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Il ruolo dell’Unified Communication e Collaboration nella sanità in Veneto

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Il ruolo dell’Unified Communication e Collaboration nella sanità in Veneto

12 Apr 2016

di Riccardo Cervelli

Il Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale ha da subito abbracciato l’Unified Communication & Collaboration nelle sue declinazioni mobile e cloud. Risultati? Elevata produttività e comfort dei collaboratori, quasi sempre remoti, nonché contenimento dei budget per le trasferte

Per chi si interessa di storia, arte o economia l’Arsenale di Venezia è un luogo che merita una visita e uno studio. Iniziato a costruire fra il 1150 e il 1200, rappresenta uno dei primi esempi di fabbrica moderna. L’impiego di maestranze specializzate, inserite in flussi di lavoro pianificati, dotate di strumenti e materiali standard, ha permesso all’Arsenale di avere un’elevata capacità produttiva di navi di diversa fattura che hanno permesso a Venezia di diventare una potenza marinara commerciale e militare.

Si è ispirato a questa istituzione, nel darsi il proprio nome, Arsenàl.IT, un consorzio il cui nome si completa con Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale. La struttura è nata nel 2007 sulle fondamenta del Consorzio di Telemedicina, fondato nel 2005 dalle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Regione del Veneto. Oggi la telemedicina è solo uno dei più importanti temi dei quali Arsenàl.IT si occupa. “La società – spiega a ZeroUno Claudio Saccavini, suo direttore tecnico – ha l’obiettivo di gestire l’innovazione tecnologica che impatta su diversi aspetti della sanità”.

Claudio Saccavini, Direttore Tecnico, Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale

Arsenàl.IT è un esempio concreto di successo nell’implementazione di sistemi di Unified Communication & Collaboration (Uc&c) che sfruttano le opportunità offerte in questo ambito dalle tecnologie di mobility. “Il problema di dotarci di tecnologie per l’Unified Communication utilizzabili in mobilità – racconta Saccavini – per noi si è posto fin dalla nascita della struttura. Nonostante il non esiguo numero e la complessità dei progetti nei quali siamo coinvolti, la società è snella, in quanto impiega circa 50 persone tutte laureate: ingegneri, informatici, sociologi, economisti e avvocati. La maggior parte di loro si sposta quotidianamente fra le ventitré aziende sanitarie che volontariamente hanno aderito al Consorzio. Se hanno bisogno di interagire fra loro, non possono fare a meno di utilizzare device mobili con i quali si connettono alla nostra piattaforma, che permette di telefonare, effettuare videoconferenze, collaborare su documenti in più persone contemporaneamente e così via. Io stesso partecipo in media a cinque riunioni virtuali al giorno, di cui almeno una dall’auto. E in ogni meeting vi sono almeno altri tre o quattro partecipanti da luoghi diversi”.

Unified Communication & Collaboration, soluzioni, vendor e partner

Un’analogia fra Arsenàl.IT e l’antico Arsenale di Venezia è la vocazione a utilizzare tecnologie standard. “A differenza di altre strutture simili alla nostra – puntualizza Saccavini – noi non sviluppiamo software e hardware, ma concepiamo progetti che sfruttano prodotti di terze parti. Per quanto riguarda l’Ucc, per esempio, abbiamo provato di tutto e, nonostante ora abbiamo compiuto le nostre scelte, continuiamo a sperimentare ogni novità lanciata dai vendor più noti. Sottolineo, inoltre, che un’altra nostra scelta strategica è stata quella di approvvigionarci solo di soluzioni cloud, a parte i client, ovviamente. Questi sono, fondamentalmente, laptop Macbook e smartphone Android 4G forniti dall’azienda, e tablet Byod (Bring your own device, ndr), quasi tutti iPad. Dopo molti test, per le nostre esigenze interne di Ucc alla fine abbiamo scelto le soluzioni cloud di Google. Della suite Google for Work ci ha convinto la disponibilità di sistemi di scrittura, calcolo, calendaring, email, videoconferenza e sharing documentale perfettamente integrati fra loro e in grado di supportare senza problemi molti utenti concorrenti. Per esempio, abbiamo sperimentato come si riesca a lavorare su file Docs o Sheets in dodici persone contemporaneamente senza aver problemi di versione. E siamo soddisfatti anche della funzionalità di video-conferenza di Google Hangouts”. Il sistema permette di realizzare videoconferenze in HD fino a 15 persone concorrenti interne ed esterne a un’organizzazione. “Altra caratteristica che abbiamo apprezzato è stata l’integrazione fra l’Ucc di Google e Zoho, la soluzione che abbiamo scelto per il project management e la prefatturazione delle attività per i nostri clienti. Zoho lo utilizziamo sul cloud di Aruba, altro nostro importante partner”.

Aspetti organizzativi e di sicurezza

L’adozione dell’Unified Communication & Collaboration da parte del team di Arsenàl.IT è stata fin da subito accettata senza problemi. “Va ricordato – spiega il direttore tecnico del consorzio – che molti dei nostri collaboratori avevano già skill in telecomunicazioni. Ma va sottolineato che, dall’impiego dell’Ucc in mobility, noi ci aspettavamo due benefici: il supporto al lavoro remoto, compreso quello da casa, e il contenimento dei costi di trasferta. Entrambi sono stati ottenuti. Per quanto riguarda il primo aspetto, siamo riusciti anche a venire incontro alle esigenze delle colleghe che affrontano i problemi tipici di una maternità. Così le gravidanze, nel nostro caso, non sono un problema per l’azienda, ma un’occasione per dimostrare le nostre capacità di lavorare in squadra. Per quanto concerne il secondo, solo il mio gruppo è riuscito a ridurre del 30% i costi di viaggio negli ultimi anni. Devo comunque dire – aggiunge Saccavini – che qualche problema a livello organizzativo e di accettazione dei nuovi strumenti ci capita di affrontarlo ancora presso qualche cliente. Alcuni interlocutori, per esempio, hanno bisogno di un po’ di tempo per abituarsi a tenere riunioni importanti in videoconferenza”.

E quanto alla sicurezza? “Negli ultimi anni – conclude il direttore tecnico di Arsenàl.IT – ho registrato solo un attacco. Ed è avvenuto nei confronti di un server on-premises su cui, peraltro, ormai non girava più niente di importante. Per il resto ci fidiamo dei nostri fornitori cloud. Preferisco considerare la sicurezza come una parte di un servizio complessivo. Da parte nostra ci impegniamo a controllare il rispetto degli Sla”. In questo periodo Saccavini e i suoi collaboratori sono impegnati sul tema della gestione in cloud di Big data per advanced analytics e modelli predittivi, e hanno già iniziato ad apprezzare la possibilità di accedere alle loro funzionalità attraverso gli strumenti di Uc&c in mobilità.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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