilizzo dell’hardware molto basso, anche sotto il 20%.
L’effetto cloud sullo sviluppo applicativo permette l’approvvigionamento dinamico centralizzato di tool e applicazioni, rilasciati come servizi standardizzati, che vengono richiesti sulla base delle necessità. Si comprimono costi e tempi amministrativi. Viene ottimizzato l’uso delle licenze. La scalabilità è completa. Con un deprovisioning altrettanto dinamico a fine utilizzo, viene massimizzato l’utilizzo delle risorse dal pool.
“Ibm Rational – dice Galli – sta lavorando a una piattaforma denominata Ibm Rational Software Delivery Services per il Cloud Computing (Sds), che offre un insieme ottimizzato e pronto di servizi di Software Delivery Rational (Quality management, Team Concert, Build&Forge, Asset Management e Requirement Composer). E su tre direttrici. La prima – prosegue Galli – è di consentire la fruizione di Sds in ambiente cloud come servizio, rendendo disponibili tutti i tool a supporto del ciclo di vita dello sviluppo e test applicativo. In buona sostanza si tratta della piattaforma open ed estensibile Jazz di Rational, collocata in ambiente cloud”. Questa piattaforma è già oggi disponibile come offerta Ibm Smart Business Development e Test per il cloud Computing, tramite Beta Program, ed è di fatto una soluzione per lo sviluppo applicativo per il public cloud. “E la terza – dice Galli – permette la creazione specifica di ambienti per effettuare le fasi di build e test delle applicazioni, gestendo crescita e decrescita delle esigenze di risorse con provisioning e deprovisioning dal cloud (gestiti dal Service Management di Tivoli)”. Per la seconda direttrice, Galli non ha ancora date di disponibilità, ma ha precisato che consentirà di “modellare, disegnare e dispiegare applicazioni native e ottimizzate” per performare in condizioni di “extreme transaction processing” quale quelle cloud.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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