Sono tre le forze e dinamiche principali che – in questo 2026 e nel prossimo futuro – guidano e orientano gli investimenti di CIO e CFO nelle aziende.
Le mette subito in evidenza Carlo Alberto Carnevale Maffé, docente di Strategia aziendale alla SDA Bocconi School of Management, come ha fatto anche in occasione di un recente incontro a Milano, promosso dal Gruppo Havant.
Ecco quali sono queste forti linee di sviluppo: «sovranità del dato, compliance simultanea, intelligenza artificiale fuori dal laboratorio».
Indice degli argomenti
Sovranità del dato e investimenti di CIO e CFO
Per analizzarle brevemente una ad una, «la sovranità del dato è sempre più cruciale e determinante all’interno delle imprese, di ogni settore e dimensione», sottolinea Carnevale Maffé, perché, con l’utilizzo sempre più diffuso e articolato dei sistemi di intelligenza artificiale, «è la conoscenza ed esperienza tecnica propria di ogni azienda – dalla banca alla manifattura – a fare la differenza. In questa fase di sviluppo tecnologico, i dati critici possono tornare in gran parte sotto la giurisdizione UE, con anche cloud locale, bassa latenza, controllo legale».

Compliance simultanea e obblighi per le imprese
Per quanto riguarda, invece, l’importanza della «Compliance simultanea in diversi ambiti aziendali», rileva il docente della SDA Bocconi, «bisogna considerare che il 2026 è l’anno in cui scattano gli obblighi operativi di cinque normative europee insieme», tra cui ad esempio l’AI Act.
Per cui, le varie organizzazioni e imprese «hanno la necessità e urgenza di attrezzarsi per adempiere e soddisfare questa Compliance simultanea».
AI nei processi core e investimenti aziendali
La terza dinamica che sta guidando gli investimenti di CIO e CFO nelle imprese è quella che riguarda da vicino lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale: in Italia già lo scorso anno l’AI ha raggiunto un valore di mercato pari a 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% in dodici mesi, e un balzo del +93% nella richiesta di competenze Al.

Tutto ciò «indica ormai la fine della fase sperimentale. Le soluzioni di intelligenza artificiale escono dai laboratori, e la loro adozione entra nei processi core, quelli più centrali del business», sottolinea l’esperto di strategia aziendale.
Agenda digitale e investimenti delle imprese italiane
Allargando lo sguardo, il contesto globale influenza l’agenda delle imprese, le grandi dinamiche internazionali del 2026 non restano sullo sfondo: si traducono in decisioni concrete di tecnologia, sicurezza e investimento per ogni impresa.
Queste dinamiche e forze di scenario «sono innanzitutto quattro: sovranità digitale, investimenti europei in AI, regolamentazione che si semplifica, finanza e moneta digitale», rileva Carnevale Maffé.
E quattro sono le priorità sull’agenda delle imprese da sviluppare e realizzare: «Private AI e Governance, resilienza e filiera, Digital trust documentale, sostenibilità incentivata. Perché, in questo 2026 in corso, la conformità non è un costo: è una leva competitiva. Queste quattro forze normative e tecnologiche convergono, e le imprese che le affrontano come un’unica agenda ne escono più veloci, più sicure e più finanziabili».

Private AI e governance contro la Shadow AI
Private Al e Governance significa ad esempio «superare la Shadow AI con modelli protetti, dato che ogni Prompt non governato è una potenziale fuga di dati industriali».
Per comprendere questa priorità basta considerare che «il 56% dei dipendenti usa al lavoro strumenti di Al non autorizzati – fa notare il docente di strategia – il 38% ha già condiviso informazioni aziendali sensibili senza autorizzazione, e il 46% delle organizzazioni ha già subito un data leak interno attraverso GenAl. Mentre 4,6 milioni di dollari è il costo medio di un data breach che coinvolge la Shadow Al».

Resilienza, filiera e sostenibilità incentivata
Resilienza e filiera vuol dire sviluppare tutte le forme della sicurezza aziendale, dalle decisioni nei CdA fino a fornitori e partner lungo tutta la supply chain. Mentre la sostenibilità incentivata significa adottare nuove tecnologie e allo stesso tempo perseguire obiettivi Green attraverso strumenti IT finanziati anche dalla Transizione 5.0.
Modelli AI privati per proteggere dati e investimenti
Per quanto riguarda lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale in azienda, mentre i modelli AI generalisti LLM (Large Language Model) hanno accesso via web non governato, costo e latenza elevati su grandi volumi, e dati che vengono riutilizzati per il training dei sistemi, la risposta strategica «sta nei modelli AI privati, verticali e specializzati, gli Small Language Model», rimarca Carnevale Maffè, che hanno «precisione superiore su domini verticali; costo, latenza e consumo energetico ridotti; e proprietà esclusiva del dato aziendale in ambienti chiusi e protetti».
Non a caso, si calcola che «l’uso degli SLM triplicherà entro il prossimo anno».













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