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Orange Business Services: le promesse cloud diventano realtà

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Orange Business Services: le promesse cloud diventano realtà

04 Gen 2011

di Nicoletta Boldrini

Nuovi servizi per un portafoglio d’offerta cloud molto ampio e diversificato. Così Orange Business services aggredisce il mercato con il chiaro obiettivo di raccogliere successi in Paesi emergenti, soprattutto Africa, Asia e Sud America

L’obiettivo è arrivare al 2015 con un fatturato proveniente, per almeno un terzo, da nuovi servizi, con particolare focus su aree come high broadband, cloud computing, mobility, sicurezza, videoconferenza, customer relations management, internet delle cose, workspace del futuro. È quanto Orange Business Services ha dichiarato alla stampa lo scorso dicembre, nel corso del press event annuale che, quest’anno, è stato teatro per il lancio della nuova strategia di lungo periodo dell’azienda chiamata “Conquests 2015”.
“Vogliamo arrivare al 2015 con 1 miliardo di Euro di fatturato generato solo nei mercati emergenti, in particolare in Paesi come Russia, Cina, India, America Latina e Africa”, dichiara Vivek Badrinath (a sinistra), Ceo di Orange Business Services, azienda che oggi, da sola, genera un business consolidato di 7,6 miliardi di dollari (il gruppo Orange-France Telecom ha fatturato nel 2009 44,8 miliardi di Euro).
Sarà comunque certamente il cloud computing a traghettare maggiormente l’aggressiva strategia della società, anche se il Ceo dichiara di voler portare l’azienda a essere “il numero uno nei sistemi di videoconferenza in Francia e uno dei primi tre player a livello mondiale”. Come? “Attraverso l’offerta di servizi professionali che rendano facile fare una videoconferenza, come se fosse una chiamata telefonica normale”. Alla base di tale obiettivo, naturalmente ci deve essere l’infrastruttura che Orange sta preparando seguendo un semplice dictat: “any network, any terminal”, ossia predisporre un’infrastruttura tecnologica che abiliti e faciliti l’erogazione di servizi per l’utilizzo della videocomunicazione attraverso qualsiasi rete Tlc (tradizionale, Ip, ecc.) e da qualsiasi terminale (sistemi di videoconferenza, telefoni tradizionali, Pc o laptop con soluzioni di web conference, cellulari e smartphone, ecc.).
È affidato a Didier Jaubert (a destra), Senior Vice President Global Services, il compito di spiegare la strategia in ambito cloud computing, vero acceleratore del business della società di Tlc che in Italia fatica un po’ a imporsi (dovendo, con una realtà che conta 120 persone nel nostro paese, quasi tutte focalizzate in attività di vendita e supporto, fare i conti con società concorrenti del calibro di Telecom Italia, BT, Vodafone) ma che all’estero sta raccogliendo successi già da qualche anno (nelle classifiche degli analisti, l’azienda risulta uno dei maggiori operatori nella fornitura di servizi Tlc alle multinazionali in Europa).
“Nel 2010 uno dei tasselli fondamentali della nostra strategia cloud è stata l’alleanza stretta con Cisco, Emc e Vmware”, ricorda Jaubert. “Si chiama Flexible 4 Business e Orange Business Services rappresenta il service provider che distribuisce i quattro tipi di soluzioni gestite di cloud computing pay-per-use basate sulle tecnologie dei partner”. Parliamo di soluzioni di Infrastructure as a service (IaaS), con servizi di cloud privato e backup e soluzioni Software as a service (SaaS), tra cui sicurezza e servizi di comunicazione unificati.
E se a settembre l’annuncio dell’alleanza era legato agli intenti, al press event di dicembre il management della società di telecomunicazioni francese è entrato nel dettaglio dell’offerta. Per la parte di cloud privato, l’offerta riguarda pacchetti di infrastruttura che combinano virtualizzazione, servizi di rete, computing, storage, sicurezza, e tecnologie gestionali di Cisco, Emc e Vmware, insieme a un catalogo di servizi (computing, storage, sistemi operativi, middleware) basati su piattaforme in hosting presso datacenter Orange, datacenter di fornitori o di clienti, gestiti da Orange Business Services in modalità as-a-service. Anche i servizi di backup constano di soluzioni in hosting e gestite, così come quelli di sicurezza (antivirus e filtro degli indirizzi Web) e di comunicazioni unificate, tutti offerti in modalità as a service.

La strada verso l'obiettivo 2015
Entrando nel dettaglio delle novità annunciate a Parigi, Jaubert riassume così i nuovi servizi che, di fatto, rappresentano il primo dei passi della strategia di conquista del 2015: “Nell’ambito della nostra offerta cloud-ready network annunciamo la Business Vpn Galerie, che vedrà un primo progetto pilota partire, a livello internazionale, nel primo quarter del 2011. In ambito infrastructure as a service lanciamo la soluzione Flexible Computing Premium e Backup as a Service. Infine, dal lato del Saas proponiamo Private Applications Store e Desktop Virtualization”.
Andiamo dunque per ordine. La Business Vpn Galerie rappresenta un filtro di sicurezza che fa da connettore tra le reti aziendali (anche e soprattutto quelle già protette da Vpn) e i provider di servizi cloud. “Si tratta di uno strato di sicurezza che non solo protegge il traffico di rete e le transazioni tra aziende e service provider ma affida a Orange (che comunque è un cloud service provider) la responsabilità del livello di servizio e il controllo/monitoraggio di quest’ultimo”, osserva Marc Blanchet, Senior Vice President Global Communication Solutions della società.
Flexible Computing Premium, invece, è un catalogo di servizi utile a costruire una Infrastructure as a service. Orange ha “messo a catalogo” tutto ciò che serve per costruire una infrastruttura da zero o per arricchirla di ciò che serve al momento opportuno: network, storage, server fisici e virtuali, sistemi operativi, Cpu, memorie, software infrastructure, applicazioni e web portal, ecc. Il tutto con l’aggiunta di servizi di gestione e controllo garantiti 24×7.
Il Backup as a service consente alle aziende di sfruttare i datacenter e la capacità di storage e potenza di Orange, avendo il backup dei propri sistemi, desktop e laptop compresi, senza dover adeguare le proprie infrastrutture ma pagando solo il servizio.
Per la parte di Saas, infine, Orange si sta strutturando per poter offrire alle aziende quante più soluzioni possibili in modalità as a service. Nel 2010 uno degli annunci più importanti che riguardato la parte di Unified Communication as a Service, che consente a Orange di offrire servizi di videoconferenza, voicemail & integrated messaging, tele presence, ecc. sfruttando la rete e un portafoglio di soluzioni già disponibile.
Una nota aggiuntiva anche per l’offerta chiamata Private Applications Store che consente alle aziende di costruirsi un proprio catalogo interno andando ad attingere i servizi richiesti dagli utenti aziendali dai datacenter e dal catalogo Orange, senza tuttavia che l’utente ne abbia visione.
Insomma… la strada di Orange per la conquista del 2015 è tracciata. Attendiamo di vedere la risposta del mercato a una così ricca offerta.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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