IPaaS: esempi di utilizzo

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IPaaS: esempi di utilizzo

La “Guida per l’iPaaS rivolta ai responsabili dell’architettura Cloud” realizzata da Informatica (e liberamente scaricabile dal sito dell’azienda) illustra i casi di utilizzo considerati più strategici che sfruttano una piattaforma di integrazione basata su cloud; ne proponiamo alcuni.

19 Mag 2017

di Patrizia Fabbri


1) Iniziative di “lift and shift” e migrazioni di dati

Per evitare dispendiose integrazioni di applicazioni legacy in-house e dei relativi workload di dati, è possibile utilizzare l’approccio “lift and shift”: i workload di dati vengono portati in cloud e integrati grazie a una iPaaS. L’utilizzo di una piattaforma di questo tipo consente di ridurre i rischi dello spostamento di alcuni o di tutti i workload di un’applicazione in cloud grazie alla connettività pre-costruita per le applicazioni e altre fonti esistenti che una iPaaS garantisce. Il tutto può avvenire in sicurezza oltre i confini del firewall.

2) Data warehousing ibrido

Per estendere le funzionalità di data warehousing al cloud, le aziende utilizzano strumenti come Hadoop, Amazon Redshift o Azure SQL Data Warehouse, ma per quanto sia semplice configurare un nuovo nodo di data warehousing nel cloud, è comunque necessario essere in grado di popolarlo con i dati archiviati on-premise. Una iPaaS può quindi essere utilizzata per combinare i dati provenienti dai sistemi on-premise con i dati generati da servizi e sistemi basati sul cloud. Oltre a garantire la connettività ai data warehouse nel cloud attraverso un’interfaccia scalabile in grado di gestire carichi di notevole volume, consente di: implementare modelli di integrazione di data warehouse standard; eseguire l’elaborazione dove risiedono i dati, garantendo performance ottimali; il riutilizzo della logica da implementazioni di data warehouse on-premise, compresi mappature, filtri, trasformazioni e workflow di integrazione.

3) Interazione con applicazioni mobile

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Rendere disponibili applicazioni mobile può significare la creazione di app specifiche rivolte agli utenti esterni oppure realizzare un’applicazione che sia interamente connessa con i processi interni, ma a prescindere dalla strada scelta, è comunque necessario fornire dati master in near-real time. Per far ciò bisogna essere in grado di esporre le giuste API alle applicazioni mobile ed è quanto consente di fare una iPaaS, grazie a un solido framework API oltre che un repository di trasformazioni, connettori e adattatori riutilizzabili.

Patrizia Fabbri

Giornalista, Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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