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Le opportunità dell’e-learning per le aziende in Italia ed Europa

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Le opportunità dell’e-learning per le aziende in Italia ed Europa

21 Dic 2004

di Fabio Metitieri

Due testi, uno più teorico e uno più pratico, sull’uso degli strumenti di formazione permanente via Internet, focalizzati sulle esigenze delle aziende

Tra i numerosi libri dedicati all’e-learning, alla didattica e alla formazione nell’era del digitale e della Rete, la raccolta di lavori curata da Patrizio de Nicola e Francesca Comunello, “Le@rning. Una guida alla formazione nella net economy” (con prefazione di Luciano Gallino, edito da Guerini e Associati, 2003, 270 pagine; 21,50 euro) è una delle più interessanti. Il manuale, con un sottotitolo che richiama senza paure la “net economy”, si rivolge in particolare alle aziende, per offrire loro una buona panoramica di cosa è, o dovrebbe essere, la formazione permanente ai tempi di Internet.
I saggi dei quindici autori – tutti impegnati in questo settore, per lo più in ambito universitario – risultano purtroppo non sempre coordinati al meglio e si ripetono un po’ nella teoria e nella definizione di cosa sia l’e-learning, ma nel complesso presentano bene lo scenario del settore sia in Italia sia in Europa.
Per l’Italia, come spiega Antonella Attanasio, è interessante il paradosso in cui si dibatte il settore Ict, che lamenta lo skill shortage, ma allo stesso tempo tende ad assumere personale giovane e poco preparato; la formazione continua in azienda, quindi, diventa uno strumento di importanza essenziale. Il settore è però ancora tutto da sviluppare.
In un altro capitolo Mario Morcellini e Francesca Comunello mettono meglio a fuoco le caratteristiche della formazione, che deve essere “Faad”, cioè “anche a distanza”, costituita da un’attenta miscela di diverse metodologie che integrino le ore in aula con gli strumenti elettronici.
Nel libro si trovano anche delle interviste molto significative sulla materia con gli amministratori delegati o i top manager di Excite Italia, Raisat, Jp Morgan e Microsoft Italia. Il volume presenta infine una breve appendice di “documentazione”, estremamente utile, con una guida alla ricerca dei corsi di Ict e alla loro valutazione, in modo da non cadere in proposte troppo costose e poco valide, e con alcune indicazioni su come esaminare e scegliere un sistema di learning management.
Su quest’ultimo punto, la scelta degli strumenti da usare per l’e-learning, può essere d’aiuto anche un testo molto più pratico, scritto da Pierluigi Fontanesi, con il semplice titolo E-learning (Tecniche nuove, 2003, 150 pagine; 9,90 euro). Adottando un taglio decisamente operativo, Fontanesi, docente di informatica all’Università Statale a Crema e consulente di e-learning per Somedia, riassume in solo una ventina di pagine la teoria per passare subito e in modo sintetico alla rassegna degli standard e dei software più diffusi per questo settore. L’autore illustra le caratteristiche dello standard Scorm (Sharable content object reference model), quindi passa all’esame degli strumenti di Lms (Learning management system, i programmi per la somministrazione e la gestione dei corsi), descrivendo in modo dettagliato Blackboard (www.blackboard.com ). Altre schede prendono in considerazione gli altri principali pacchetti disponibili, compreso Spaghettilearning (www.spaghettilearning.com ), un prodotto open source e tutto italiano. Una seconda parte del libro tratta le soluzioni di Web conferencing, prendendo come esempio Videomeeting. La terza parte del volume infine è dedicata ai sistemi per produrre i corsi, con Lectora publishing suite e con Authorware di Macromedia, e in chiusura del manuale si trovano un capitolo sulle possibilità offerte dai dispositivi mobili per il futuro m-learning e una nutrita appendice sulle risorse di e-learning disponibili in Rete.

Fabio Metitieri

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