Come sfruttare l’innovazione per inventare la Supply Chain del futuro

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Come sfruttare l’innovazione per inventare la Supply Chain del futuro

Cambiare mindset, mettere il cliente al centro, puntare sulla sostenibilità e sulle tecnologie innovative: così si costruisce la supply chain del futuro, che deve essere ‘autonomous, self-healing e self-optimizing’.

31 Mag 2022

di Emanuele Villa

Gli eventi degli ultimi due anni hanno intensificato il dibattito circa la resilienza e l’agilità delle supply chain estese, che sempre più spesso si pongono come veri e propri ecosistemi connessi.

L’impatto delle supply chain sulla competitività d’impresa è indubbio, e per questo le aziende non possono più permettersi che situazioni disruptive abbiano un forte impatto sull’operatività, sulla loro offerta e sul rapporto con i clienti. Molte organizzazioni stanno ridefinendo e reinventando le proprie supply chain in chiave di agilità, trovando nell’innovazione il principale abilitatore capace di bilanciarla con una naturale ricerca di efficienza.

Supply Chain del futuro: sostenibile, veloce, innovativa

Quali sono, dunque, le principali direzioni strategiche verso cui si sta orientando la ridefinizione della supply chain? Uno spunto interessante viene fornito da Gartner, secondo cui il 42% dei CSCO (Chief Supply Chain Officer) è sotto pressione per mantenere la redditività attuale e, al tempo stesso, raggiungere obiettivi di sostenibilità, velocità e innovazione.

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La sostenibilità, quindi, è uno dei valori cui occorre ispirarsi per la ridefinizione della supply chain. I consumatori sono sempre più attenti a quella ambientale e sociale, e questo ha un forte impatto sul ciclo di vita del prodotto. Sempre secondo Gartner, alla base di tutto ci devono essere trasparenza e visibilità dei flussi delle supply chain, con procedure di audit sempre più estese verso partner e fornitori e la definizione di metriche (KPI) precise di valutazione. Il digitale è un abilitatore insostituibile sotto questo profilo, proprio perché permette di trasformare le catene tradizionali in ecosistemi diffusi e perennemente connessi.

Il secondo aspetto riguarda direttamente la visione della catena di fornitura nell’ecosistema aziendale. Nel concepire la supply chain del futuro, i manager devono ragionare non soltanto in termini di eccellenza operativa, ma di creazione di valore. La gestione della supply chain, con la sua infinità di processi, attività e relazioni, deve diventare il motore della crescita dell’impresa, una funzione customer centric i cui macro-processi (es, procurement, produzione, logistica) hanno un impatto sulla capacità di rispondere alle necessità dei clienti.

Le catene di distribuzione diventano così un elemento cardine della customer experience, e quindi della produzione di reddito. Citando KPMG: “In futuro, le supply chain non saranno guidate da prodotti e processi, ma dalle esigenze dei clienti”. Anche in quest’ambito, occorre una trasformazione a livello di mindset e processi, rigorosamente sorretta da tecnologie innovative.

Il ruolo dell’automazione, dei dati e dell’AI nella supply chain del futuro

Parlando delle caratteristiche della supply chain di domani, KPMG la definisce autonomous, self-healing e self-optimizing. D’altronde, si è già detto che gli ecosistemi del futuro devono essere veloci: velocità è sinonimo di automazione.

Da sempre, le aziende ricorrono a essa per efficientare le proprie attività, e il supply chain management, con la sua enorme mole di processi, è un candidato. Oggi, l’automazione ha diversi volti: la robotica delle linee produttive, i magazzini con trasloelevatori, ma soprattutto l’automazione dei processi della Supply Chain Execution e di back office come la gestione degli ordini, la pianificazione degli ordini di lavoro, i processi produttivi, la prenotazione dei ritiri delle merci, il picking e molto altro. Parlando di futuro, poi, non si può trascurare la transport automation, che prenderà il via con i mezzi a guida autonoma.

Quasi scontato il fatto che le supply chain del futuro saranno completamente basate su logiche di automazione data-driven. Dall’acquisizione dei dati si passa alla valorizzazione e da questa all’automazione intelligente dei flussi esecutivi. Eppure, proprio sulla valorizzazione dei dati le aziende stanno trovando notevoli difficoltà. Le sfide del data management moderno dipendono non soltanto dall’aumento esponenziale dei volumi, ma anche dall’eterogeneità dei dati e dalla loro distribuzione in complessi modelli ibridi e multicloud.

Per farvi fronte, le aziende stanno gradualmente approdando verso paradigmi moderni di data management, come quelli basati su architetture Data Fabric. L’iter è in piena evoluzione: la stessa Gartner afferma che le soluzioni di data management disponibili sul mercato coprono un 65%/70% delle funzionalità di un Data Fabric. Il resto va sviluppato ad hoc.

Nel frattempo, l’Intelligenza Artificiale sarà alla base delle capacità di self-healing e self-optimization delle supply chain, che proprio sulle tipiche doti predittive di AI baserà la capacità di adattarsi alle circostanze interne ed esterne ed elaborare possibili soluzioni. Anche oggi, l’AI è adottata con sempre maggiore pervasività nell’automazione dei processi: a differenza di una comune RPA, Intelligent Automation può prendere decisioni o indirizzare i manager verso scelte rilevanti, come nel caso del demand forecasting o della revisione della catena distributiva. Secondo Gartner, entro il 2024 il 50% delle supply chain organizations investirà in applicazioni che supportano l’intelligenza artificiale e capacità di Advanced Analytics.

Innovazione as-a-service e gli abilitatori tecnologici

Le catene di fornitura del futuro saranno ecosistemi digitali sinergici. La pervasività delle piattaforme digitali sta già aprendo nuove possibilità e creando modelli di business innovativi legati alla servitizzazione. Le aziende, che hanno sempre gestito in house tutti i processi, si trovano ora a poterli esternalizzare (anche singolarmente) verso provider specializzati e a gestirli con piattaforme digitali. Il tutto, sfruttando i benefici del modello as-a-service. In modo del tutto speculare, le aziende che dispongono di asset sottoutilizzati come macchinari, spazi logistici o container, li possono mettere a disposizione di altre aziende tramite servitizzazione.

Che dire, infine degli abilitatori tecnologici della supply chain di domani? Si possono fare alcune ipotesi, considerando tendenze già esistenti ma non ancora consolidate. Tra gli ambiti di innovazione che stanno costruendo le nuove supply chain riportiamo:

Soluzioni di Control Tower

Le soluzioni di Control Tower abilitano una visione olistica della supply chain integrando tutti i processi della filiera, tra cui i flussi logistici di magazzino, la produzione, il procurement e la distribuzione. Control Tower è la soluzione che abbatte le complessità interne ed esterne di gestione della catena di distribuzione e incentiva la collaborazione tra tutti gli stakeholder.

Secondo gli analisti, l’adozione delle Control Tower per la gestione end-to-end dei processi (come il quote-to-cash) è (e sarà) ancora limitata nel breve periodo, principalmente a causa dei data silos e di un mindset non ancora ideale. Per questo, KPMG sottolinea come il futuro della supply chain si debba basare su dei Cognitive Decision Centers (CDCs) basati su una visione cross-funzionale della supply chain, che da marketing e vendite si estende fino al finance.

Hyperautomation

L’Hyperautomation sarà il pilastro dell’automazione all’interno delle future supply chain. La sinergia tra tecnologie avanzate come Robotic Process Automation, AI, IoT, Business Process Management, Machine Learning e piattaforme Low Code trova un terreno fertile all’interno della supply chain, i cui processi sono molto complessi, articolati e, per certi aspetti, ripetitivi. Hyperautomation è quindi un approccio che potrebbe portare all’automazione intelligente in aree come il sourcing e procurement, l’asset management o processi estremamente articolati come il quote-to-cash, che è ancora contraddistinto da diversi task manuali e ripetitivi.

Automazione dei processi della logistica interna

La logistica interna comprende tutti i flussi logistici di magazzino e produttivi, fondamentali per l’evasione efficace degli ordini e gestiti da apposite soluzioni di Supply Chain Execution. Qui occorre distinguere tra due forme di automazione: quella relativa ai magazzini in sé, con sistemi goods-to-person come i magazzini automatici, i trasloelevatori e i miniload, e quella dei flussi logistici, alimentata da WMS (Warehouse Management System) di ultima generazione, che ottimizzano tutti i processi dall’accettazione alla spedizione.

Piattaforme di visibilità real-time dei trasporti

Visibilità e trasparenza saranno i pilastri delle Supply Chain del futuro. Una tendenza tecnologica interessante è l’avanzata delle piattaforme di visibilità real-time dei trasporti di merci e prodotti. Esse permettono non soltanto di erogare servizi di valore per i clienti e i consumatori finali, ma hanno un impatto positivo sulla tracciabilità e la compliance.

Emanuele Villa

Giornalista

Appassionato di tecnologia da sempre, ho deciso che avrei impegnato il mio tempo raccontandola e lo faccio dal lontano 2000. Dopo un lungo percorso nel mondo della tecnologia consumer, ora mi occupo soprattutto di Digital Transformation.

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