Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Modellare il servizio It a supporto del business nel giusto equilibrio tra richieste e tecnologia

pittogramma Zerouno

Modellare il servizio It a supporto del business nel giusto equilibrio tra richieste e tecnologia

29 Giu 2011

di Nicoletta Boldrini

ZeroUno: Qual è la sua visione dello scenario competitivo attuale nell’industria petrolifera ed energetica? Quali sono dal suo punto di osservazione, le principali tendenze, e come queste impattano sulle strategie It?
Mauro Minenna: L’It in Gruppo Api è un’organizzazione che declina i propri servizi in due differenti mercati molto competitivi: da un lato siamo infatti a supporto del cosiddetto “downstream integrato” (dalla raffinazione fino alla distribuzione all’utente finale in oltre 4.200 punti vendita), dall’altro siamo sempre più coinvolti a supporto delle iniziative legate alle energie rinnovabili. Due mercati molto differenti tra loro e con caratteristiche ed esigenze diverse. Il primo, è un mercato estremamente maturo e richiede ai sistemi informativi efficienza con una forte attenzione ai modelli di costo e interventi mirati ad automatizzare e standardizzare i processi ai fini di rendere più veloce ed efficace l’azione commerciale del business; l’It ha cioè il compito di “sbloccare” la macchina operativa in una logica di maggior efficacia ed efficienza dei processi, sia di business sia It, in quest’ultimo caso in modo da liberare risorse economiche per proporre innovazione e servizi a sostegno della proposta commerciale.
Il secondo, è invece un mercato caratterizzato ancora da grande incertezza (il quadro normativo di riferimento stesso è in continua evoluzione), nel quale la spinta innovativa e tecnologica è finalizzata a dare spazio a progetti anche pioneristici, piuttosto che alla gestione di una macchina operativa che in questo contesto deve ancora stabilizzarsi.

ZeroUno: Come può esprimersi allora il ruolo del Cio in questi scenari così diversi garantendo comunque una prospettiva più strategica che affianchi la governance dei sistemi informativi alla capacità di essere promotore di un’innovazione tecnologica in grado di generare valore di business?
Minenna: Credo che il Cio di oggi sia una figura che debba necessariamente operare su due fronti differenti. Esiste un fronte “di metodo” che identifica la capacità di tracciare in modo ordinato le richieste con una metodologia stringente che dia risposte al business. E poi esiste anche un fronte “di merito” a cui è possibile ricondurre la capacità del Cio riguardo la comprensione di tutto ciò che è extra-It (processi, strategie e obiettivi di business, ecc.) ma che, oggi, impatta direttamente sulle scelte dell’It e sulle competenze dell’organizzazione informatica.

ZeroUno: Se il Cio deve operare su differenti fronti è altrettanto importante che l’azienda, nel suo insieme, sia conscia di questo nuovo ruolo…
Minenna: Oggi c’è un importante “salto quantico” culturale: sta venendo meno quella demarcazione per la quale l’informatica è ritenuta solo automazione di informazione e di processo (escludendo quindi dall’It e dal ruolo del dipartimento dei sistemi informativi tutto ciò che si ritiene non particolarmente automatizzabile o risolvibile con strumenti di informatica personale); questo dualismo si sta lentamente dissolvendo perché l’azienda percepisce il valore dell’It e la capacità di dare risposte alle esigenze del business. In questo contesto, diventa ancor più fondamentale la capacità di agire del Cio su un fronte “di merito”.

ZeroUno: Il cloud computing e l’It as a service impatterà proprio sui modelli di business e il posizionamento competitivo dell’azienda consentendo al Cio, e all’intero dipartimento It, di “liberarsi” delle attività più legate alle operations per concentrarsi proprio su questo fronte “di merito”. Una grande opportunità? Un’accelerazione nel cambiamento di ruolo dell’It o che altro?
Minenna: Il modello dell’It as a service apre senz’altro interessanti opportunità che consentono all’It di identificare in modo più rapido le risposte tecnologiche a sostegno delle esigenze del business. Il ruolo del Cio diventa ancor più importante perché è, e sarà sempre più, colui che deve trovare il giusto equilibrio tra le richieste del business, per altro sempre più influenzato dalla consumerizzazione dell’It, e le possibilità tecnologiche, sia quelle che provengono dall’esterno, sia quelle strettamente connesse alle infrastrutture esistenti in azienda.

ZeroUno: E nella gestione dei vendor? Come dovrà cambiare l’approccio del Cio?
Minenna: In questo contesto un altro importante ruolo del Cio è proprio la capacità di saper intermediare correttamente i rapporti tra l’azienda e i vendor It, sempre più orientati a “saltare” il contatto con i dipartimenti informativi preferendo approcci di vendita direttamente verso le line of business. Tuttavia, mi sento di dire che non importa, di fatto, l’approccio che può scegliere di adottare un vendor; ciò che non si deve perdere di vista è la capacità di modellazione della migliore soluzione o servizio It a supporto dell’azienda. Capacità che, a mio avviso, può avere solo chi conosce a fondo la natura dell’infrastruttura tecnologica aziendale e, quindi, il dipartimento It.

ZeroUno: Alla luce di quanto abbiamo detto finora, come sta cambiando la funzione sistemi informativi in Gruppo Api in termini di competenze e processi?
Minenna: Devo dire che nel nostro dipartimento It abbiamo trovato una soluzione equilibrata. Ci siamo “autoinflitti” alcuni progetti di interesse strategico e trasversali alla corporate prima ancora che ci venissero chiesti (dove per “autoinflitti” significa, scherzosamente, che i costi di tali progetti sono stati imputati direttamente al dipartimento It e non alle line of business). Così facendo, abbiamo sperimentato e appreso una serie di accortezze, sviluppato nuove competenze e maturato esperienze diverse, grazie alle quali abbiamo architetturalmente definito le basi per lo sviluppo di altri progetti. Le funzioni hanno goduto di questi progetti senza oneri; e per l’It è stata l’occasione per il ripensamento delle infrastrutture. Non basta, infatti, capire e interpretare correttamente le richieste, attività che comunque richiede competenze meno tecnologiche e più di taglio business, organizzativo, strategico; perché anche il più bel progetto è destinato a fallire senza il supporto di tecnologie abilitanti. E ancora, la conoscenza di processo, da sola, non basta. La complessità del contesto, sia interno all’azienda, sia esterno sul mercato, aumenta e questo impatta sugli skill It. Ci sarà sempre più bisogno, infatti, di persone in grado di modellare e gestire una enterprise architecture sia in virtù del “come” deve funzionare un’azienda, sia in relazione al funzionamento efficiente del sottostante ambito tecnologico, sapendo cioè collegare e integrare i vari “pezzi” dell’architettura, servizi cloud compresi.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

Articolo 1 di 5