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Standard, integrazione e “clean core”: la strategia IT di Iperceramica



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Crescita a doppia cifra, oltre 100 punti vendita e un’offerta che integra retail, digitale e servizi. Il caso Iperceramica mostra come un approccio clean core, lo sviluppo di soluzioni composable e l’adozione di SAP S/4HANA possano sostenere processi complessi senza aumentare il debito tecnologico. Le considerazioni del Co-CEO Michele Neri 

Pubblicato il 7 gen 2026



Michele Neri, Co-CEO di Iperceramica
Michele Neri, Co-CEO di Iperceramica

Crescita costante, controllo diretto della filiera e una trasformazione digitale costruita per sostenere il business, non per inseguire la tecnologia. Il caso Iperceramica mostra come l’allineamento tra strategia aziendale e IT possa diventare un fattore strutturale, governato direttamente dal vertice.

Fondata nel 2001 come Bayker Italia S.r.l. e controllata dalla famiglia Neri, Iperceramica opera in un mercato maturo come quello dei materiali per edilizia e arredo bagno. Dal 2004, con il lancio della formula basata su negozi di proprietà, l’azienda ha avviato un percorso di crescita continua, arrivando oggi a superare i 100 punti vendita in Italia e all’estero e registrando nell’ultimo triennio un incremento medio del 10% anno su anno.

La società ha storicamente investito moltissimo nella trasformazione digitale: dall’automazione dei magazzini robotizzati, al sito per l’e-commerce, all’ERP SAP S4/Hana, al software applicativo, in architettura composable, che ha permesso l’esecuzione dei processi alla base dei complessi servizi di ristrutturazione edilizia. In Iperceramica non esiste il problema dell’allineamento tra business e IT perché la strategia è comune ed è interpretata direttamente dal Board dell’azienda che possiede ampie competenze organizzative, finanziarie e (perché no?) informatiche.

Un modello di crescita che integra fisico, digitale e servizio

Alla base del successo di Iperceramica c’è un disegno strategico che combina diversi elementi: acquisti massivi e selettivi, forte attenzione alla qualità e alla marca propria, una logistica efficiente grazie alla vicinanza ai distretti produttivi e, soprattutto, una costruzione consapevole del customer journey.

Il cliente entra in contatto con il brand attraverso una comunicazione integrata – televisiva, digitale e fisica – e trova nel punto vendita non solo prodotti da vedere e toccare, ma anche servizi strutturati di ristrutturazione edilizia. Progettazione, preventivazione, scelta dei materiali, gestione dei lavori e delle pratiche amministrative vengono presentate come un’offerta unica, coordinata e comprensibile, all’interno di una costruzione attenta del customer journey.

«Il nostro obiettivo è semplificare un’esperienza che, per sua natura, è complessa», spiega Michele Neri, Co-CEO di Iperceramica. «Il digitale serve a rendere questo modello replicabile e controllabile, non a creare complessità aggiuntiva».

Standard dove possibile, differenziazione dove necessario

La gestione dei processi core si basa su un principio chiaro: adottare soluzioni standard quando rispondono alle esigenze operative. Per questo Iperceramica ha scelto SAP come ERP, prima con ECC e oggi con S/4HANA, affidandogli tutti i processi gestionali riconducibili alle best practice.

«Non ha senso reinventare ciò che funziona già bene sul mercato – osserva Neri -. Lo standard va sfruttato fino in fondo, riservando lo sviluppo custom solo alle aree che generano reale differenziazione».

Questa impostazione consente di ridurre il debito tecnologico, contenere il TCO e mantenere il sistema informativo allineato alle evoluzioni della piattaforma.

Logistica avanzata come leva competitiva

Un altro tassello chiave è la logistica. Iperceramica ha investito in un magazzino centralizzato a Fiorano Modenese, gestito in modalità ibrida con operatori umani e robot. Una scelta che risponde alla necessità di gestire prodotti con pesi, volumi e caratteristiche molto diverse.

Il progetto non è stato semplice: le soluzioni standard proposte dai grandi player della robotica industriale non erano in grado di soddisfare le specificità operative. Da qui la decisione di collaborare con Polytec (BM Group), che ha sviluppato una soluzione su misura.

«Le nostre esigenze erano considerate troppo complesse o non standardizzabili, con vincoli specifici di movimentazione del magazzino, complicate da pesi e dimensioni variabili dei prodotti da movimentare – racconta Neri -. Abbiamo preferito un partner capace di ascoltare il processo e costruire la tecnologia attorno ad esso».

Ristrutturazione Smart: orchestrare la complessità

La vera prova di maturità dell’architettura digitale arriva nel 2018 con il lancio di “Ristrutturazione Smart”. Un servizio che richiede il coordinamento di una molteplicità di attori indipendenti – progettisti, artigiani, fornitori, clienti, enti pubblici – distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Gestire progetto, preventivo, acquisti, logistica, attività di cantiere, rendicontazione, fatturazione e pagamenti, includendo anche l’accesso agli incentivi fiscali, non era possibile con il solo ERP. Non esisteva sul mercato una soluzione integrabile in modo efficace con SAP.

La risposta è stata lo sviluppo di una piattaforma dedicata, realizzata con Peer Network in architettura composable. esiSMART gestisce i processi end-to-end, mentre SAP resta il sistema di riferimento per i documenti gestionali. L’integrazione avviene tramite API e microservizi, senza modificare il core dell’ERP.

«Abbiamo separato chiaramente il governo dei processi dalla gestione amministrativa – spiega Neri -. In questo modo possiamo evolvere rapidamente il servizio senza compromettere la stabilità del sistema centrale».

L’insegnamento è un po’ questo: «se hai processi che non riesci a risolvere con lo standard del prodotto, sviluppa esternamente e integra attraverso l’architettura distribuita dell’ERP, basata su API e microservizi. È importante rispettare la strategia del “clean core”, non modificare lo standard SAP, ma con questo approccio si diminuisce sensibilmente il TCO e si avrà un sistema sempre allineato alle esigenze del business e completamente integrato ai processi standard».

Grazie all’architettura adottata, la piattaforma di Ristrutturazione Smart ha continuato a funzionare senza interruzioni, consentendo lo sviluppo di nuovi use case anche durante la transizione.

Buy, build & blend come principio guida

«La trasformazione digitale non è un progetto, ma una conseguenza delle scelte di business – conclude Michele Neri- . Quando esistono soluzioni di mercato adeguate, le adottiamo. Quando non ci sono, costruiamo ciò che serve, con attenzione agli use case, all’architettura complessiva e alla semplicità operativa».

Un approccio che oggi può essere sintetizzato nel principio del Buy, Build & Blend di Gartner, ma che in Iperceramica è stato applicato in modo pragmatico molto prima di diventare una formula consolidata.

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