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Indagine Assintel: Mercato del lavoro It: salute discreta nonostante la crisi

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Indagine Assintel: Mercato del lavoro It: salute discreta nonostante la crisi

Benché ormai si navighi a vista e i dati cambino, in peggio, mese su mese, il mercato del lavoro delle aziende It ha registrato un andamento positivo con una crescita del 6% sul 2007.
E anche la funzione It nelle imprese mostra uno stato di salute discreto con una retribuzione media superiore a quella delle altre funzioni

03 Feb 2009

di Patrizia Fabbri, Carlo Arcari

MILANO – Secondo l’ultima indagine retributiva diffusa da Assintel, il mercato del lavoro delle aziende It ha registrato, nel 2008, una crescita occupazionale del 6%; i profili It delle aziende di tutti i settori risultano inoltre essere più retribuiti rispetto alle altre funzioni (+5% per gli impiegati e 2000 euro in più per i quadri). I dati emergono da un’indagine che si basa su due differenti ricerche: quella condotta da Idc sulla gestione delle risorse umane e le politiche retributive nelle aziende It (campione di 240 aziende, svolta nel periodo settembre/ottobre 2008) e quella relativa alle retribuzioni dei profili It nell’intero mercato elaborata da OD&M (il database di riferimento è costituito da 1.145.084 profili raccolti a partire dal gennaio 2003; l’indagine in questione si basa su 19.682 profili raccolti nel periodo gennaio 2007-giugno 2008).
All’interno delle aziende It, le aree funzionali meno retribuite sono Amministrazione/Finanza e il dipartimento It interno nonché l’area assistenza/help desk mentre funzione vincente per i dirigenti è invece quella della gestione risorse umane e dei responsabili vendite; altamente retribuita (sia a livello dirigenziale sia a livello impiegatizio) è l’area Ricerca & Sviluppo. Mario Vavassori, amministratore delegato di OD&M, ha così spiegato gli stipendi più alti incassati dai manager delle risorse umane delle aziende It: “Gestire il personale nelle aziende informatiche oggi vuol dire governare una vasta gamma di attività esterne, servizi in outsourcing, consulenti e collaboratori. Una gestione che è diventata sempre più complessa e produttiva, che ha un impatto sensibile sul business”.
Se si considera l’intero mercato, vediamo che nel periodo 2003-2007 le retribuzioni dei top manager della funzione IT sono cresciute di un punto percentuale in più rispetto a quelli di altre funzioni, mentre per i quadri e gli impiegati, sempre della funzione It, gli aumenti in busta paga sono stati inferiori di 4-5 punti, rispetto a quelli di altre funzioni; la situazione ha invece una inversione di tendenza nel periodo considerato dalla focalizzazione realizzata per Assintel (gennaio 2007-giugno 2008) nella quale per quadri e impiegati della funzione It le cose sono andate decisamente meglio (per i primi un adeguamento alla media delle altre funzioni, per i secondi addirittura quasi un punto percentuale in più) mentre si alza il gap dei dirigenti It (+6,3%) rispetto a quelli delle altre funzioni (+4,9%).
Leggendo i dati si scopre poi che nella funzione It dell’intero mercato, un dirigente donna guadagna uno stipendio inferiore del 22% rispetto ai colleghi maschi, passando da una media annua di 83mila euro circa a 65mila. Meno differenze si notano tra i quadri e gli impiegati dove le retribuzioni appaiono più allineate (-7% circa per le donne).
L’organico delle imprese It è costituito dal 92% di lavoratori dipendenti, di cui il 6% dirigenti e il 14% quadri. Il lavoro atipico pesa per il 3%, i collaboratori vari per il 4% mentre gli stagisti sono l’1%. Il ricorso al part-time è pari al 5% dei dipendenti mentre il telelavoro è quasi inesistente (0,3%).
“I trend occupazionali e il turnover elevato esprimono il dinamismo del settore Ict in Italia. Sebbene i tassi di sviluppo del mercato non siano sostenuti – e la congiuntura imponga riflessioni conservative per il breve periodo – le dinamiche tecnologiche e competitive rendono vivace il settore, nel quale a fenomeni di consolidamento tipici della fase attuale si affianca la spinta imprenditoriale verso nuove iniziative”, ha detto Antonio Romano, direttore generale di Idc Italia.

Patrizia Fabbri

Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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Carlo Arcari

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