Cloud sostenibile e misuratori della carbon footprint saranno “mainstream” entro il 2025

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Cloud sostenibile e misuratori della carbon footprint saranno “mainstream” entro il 2025

Lo afferma Gartner, secondo cui la scena dei prossimi tre anni sarà occupata dalle piattaforme per la gestione delle reti e la misurazione dell’impronta di carbonio, ma il focus si concentrerà anche sulle strategie climatiche della “nuvola”. Lo scenario apre nuove opportunità per i fornitori di tecnologie e servizi che abilitano un business sostenibile

21 Giu 2022

di Veronica Balocco

“Dirompente, come la rivoluzione industriale o la rivoluzione digitale”. Gartner non usa mezzi termini per gettare il suo sguardo sul futuro, e lo dice chiaro: la transizione verso un’economia net-zero non si prospetta come un passaggio “all’acqua di rose”, tutt’altro. Nuove tecnologie, nuovi modelli di business, strategie e processi: la sfida sta già richiedendo (e richiederà sempre più) un mindset totalmente rinnovato, fatto di nuove frontiere cui approcciarsi a testa alta e senza esitazioni.

Ma, come si sa, è nelle difficoltà che spesso si nascondono le opportunità più redditizie. E infatti, è già chiaro che qualcuno potrebbe ritrovarsi fra le mani un piatto particolarmente ghiotto. Ma chi? La risposta arriva dai risultati dell’area Sustainability del Gartner Impact Radar 2022, secondo cui la grande chance è quella che bussa alla porta dei fornitori di tecnologie e servizi finalizzati ad abilitare un business sostenibile, ovvero i concreti “traghettatori” del sistema verso la sua nuova identità.

Ma non per tutti sarà boom. Fra le tante emergenti, le tecnologie green destinate a raggiungere un’adozione mainstream entro i prossimi tre anni saranno infatti solo tre: Cloud sustainability, misuratori dell’impronta di carbonio e software avanzato di gestione della rete.

Cloud sustainability

La Cloud sustainability, ovvero l’uso dei servizi cloud per ottenere vantaggi di sostenibilità all’interno dei sistemi economici, ambientali e sociali, consiste, in particolare, in procedure sostenibili nella fornitura di servizi cloud, nonché nel consumo e nell’uso “a basso impatto” di tali servizi.

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“I servizi cloud pubblici offrono un grande potenziale di sostenibilità con la loro capacità di centralizzare le operazioni IT e operare su larga scala, utilizzando un modello di servizio condiviso, con conseguente maggiore efficienza di elaborazione”, chiarisce Zimmermann, che ha seguito la specifica ricerca. “I fornitori di cloud pubblico hanno anche una capacità unica di investire in capacità di sostenibilità, come spostare i data center cloud in modo che siano fisicamente situati vicino a fonti di energia rinnovabile”.

Nei prossimi tre anni, i fornitori di servizi cloud subiranno crescenti pressioni per disporre di una strategia climatica trasparente e di una tabella di marcia chiara. In effetti, Gartner prevede che entro il 2025 le emissioni di carbonio dei servizi cloud iperscalabili saranno uno dei criteri principali nelle decisioni di acquisto del cloud.

Misuratori dell’impronta di carbonio

Altra tecnologia al centro della scena sarà quella finalizzata alla misurazione dell’impronta di carbonio. La carbon footprint è definita come la stima delle emissioni in atmosfera di gas serra causate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un individuo.

L’impronta di carbonio di un determinato prodotto o servizio tecnologico, in particolare, comprende tre ambiti di emissione: emissioni dirette da fonti possedute o controllate (scope 1); emissioni indirette dalla generazione di energia acquistata (scope 2); tutte le emissioni indirette che si verificano nella catena del valore della società che effettua la rendicontazione, comprese le emissioni sia a monte che a valle (scope 3). Le emissioni di scope 3 sono le più difficili da misurare, ma in alcune aziende possono rappresentare oltre il 95% delle emissioni totali.

Gartner prevede che le tecnologie di misurazione dell’impronta di carbonio vedranno un’adozione significativa “man mano che le organizzazioni amplieranno la propria attenzione verso tutti e tre i tipi di emissioni e aumenteranno la trasparenza dei rapporti”. La crescita di tali strumenti sarà supportata dalla proliferazione di sensori ambientali abilitati all’IoT in grado di aumentare la quantità, la qualità e la tempestività della raccolta dei dati.

“In definitiva, ogni organizzazione dovrà investire in strumenti di contabilità del carbonio”, afferma Zimmermann, aggiungendo che “le soluzioni software che forniscono misurazioni trasparenti del carbonio e consigli attuabili stanno vedendo una rapida adozione e Gartner prevede una crescita continua man mano che le capacità di integrazione progrediscono”.

Software avanzati di gestione della rete

Altra tecnologia al trampolino di lancio è quella dedicata alla gestione avanzata della rete: un ambito che comprende il controllo di supervisione e l’acquisizione dei dati (Scada), i sistemi di gestione dell’energia delle utenze e le nuove capacità operative in tempo reale che sfruttano i modelli fisici e di apprendimento automatico. Questo software viene utilizzato in particolare per monitorare e controllare le risorse energetiche attraverso la rete elettrica, allo scopo di mantenere la stabilità del sistema e rinviare gli investimenti di capitale.

Gartner stima che oggi circa il 5-20% delle organizzazioni investa in software avanzati di gestione della rete e che tale percentuale aumenterà notevolmente entro i prossimi tre anni. Entro il 2026, afferma la big della consulenza, oltre il 60% dei programmi di capitale delle maggiori società energetiche si concentrerà su investimenti in energie rinnovabili a basso rischio.

“E considerato che la sfida principale degli operatori di rete è gestire la variabilità del flusso di potenza e la volatilità del profilo energetico – spiega Zimmermann -, il software avanzato di gestione della rete supporterà la transizione energetica consentendo alle società di diventare gestori di rete attivi, capaci di bilanciare l’instabilità creata dall’aumento dei volumi di energia rinnovabile”.

Una responsabilità globale

Le 26 tecnologie e tendenze emergenti per la sostenibilità ambientale posizionate sull’Impact Radar di Gartner rientrano in cinque temi generali: energia; business sostenibile; clima; circolarità; biodiversità, alimentazione e agricoltura. Ma ridurre il ragionamento a un fatto puramente “di competenza” svilirebbe l’impatto della questione. Non a caso, Annette Zimmermann, Vp Analyst di Gartner, spiega che “la sostenibilità ambientale non può essere responsabilità di pochi settori: se il nostro clima deve essere protetto, il business sostenibile deve essere una priorità globale”.

Ecco dunque spiegato perché la transizione green promette di avere effetti dirompenti quanto altre, più antiche, rivoluzioni. Il grande cambiamento che le aziende si trovano ad affrontare impone infatti sfide straordinarie: da un lato, l’esigenza di risolvere il problema delle emissioni di gas serra con una maggiore efficienza energetica e il ricorso a energie rinnovabili, cui si aggiungono gli sforzi in ambito circolare. Dall’altro, la necessità di riconoscere che i modelli di business, le strategie e i processi aziendali avranno bisogno di un ripensamento completo e di un cambio di paradigma per raggiungere questi obiettivi.

Ma agire è ormai indispensabile. Gartner prevede che entro il 2025 i fornitori di tecnologia con un dirigente di livello C per la sostenibilità cresceranno, in media, del 5% più velocemente dei loro colleghi. “Il business sostenibile – conclude – è una forza dirompente e i fornitori di tecnologia e servizi sentiranno tale impatto in varia misura nel breve, medio e lungo termine”.

Veronica Balocco

Giornalista

Laureata in Scienze della Comunicazione nel 2003, con una tesi sullo scenario del giornalismo online italiano dei primi anni Duemila, è giornalista professionista dal 2007. Per quasi un ventennio ha lavorato per il bisettimanale Eco di Biella, testata storica dell’Unione industriale biellese, seguendo il classico percorso curricolare, da collaboratrice esterna a redattore ordinario. Addetta alle cronache dai paesi, si è specializzata nel giornalismo di montagna, maturando esperienze anche nell’organizzazione di eventi, nei rapporti con la stampa per protagonisti di primo piano e nella scrittura di libri e articoli per riviste specializzate. Oggi lavora come freelance ed è l’unica biellese fra i Soci accademici del Gruppo italiano scrittori di montagna. Di tecnologie, innovazione e digitalizzazione delle imprese scrive da qualche tempo in virtù della collaborazione con il Gruppo Digital360, per il quale redige articoli in particolare improntati sui vantaggi della dematerializzazione e sulle soluzioni più innovative a favore del business. In questo quadro, collabora anche con ZeroUno proponendo articoli che applicano la tecnica dello storytelling al racconto di un mondo in costante evoluzione.

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