Diversity Manager, quale ruolo in una scaleup fintech come SumUp

SumUp: ruolo del Diversity Manager in una scaleup fintech

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Attualità

SumUp: ruolo del Diversity Manager in una scaleup fintech

SumUp è un’azienda che fornisce servizi finanziari a livello globale e strumenti per accettare pagamenti con carta di credito nei punti vendita o on-line. I temi della Diversity e dell’Inclusion fanno parte della strategia dell’azienda fin dalla sua nascita, sia verso le proprie persone sia per aiutare gli imprenditori, molti dei quali fanno parte delle minoranze e delle comunità minoritarie. Questo approccio, includendo la presenza del diversity manager, ha un impatto positivo anche su prestazioni e produttività, benessere, impegno, capacità di trattenere le persone.

18 Nov 2021

di Elisabetta Bevilacqua

Un’azienda tecnologica con il 55% di dipendenti donne è di per sé una notizia. Ma SumUP, scaleup fintech, va oltre e fa dell’inclusione una strategia di business. Per l’azienda che offre una soluzione end-to-end per accettare pagamenti con carta presso il punto vendita o online, la diversità, intesa in senso lato, viene considerata un abilitatore per comprendere meglio le esigenze dei suoi clienti (commercianti, professionisti, piccole e micro imprese…) e sviluppare il senso di comunità e di appartenenza. Uno degli obiettivi è diventare un datore di lavoro ideale per donne, LGBTQ+, persone di diverse nazionalità ed etnie, persone diversamente abili… E il diversity manager ha un ruolo in tutto questo.

Abbiamo parlato, dei risultati raggiunti e delle sfide che ancora aspettato la scaleup, con Felizitas Lichtenberg, Global Head of Diversity and Inclusion di SumUp che ha recentemente partecipato come speaker all’Inclusion Festival 2021, evento internazionale tenutosi dal 19 al 21 ottobre.

C’è ancora molto da fare per il D&I team

Pur dichiarandosi soddisfatta dell’immagine complessiva dell’azienda sui temi Diversity and Inclusion (D&I) e per i risultati fin qui raggiunti, ritiene ci sia ancora molto da fare per arrivare, ad esempio, al 20% di donne nei livelli executive: in questa direzione, c’è l’impegno ad assumerne il 30% tramite short list e migliorare la rappresentanza di genere nelle attività tecnologiche. Per creare le condizioni anche per il futuro SumUp ha un impegno a formare le ragazze in campo tecnologico, come nel caso del programma lanciato in Brasile, incentrato su Java FullStack, rivolto principalmente alle ragazze e che coinvolgerà i giovani disoccupati.

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Secondo la responsabile D&I, la difficoltà che incontrano anche molte aziende italiane nel settore ICT nell’assumere donne per la difficoltà di trovare le competenze tecnologiche adeguate, deriva probabilmente da aspetti culturali che vengono da lontano. “A livello globale le donne costituiscono la metà della popolazione, ma non sono rappresentate abbastanza in posizioni di leadership e nel mondo tecnologico in generale – spiega – Ciò è dovuto anche alla mancanza di modelli di ruolo comunicati, da stereotipi e da aspettative di genere”, sostiene. È il caso dei regali, differenti per bambini e bambine, da libri per l’infanzia che dipingono i papà che lavorano e le donne si occupano della casa …

“Guardando al futuro questa situazione va cambiata, per il benessere finanziario e l’indipendenza finanziaria delle donne a livello globale. Detto questo, in SumUp crediamo davvero nell’intersezionalità, poiché vogliamo considerare tutti i tipi di dimensioni D&I”, dichiara, elencandole:

  • LGBTQ+: il 7-10% si identifica come tale, ma la ricerca mostra che la metà non fa coming out. Va dunque creato un ambiente dove, ad esempio, si possa parlare dei programmi del fine settimana senza la necessità di mentire e superare l’ansia, lo stress e il senso di colpa per continuare a mentire.
  • Diversamente abili: persone a cui va garantita una vita migliore, ad esempio nel trasporto pubblico, nell’accessibilità di prodotti e siti Web per non vedenti, mentre attualmente nelle nostre città, nelle infrastrutture, ma anche nei prodotti e nei siti Web non c’è attenzione per le persone con abilità diverse.
  • Razza ed Etnia: guardando alla nostra storia e ai sistemi in cui siamo cresciuti, dobbiamo riconoscere che molti di noi provengono da un ambiente privilegiato e che esiste il razzismo sistemico. Essere consapevoli dei nostri pregiudizi è il primo passo per combatterli e sostenere i gruppi minoritari.
  • Età: il mondo sta invecchiando e il 50% della nostra popolazione nei paesi più sviluppati supererà i 100 anni, con un impatto che sconvolgerà gli attuali regimi pensionistici e l’inclusione finanziaria della popolazione anziana. Ma nonostante questa prospettiva permangono pregiudizi contro i lavoratori più anziani, talvolta spinti ad aderire a programmi di pre-pensionamento volontario.

Secondo Lichtenberg, promuovere un potente sentimento di appartenenza a una comunità che rispetta tutte le identità e promuove ogni tipo di diversità e la sua bellezza, ha dimostrato di avere un impatto su prestazioni e produttività, benessere, impegno, capacità di trattenere le persone. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante in questa fase di “great resegnation” dove un numero di persone, spesso le più qualificate, lasciano il lavoro in fase post-Covid, soprattutto alla ricerca di un miglior equilibrio fra vita e lavoro e un miglior benessere lavorativo.

I principali obiettivi a breve per il team D&I di Sumup

Coerentemente con quanto fin qui affermato, l’azienda prevede di intraprendere nei prossimi mesi una serie di azioni a livello internazionale come:

  • concentrarsi su dati e approfondimenti in ambito D&I, lanciando un sondaggio sul tema;
  • organizzare un workshop sulla leadership inclusiva, tema attualmente coperto solo dal 50% dei leader interni;
  • promuovere l’impegno e il sostegno esterni come ad esempio la Conferenza LGBTQ+ in Bulgaria e gli Entrepreneurship Awards – categoria D&I in Gran Bretagna;
  • lanciare un percorso di e-learning su cultura D&I, LGBTQ+, razzismo sistemico, privilegio,…
  • realizzare webinar per il miglioramento delle competenze su temi come neurodiversità, violenza domestica e abusi…
  • realizzare webinar sull’empowerment (brand personale e networking, resilienza professionale, forza e fiducia);
  • nel campo delle assunzioni rendere neutre (indipendenti da genere) le descrizioni dei posti di lavoro; un impegno ancora in progress;
  • realizzare workshop D&I per il team dedicato all’acquisizione dei talenti;
  • collaborare con le ONG e fornire loro computer e supporto finanziario per gli insegnanti.

Il team D&I prevede infine specifiche azioni sul tema LGBTQ+, inserendolo nel workshop sull’Inclusive Leadership, realizzando un Webinar sul Global PRIDE (che coinvolga membri della rete e alleati nel proprio mercato), realizzare un percorso di apprendimento dedicato.

Quella di SumUp si sta dunque rivelando una scelta vincente che, a partire dall’attenzione alla D&I, punta al mercato dei pagamenti cashless, in crescita come conseguenza della digitalizzazione, spinta a sua volta dalla pandemia che ha rivoluzionato le abitudini del mondo consumer. “Una cultura diversificata e inclusiva in cui tutti sentano un senso di appartenenza aiuterà SumUp a raggiungere il suo scopo collegando milioni di commercianti e costruire un mondo migliore per i SumUppers, i nostri commercianti e le comunità”, conclude Lichtenberg.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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