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Oracle, la struttura italiana e le strategie

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Oracle, la struttura italiana e le strategie

27 Gen 2011

di Daniele Lazzarin

La filiale ha presentato le novità più rilevanti per il mercato italiano, tra cui spiccano l’entrata nel Cloud Computing e le Fusion Application. “Conclusa la fusione con Sun, in Italia siamo 1.400, di cui il 70% proveniente da acquisizioni”

‘Hardware and Software Engineered to Work Together’, è il claim che sintetizza l’offerta Oracle, composta ormai da cinque livelli (applicazioni, middleware, database, sistemi operativi/virtual machine, server/storage) con tecnologie sviluppate in casa o ereditate dalle acquisizioni degli ultimi anni. Offerta che si rispecchia nella struttura articolata in tre divisioni – Technology (database e middleware), Applications e Systems (server e storage) – in Italia affidate rispettivamente all’amministratore delegato Sergio Rossi, a Luisa Arienti (a sinistra) e a Sergio Esposito.
I tre manager italiani hanno approfondito i recenti annunci internazionali più rilevanti per il mercato italiano: Exalogic Elastic Cloud, Exadata X2-8, le Fusion Application e le nuove versioni del sistema operativo Solaris e dei processori Sparc (per approfondimenti su strategie globali e prodotti vedi anche ZeroUno di ottobre 2010).
Exalogic Elastic Cloud, disponibile da gennaio, è la principale novità, e segna l’entrata di Oracle nel cloud computing. Definita dal fornitore ‘middleware machine’ e ‘cloud-in-a-box’, è un sistema integrato di hardware, software, storage, networking e middleware, con la tecnologia di virtual machine di Oracle e sistema operativo Solaris o Linux, il tutto fisicamente in una sola macchina. La Exalogic si propone come piattaforma completa di cloud privato, per far girare applicazioni cloud o multi-tenancy di livello enterprise in aziende grandi e distribuite. “Siamo molto vicini al concetto di cloud di Amazon – ha sottolineato Rossi (nella foto a destra) -: proponiamo un’infrastruttura per ‘fare cloud’, ma non erogheremo servizi, se si eccettua il nostro Crm On Demand”.
Exadata Database Machine X2-8 è invece l’aggiornamento di una macchina presentata lo scorso anno. Come la precedente, è pensata anche per utilizzi Oltp e data warehouse, ma rispetto a quella ha diverse novità tra cui processori più potenti e sicurezza (encryption e decifrazione) spostata dal livello software all’hardware.
Passando alle Fusion Application, dopo una lunga attesa Oracle ha presentato i primi moduli, un centinaio in 7 aree funzionali (contabilità, acquisti, project management, Hr, Crm, supply chain e governance-rischio-conformità), che saranno disponibili entro marzo 2011. Rispetto ai piani iniziali c’è un’attenzione molto più forte alla convivenza con le linee di prodotto esistenti (PeopleSoft, JD Edwards, Siebel, la stessa Oracle E-Business Suite), a livello di singoli moduli, famiglie o intere suite. Per il resto si confermano i punti fermi degli anni scorsi: business intelligence nativa, middleware non proprietario, architettura Soa, social networking e collaborazione integrati, facilitazioni dell’upgrade e utilizzabilità tradizionale (on premise) o come software as a service.
Per l’area sistemi, gli annunci riguardano due linee di prodotto Sun. “Sono sviluppi che dimostrano che crediamo in queste tecnologie – ha spiegato Sergio Esposito (nella foto a sinistra) -. Di Solaris per esempio erano sei anni che Sun non presentava major release: tra pochi mesi uscirà la versione 11, che vedrà tra l’altro l’espansione del supporto agli x86, oltre agli Sparc”.
A proposito di Sparc, Oracle ha presentato il primo processore server a 16 core e i nuovi sistemi T3. “L’offerta – ha detto Esposito – spazia dal modello blade single-socket da 16 core fino al server 4-socket da 64 core con 512 thread in un’unità da cinque rack; i T3 supportano sia Solaris sia Oracle VM, e una novità fondamentale per la sicurezza sono gli acceleratori crittografici direttamente su chip”.
Infine un aggiornamento su Oracle Italia, che dopo la fusione con Sun, effettiva dal 1° giugno, conta oggi 1.400 persone, di cui il 70% proveniente da acquisizioni, e oltre mille partner.

Daniele Lazzarin

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