Oracle, la tecnologia al centro. Anche del cloud

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Oracle, la tecnologia al centro. Anche del cloud

Incontriamo Fabio Spoletini, Technology Sales Business Unit Leader, Oracle Italia che spiega strategia, posizionamento e capacità d’offerta di un’azienda che ha nel Dna la tecnologia e dalla quale non intende affatto allontanarsi. La focalizzazione sul cloud, dunque, è chiara: proporre tutti i tasselli tecnologici per costruire un private cloud o per offrire piattaforme e applicazioni on demand. Ma strategici per Oracle sono anche i sistemi ingegnerizzati quali Exadata ed Exalogic, nonché le tecnologie in ambito Analytics, Big Data, Social Media e Mobile

30 Gen 2012

di Nicoletta Boldrini

ZeroUno: All’interno della matrice Private/Public/Hybrid cloud e le modalità di delivery (Iaas/Paas/Saas), può illustrarci la strategia e il posizionamento di Oracle?
Spoletini: L’elemento differenziante di Oracle è la completezza; siamo un fornitore in grado di modellare l’offerta lungo tutte e tre le direttrici della matrice cloud (Private/Public/Hybrid). In ambito Private abbiamo tutta la tecnologia hardware e software per costruire l’ambiente cloud abbracciando tutte e tre le modalità di delivery (Iaas/Paas/Saas); sulla parte Public, Oracle propone piattaforma (database e software middleware) e applicazioni (Crm, Human Capital Management e Oracle Social Network), ossia tutto lo strato tecnologico che parte dal livello del database in su, disponibili come servizio fruibili direttamente dai datacenter Oracle. In questo momento non stiamo puntando sull’offerta, in modalità Public, del primo strato tecnologico, quello infrastrutturale (Iaas, la cui offerta rimane “confinata” alla costruzione delle Private cloud).

ZeroUno: Il “nuovo” volto di Oracle vede sistemi ingegnerizzati (i sistemi “Exa”) che integrano in un tutt’uno hardware e software; come si coniugano tali sistemi con l’offerta cloud (private e public) e quale sarà l’approccio strategico della società nel go-to-market? Cosa rispondete al mercato in merito alla questione del “vendor lock-in”?
Spoletini: Per dare una spinta alla costruzione di private cloud, così come alla trasformazione dei data center in ottica cloud all’interno delle aziende o dei service provider, i sistemi ingegnerizzati che combinano tecnologia hardware e software come Exadata ed Exalogic sono la risposta migliore. Parliamo di sistemi altamente performanti che garantiscono estrema flessibilità e scalabilità che consentono di fare importanti scelte a livello di consolidamento (dato che consentono di ottimizzare non solo i server, ma anche lo storage, nonché di fare consolidamento applicativo). Sono sistemi in grado di rispondere a diverse esigenze ma non nego che, per ora, la richiesta maggiore è arrivata dal settore Finance Services dove esistono necessità prestazionali per i grossi volumi di dati in ambienti datawarehouse.
Quanto alla criticità del lock-in, lo ritengo un falso problema. L’opportunità di questi sistemi viene proprio dalla stretta integrazione tra server, storage e applicazioni (software middleware – database, e soluzioni applicative ottimizzate per un funzionamento efficace proprio grazie alle tecnologie sottostanti) ad un livello già ottimale che consente di dare le massime prestazioni con una ridotta complessità tecnologica, minori costi operativi e di gestione, minori consumi energetici. Motivo per cui anche le medie aziende guardano con interesse a questa tipologia di offerta. Aggiungo, inoltre, che non dovremmo parlare di appliance, dato che, benché integrati, questi sistemi funzionano perfettamente anche nella formula “non pacchettizzata”. Nulla vieta di “sfilare” dai sistemi Exa il database Oracle (dal momento che la tecnologia sottostante è open, per cui può ospitare qualsiasi altro tipo di software, purché allo stesso livello di release).

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ZeroUno: Quali sono le mosse di Oracle per il mercato italiano in tema cloud? Quali sono, in particolare, le proposte in termini di “servizi di trasformazione It” (non solo consulenziali ma servizi progettuali, di implementazione, ecc. con soluzioni e servizi specifici)? Qual è il ruolo del canale e quale la strategia Oracle in questa direzione?
Spoletini: Oracle rimane un’azienda di prodotto per cui i servizi che offriamo alle aziende italiane, così come nel resto del mondo, sono di tipo consulenziale. Naturalmente, per supportare le aziende e i service provider nella trasformazione It, ci basiamo sulle numerose best practice sviluppate proprio per guidare le aziende o i nostri partner che hanno il contatto diretto con il cliente nel gestire tale trasformazione attraverso le tecnologie targate Oracle. Abbiamo introdotto all’interno delle nostre strutture la figura dell’Enterprise Architect che ha il compito di guidare il cliente, attraverso le nostre best practice, nel processo di trasformazione. È chiaro, dunque, che anche la nostra strategia verso il canale vada in questa direzione, con formazione e certificazioni adeguate che testimoniano la capacità del partner di “fare proprie” tali best practice e utilizzarle nei progetti delle aziende utenti. Ribadisco, tuttavia, che siamo e continueremo ad essere una fornitore di tecnologia, per cui l’offerta di servizi va a “supporto” dell’implementazione tecnologica.

ZeroUno: In riferimento al contesto tecnologico entro il quale si muove Oracle, quali sono i trend in atto sui quali la società intende maggiormente focalizzarsi nei prossimi mesi e con quali azioni e proposte?
Spoletini: Analytics, Big Data, Social Media, Mobile. Questi sono gli ambiti di maggior focalizzazione e quelli su cui stiamo vedendo i maggiori fermenti dal lato della domanda.

Nicoletta Boldrini

giornalista

Segue da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Ha fondato il portale AI4Business di DIgital360 ed è stata direttore di ZeroUno da aprile a dicembre 2019. Il suo motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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