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All’Emc World 2011 il cloud incontra i Big Data

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All’Emc World 2011 il cloud incontra i Big Data

11 Lug 2011

di Nicoletta Boldrini

La trasformazione It vista da Emc: tre livelli di cambiamento per tendere verso l’end user computing con la possibilità di accedere a informazioni e applicazioni in qualsiasi momento e da qualsiasi device. Con ripercussioni sulla mole di dati destrutturati che cresce a ritmi vertiginosi e richiede tecnologie adeguate di storage, backup e archiviazione, information management, sicurezza, virtualizzazione, automatizzazione….
Nella foto Joe Tucci, chairman e Ceo Emc.

Dal viaggio verso il private cloud, all’accelerazione dell’It transformation, in cammino verso nuovi modelli di hybrid cloud. Così si può riassumere in una sola frase l’evoluzione della strategia Emc presentata all’evento annuale dedicato a clienti e partner (oltre 10 mila i partecipanti di quest’anno provenienti da 43 paesi), l’Emc World, tenutosi a Las Vegas, dal chairman e Ceo, Joe Tucci.
“Cosa intendiamo noi per trasformazione It?”, esordisce davanti alla platea della sessione plenaria il presidente. “Non certo la sola trasformazione delle infrastrutture!”, risponde alla sua stessa domanda enfatizzando come il concetto debba, piuttosto, essere riferito al cambio del ruolo di Cio e It manager e a quanto questo possa risultare performante per il business.
“Stando ai dati di Forrester i dipartimenti It sono ancora alle prese con l’annoso dilemma mantenimento/innovazione con un rapporto percentuale di 73% del budget speso nel mantenimento dell’esistente e 27% investito in nuovi progetti”, cita Tucci. “La nostra misson, oggi, è aiutare le aziende a cambiare questa percentuale portando l’It a un ruolo maggiormente innovativo e meno reattivo”.
E per non lasciare queste parole tra i confini dei messaggi pubblicitari, Tucci (seguito poi dal Ceo di VMware, Paul Maritz e dal presidente e Coo della divisione Information Infrastructure Products di Emc, Pat Gelsinger) ha spiegato in dettaglio la vision strategica dell’azienda che passa, come dicevamo, dal supporto nel cammino verso il private cloud (oggetto degli annunci dello scorso anno) all’accelerazione di un percorso più ampio. “Quest’anno il nostro punto di vista sul cloud e su ciò che esso può significare per le aziende (sia per le aziende utenti sia per i service provider) è più ampio – spiega Tucci – dato che ci stiamo muovendo su più livelli, passando dalla vista infrastrutturale a quella superiore del middleware e delle applicazioni, riposizionando i nostri asset e la nostra offerta in modo da guidare le aziende verso modelli di It a servizio che vanno oltre il private cloud. Siamo già pronti per le evoluzioni e le intersezioni del cloud che, sempre più, incontrerà i dati aziendali, le applicazioni core/legacy, i big data”, osserva Tucci. “Quest’ultimo aspetto, rappresenta per noi il nuovo core business, oggi emergente ma che guiderà il futuro della nostra azienda”.

La trasformazione dell’It: i tre pilastri Emc
Entrando nel dettaglio della vision aziendale, Tucci ha spiegato quali sono i pilastri su cui si fonda la strategia Emc legata al concetto di trasformazione dell’It (tre pilastri cui corrispondo tre fasi di trasformazione).
Il primo pilastro, quello infrastrutturale, vede la trasformazione dei data center aziendali in centri di servizio con la necessità di connettere e rendere interoperabili tecnologie, strumenti e servizi differenti al fine di automatizzare quanto più possibile gli ambienti (con un trend evolutivo che vedrà sempre più affermarsi il modello ibrido con l’erogazione di servizi It attraverso cloud interne e, contemporaneamente, l’accesso a servizi provenienti dai service provider esterni). In questa prima fase, la trasformazione avviene a livello di infrastrutture con la virtualizzazione a guidare le scelte tecnologiche (che per Emc significa puntare su VMware come “apripista” e sulle tecnologie vSphere – piattaforma di virtualizzazione e cloud computing – e vCenter Operations – tool di gestione unificata per ambienti sia fisici sia virtuali).
Il secondo pilastro riguarda la trasformazione applicativa che abbraccia sia il livello middelware sia lo strato superiore delle applicazioni aziendali. Nel primo caso, Emc punta, sempre attraverso VMware, al Paas con le soluzioni vFabric e Cloud Foundry per consentire agli sviluppatori di creare nuove applicazioni secondo le logiche che ruotano attorno al cloud computing, soprattutto in ambito mobile e social media. Nel secondo caso, si parla, invece, di virtualizzazione delle applicazioni mission critical per portarle in ambienti cloud (sempre attraverso vFabric) e interagire con applicazioni più moderne.
Il terzo pilastro porta alla trasformazione dell’end user provisioning verso quello che Emc e VMware chiamano “End User Computing”, il cui obiettivo è rendere facile, sicuro e trasparente l’accesso alle informazioni e alle applicazioni da qualsiasi device in uso dagli utenti (costruendo quindi un catalogo di servizi e portando virtualizzazione e automazione ad un livello pervasivo).
Trasversale a questi tre pilastri, ci tiene a sottolineare Tucci, “lo strato tecnologico legato allo storage che ha portato Emc a strutturare la propria offerta in ambito cloud computing con focus su “Enterprise Applications” e “Big Data applications”.
Nel primo caso, Emc propone le soluzioni Vmax e Vnx, mentre per i big data si parla di Isilon e Atmos (leggi le novità di prodotto annunciate all’Emc World 2011 riportate qui sotto riquadro). Con la garanzia delle soluzioni Emc specifiche per il backup e l’archiviazione (Data Domain, Avamar, Networker) e la sicurezza di Rsa in ambito Identity Protection and Verification, Data Loss Prevention, Security Management con soluzioni di Event Management e Network Forensics [analisi e monitoraggio dei sistemi di rete ndr], Governance, Risk, Compliance.

L’era dei big data
Comunque, il tema portante dell’Emc World 2011 è stato “Cloud meets Big Data”, a riassunto di una strategia aziendale che vede Emc impegnata (insieme all’offerta VMware ed Rsa) nel processo di migrazione al cloud e nella gestione e analisi di grandi quantità di dati (nell’ordine dei petabyte), sia strutturati sia destrutturati, provenienti e veicolati dal web.
Il messaggio di Tucci è: “I big data devono poter essere analizzati per riuscire a trarne valore di business. Le tecnologie devono essere pronte a sostenere queste analisi”.
E quando Tucci parla di tecnologie, non si riferisce solo a quelle di Greenplum, frutto di una recente acquisizione che ad Emc apre le porte della Business Analytics, ma di tutto lo strato di soluzioni che ruota attorno ai big data, soprattutto a quelli provenienti dal mondo digitale che non possono essere gestiti con i tradizionali modelli dei database ralazionali. Si parla dunque di storage, backup e archiviazione, ma anche di information management, sicurezza, federazione di risorse e di data center, accesso ai dati e alle applicazioni, ecc., il tutto nella logica del nuovo modello di It come servizio che tende all’End User Computing.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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