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Il Virtual Data Center secondo Bt

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Il Virtual Data Center secondo Bt

08 Feb 2010

di Giampiero Carli Ballola

Proprietaria di 14 mila km di fibra ottica e di un centro dati la cui infrastruttura è tra le più sicure e potenti d’Europa, Bt lancia in Italia la sua proposta di virtual data center. Un cloud computing privato rivolto per ora alle grandi imprese ma che non può non interessare qualsiasi realtà che debba coniugare flessibilità operativa e risparmio economico. Nella foto Corrado Sciolla, amministratore delegato di Bt Italia

Milano – Le aziende che guardano con interesse all’eventualità di ricorrere ad un fornitore che permetta loro di poter disporre di risorse infrastrutturali It da poter usare secondo necessità e pagare secondo l’uso hanno oggi un nuovo nome cui rivolgersi. Si tratta di Bt Global Services, che lo scorso dicembre ha appunto annunciato il lancio in Italia del servizio di Virtual Data Center -VDc), che viene reso disponibile in questi giorni ai primi utenti. Global Services è, come ovvio, la linea di business dedicata ai servizi di Bt Group, una delle quattro in cui si articola l’attività del gigante inglese delle Tlc, il cui ultimo esercizio si è chiuso il 31 marzo 2009 con ricavi per circa 21,4 miliardi di sterline (più di 30 miliardi di euro). Nel nostro Paese Bt è presente in modo diretto dall’ottobre 2006 con la costituzione di Bt Italia SpA, che ha raccolto le attività di Albacom e Atlanet e poi, nel 2008, quelle di I.Net e Infonet. Relativamente “piccola” rispetto alla dimensione del gruppo di cui fa parte (il fatturato dell’ultimo esercizio fiscale è stato di poco superiore al miliardo di euro), Bt Italia è nondimeno il maggiore fornitore di soluzioni e servizi di comunicazione esclusivamente mirati alle imprese del Paese, contando, tra società private ed enti dell’amministrazione pubblica, più di 200 mila aziende utenti.
L’infrastruttura sulla quale si basa il servizio di VDc di cui parliamo è costituita dal Centro di Settimo Milanese, che abbiamo avuto occasione di visitare quando era un asset di I.Net e che è riconosciuto tra i più avanzati e soprattutto sicuri in Europa, con tecnologie allo stato dell’arte (BladeServer Hp, storage NetApp, networking Cisco e virtualization VMware) e una ridondanza estesa ai tralicci dell’alta tensione. A ciò si aggiunge il non trascurabile vantaggio di una rete di oltre 14 mila Km di fibra ottica (di proprietà Bt) che coprono tutta Italia e lo collegano ai nodi d’interconnessione europei. L’utenza cui punta Bt Italia per un servizio che, come sottolineato dall’amministratore delegato Corrado Sciolla, viene presentato per primo in Italia dopo il lancio di sei mesi fa nel Regno Unito, è soprattutto quella delle imprese “top”, seguita in prospettiva dalle Pmi e dai reseller.  A questi utenti certamente avanzati viene data la possibilità, per ora esclusiva, di creare e modificare il proprio VDc scegliendo, tramite una procedura assistita accessibile dal portale Bt, quanti e quali server  installare, quanto e quale storage allocare, quanta banda richiedere. Dal canto suo, Bt garantisce che la variazione delle risorse richiesta in termini storage e macchine virtuali venga attuata entro un’ora o comunque nell’ambito degli Sla concordati. Eccezionale anche il tempo garantito per l’avvio del servizio ad un nuovo cliente: da 10 ore sino a un massimo di 5 giorni dall’ordine, ed interessante anche la flessibilità dell’approccio commerciale, che prevede numerose tipologie di contratti e di servizio.
Entrata da poco nel business dei servizi It, Bt Italia compie, con la proposta di cui parliamo, un salto di qualità nel settore, entrando subito nell’area del cosiddetto “cloud privato” cui stanno puntando, con diverse sfumature e modalità d’offerta, sia i grandi vendor It (ultima ma non meno importante Fujitsu, con l’Infrastructure-as-a-Service), sia altre realtà, da Google a Cisco. Se la sua offerta avrà anche un pricing competitivo (aspetto sul quale il management Bt non si è sbilanciato, limitandosi a parlare di sconti per volume e durata dei contratti) crediamo che, grazie soprattutto alla sua infrastruttura ed expertise in Tlc, senza le quali non c’è “cloud” che tenga, il Virtual Data Center Bt sia una realtà che nessuno potrà ignorare.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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