Enel e Feltrinelli, casi utenti di eccellenza nel cloud

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Enel e Feltrinelli, casi utenti di eccellenza nel cloud

Un’infrastruttura ibrida che consentirà l’allocazione dei workload applicativi negli ambienti più efficaci (IaaS, PaaS e SaaS) per Enel e la migrazione degli ambienti di test e sviluppo per Feltrinelli

05 Ott 2016

di Arianna Leonardi

A testimoniare l’ondata inarrestabile del cloud, durante la presentazione dei dati dell’Osservatorio Cloud & Ict as a Service School of Management del Politecnico di Milano sono stati illustrati diversi case studies, tra cui Enel e Feltrinelli.

Stefano Regaglia, Head of Operations Transformation Unit in Infrastructure and Technological Services di EnelLa multinazionale dell’Energia è impegnata dal 2015 in un’iniziativa di cloud adoption per la realizzazione di un’infrastruttura ibrida che consentirà l’allocazione dei workload applicativi negli ambienti più efficaci (IaaS, PaaS e SaaS). La società sta progressivamente migrando le risorse infrastrutturali interne verso le nuvole di grandi provider internazionali. Il cloud journey di Enel prevede tre tappe: migrazione delle business application (tra cui i “big elephants”, ovvero Erp e Crm); realizzazione di un’automazione spinta; passaggio a un modello Cloud Only che prevede lo sviluppo basato su micro-servizi e metodologie DevOps.

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“Il mondo cambia velocemente – ha raccontato Stefano Regaglia, Head of Operations Transformation Unit in Infrastructure and Technological Services di Enel – e dobbiamo adeguarci. Siamo partiti con un programma ambizioso di public cloud, con l’obiettivo di consolidare il 25% dei nostri carichi di lavoro e migrarne sulla nuvola il 50%”. Grazie a questa operazione, il datacenter di Madrid (per cui il contratto di outsourcing era in scadenza) è stato dismesso e tutte le applicazioni sono state spostate o in cloud o nell’altro Ced a Milano. “Nell’arco di nove mesi – ha proseguito Regaglia – abbiamo mosso 30 server al giorno e portato in cloud 6.300 applicazioni. Abbiamo stimato savings in potenza computazionale pari all’11% e in storage tra il 21 e il 61%. Il tempo di provisioning si è ridotto da 2-3 settimane a un paio di giorni”. Oltre che sui benefici ottenuti, Regaglia ha posto l’accento sui nuovi skill richiesti da un ambiente full cloud: “Non si tratta più di gestire il ferro. Bisogna maturare competenze come cloud architect, quindi acquisire capacità di gestire le risorse sulla nuvola, di analizzare/valutare i costi e di brokering”.

Raffaele Gamberini, Cio del Gruppo Feltrinelli

Il Gruppo Feltrinelli, invece, attivo nel settore dell’editoria e della ristorazione, ha migrato gli ambienti di test e sviluppo in cloud con uno spostamento graduale durato da ottobre 2015 a fine febbraio 2016. Tutto è partito dal bisogno di modernizzare il vecchio sistema Erp. Come ha spiegato Raffaele Gamberini, Cio della società, l’azienda ha optato per l’implementazione di Sap for Hana, che andrà a coprire tutte le esigenze del Gruppo. Nasceva quindi la necessità di disporre di ambienti di sviluppo e test in tempi rapidi fruendo di risorse in modo temporaneo a costi non eccessivi. La scelta del cloud è stata particolarmente utile per i test di integrazione necessari all’introduzione del nuovo sistema gestionale, perché gli ambienti di test in cloud permettono di simulare l’intero flusso dati in autonomia e sicurezza, essendo segregati dalla produzione.

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Arianna Leonardi

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