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It Optimization: prepararsi al cloud. Come evolvere al modello virtualizzato “as a service”

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It Optimization: prepararsi al cloud. Come evolvere al modello virtualizzato “as a service”

14 Mar 2011

di Nicoletta Boldrini

“Prepararsi al cloud” non significa solo effettuare nuovi investimenti tecnologici, ma anche saper adottare un metodo strutturato che porti alla definizione di nuovi modelli organizzativi. Serve una “vista business”, un approccio organico che, anche a livello architetturale, richiede sforzi non banali. Ai vendor e alle terze parti dovrebbe spettare il compito di supportare le aziende in una logica di corresponsabilità, anche economica. È quanto emerso nel corso dell’Executive Dinner che ZeroUno ha organizzato in collaborazione con Vmware e Accenture.

Per realizzare infrastrutture davvero finalizzate all’erogazione di servizi il cui valore impatti sul business, servono metodologie e framework per il governo di processo (e di tutte le variabili che ci sono in un progetto di trasformazione). Serve, cioè una vista “di business” del cloud che consenta di valutare i cambiamenti tecnologici necessari, i passi implementativi, i livelli di gestione e di performance in termini di qualità ed efficacia del servizio offerto.
In estrema sintesi questo, è ciò che è emerso dall’Executive Dinner che ZeroUno ha recentemente organizzato in partnership con Vmware e Accenture. Un evento che ha visto la partecipazione di numerosi Cio e responsabili It di aziende italiane e multinazionali che, in linea con lo scenario illustrato da Stefano Mainetti (nella foto a sinistra), Professore Incaricato di Tecnologie, Applicazioni e Servizi dell’Internet del Politecnico di Milano e responsabile dell’Osservatorio Cloud Computing della School of Management, concordano con il fatto che, per l’IT, prepararsi al cloud significa dover fare uno sforzo non banale che, di fatto, significa “cambiare mestiere”. Ovviamente la terminologia è forte e forse anche semplicistica ma ben evidenzia le difficoltà con le quali oggi i dipartimenti IT devono scontrarsi e il ruolo determinante che hanno (e avranno sempre più) nel successo o meno delle aziende e del business che “servono”.
Durante la discussione, che ha visto intervenire anche Alberto Bullani, Regional Manager di Vmware Italia, Luca Zerminiani (nella foto a destra) e Nicola Demattia, rispettivamente Systems Engineer Manager e System Integrators Manager di VMware Italia, Corrado Rebecchi, Responsabile Infrastructure e Cloud Computing di Accenture, e Paolo Trevisan (nella foto sotto a sinistra), Responsabile Cloud del mercato CHT di Accenture, è emerso con evidenza che l’IT, per prepararsi adeguatamente al cloud, deve “imparare” a presidiare due ambiti, diversi ma al tempo stesso complementari:
– tecnologico, per capire qual è la situazione informativa di partenza e come possono evolvere le architetture e i data center (con la virtualizzazione e il consolidamento server, la virtualizzazione desktop e, infine, quella applicativa), quale controllo dei sistemi è necessario e come cambia la governance generale dei sistemi informativi in un modello cloud orientato ai servizi business value;
– organizzativo e di processo, con particolare attenzione ai concetti di governo, automazione, performance, change management dei processi, messa a punto di nuovi modelli organizzativi industrializzati, qualità dei servizi erogati/attesi.
Se da un lato, infatti, è chiaro che l’adozione del cloud richiede dei passi tecnologici per elevare l’IT a livello di erogatore di servizi di business (consolidamento, virtualizzazione, automazione, standardizzazione, governo e controllo dei sistemi, governo e controllo dei livelli di servizio e della qualità dello stesso, ecc.), dall’altro, è fondamentale identificare un modello strategico di riferimento che, come evidenzia Accenture, tenga conto di almeno 4 dimensioni: servizi, tecnologie, processi, organizzazione.
“Si parla di un fenomeno che, seppur ancora “nebuloso” nel suo divenire e ancora lontano dalla curva di maturità – ha evidenziato Stefano Uberti Foppa, Direttore di ZeroUno -, avrà un innegabile impatto sull’IT e sul modo di erogare la tecnologia. Un impatto che dovrebbe oggi essere governato dai vendor con un approccio di corresponsabilità e condivisione”.
Elemento importante emerso durante la tavola rotonda, infatti, è l’importanza dei vendor e di un ecosistema di partner governato con modelli di go-to-market orientati sia alla padronanza tecnologica sia alla conoscenza del business degli utenti, con competenze di change organizzativo e tecnologico utile (e oggi necessario) a guidare il processo di trasformazione dell’It “as a service”.

Entro breve sarà disponibile il resoconto dettagliato del dibattito della serata.

Nel frattempo è possibile scaricare le presentazioni tenute dai relatori

– "It Architecture – Prepararsi al cloud" di Stefano Mainetti, Professore Incaricato di Tecnologie, Applicazioni e Servizi dell'Internet del Politecnico di Milano.
"Approccio al cloud", di Paolo Trevisan, Responsabile Cloud del mercato CHT di Accenture.
– "Cloud Computing – Si può fare!" di Luca Zermignani, Systems Engineer Manager di Vmware Italia.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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